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Dazi: come funzionano e perché sono al centro delle tensioni economiche globali

I dazi tornano protagonisti: tra protezionismo, guerre commerciali e tensioni globali, ecco come stanno cambiando gli equilibri economici.

I dazi doganali sono tasse sulle importazioni (e a volte sulle esportazioni) che possono cambiare radicalmente le dinamiche del commercio tra Paesi. In teoria servono a proteggere le economie locali, rendendo meno competitivi i prodotti stranieri, ma spesso finiscono per scatenare guerre commerciali. Chi importa deve pagarli alla dogana, aumentando così i prezzi finali delle merci. Il risultato? In molti casi, i consumatori si ritrovano a sborsare di più e le aziende a riorganizzare le loro catene di approvvigionamento.

Negli ultimi anni, i dazi sono tornati un tema caldissimo, specialmente con il ritorno di Donald Trump alla presidenza Usa nel 2025. Fin dal primo giorno, ha ribadito il suo obiettivo: alzare le barriere commerciali per proteggere l’industria americana. Tra i Paesi nel mirino ci sono Canada, Messico e Cina, ma anche l’Unione europea sa che potrebbe presto finire sotto attacco.

L’Europa, però, non è nuova a queste dinamiche. Anzi, usa i dazi come strumento per difendere la propria industria. Giusto per fare un esempio, nel 2024 Bruxelles ha deciso di aumentare le tasse doganali sulle auto elettriche cinesi, accusate di beneficiare di sussidi statali ingiusti che danneggiano la concorrenza. Questa mossa ha diviso gli Stati membri: la Germania si è opposta, temendo danni per le sue aziende, mentre l’Italia ha appoggiato la decisione, vedendola come un’occasione per rilanciare il settore automobilistico nazionale.

Ma i dazi non servono solo a gestire le tensioni economiche, sono anche una fonte di entrate. Nell’Unione europea, per esempio, rappresentano circa il 14% del bilancio totale. Inoltre, l’unione doganale semplifica il commercio tra i Paesi membri, ma quando si tratta di gestire i rapporti con il resto del mondo, le cose si fanno decisamente più complicate.

Gli Stati Uniti rilanciano la politica dei dazi

L’1 febbraio 2025, Trump ha firmato un ordine esecutivo per imporre nuovi dazi contro Canada, Messico e Cina. La misura prevede una tariffa del 25% sulle importazioni messicane e canadesi e del 10% su quelle cinesi. Inoltre, ha deciso di tassare del 10% l’energia proveniente dal Canada. Il motivo? Secondo la Casa Bianca, questi Paesi non hanno fatto abbastanza per fermare il traffico di fentanyl, una droga potentissima che sta devastando gli Stati Uniti. Trump ha persino accusato il Messico di avere una sorta di alleanza con i cartelli della droga.

Ovviamente, le reazioni non si sono fatte attendere. Il Canada ha risposto subito, annunciando tariffe su prodotti americani simbolici come il whiskey e il succo d’arancia della Florida. Il Messico ha promesso misure di ritorsione adeguate, mentre la Cina ha avviato un’azione legale contro gli Stati Uniti presso l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), minacciando contromisure economiche.

Donald Trump (Pixabay foto) – www.financecue.it

Il dietrofront e le tensioni con l’Ue

Poi, colpo di scena. Il 4 febbraio, quando tutti si aspettavano l’entrata in vigore delle tariffe, Trump ha fatto marcia indietro (almeno in parte). Ha annunciato che i dazi su Canada e Messico sarebbero stati sospesi per un mese, giusto il tempo di negoziare un accordo più duraturo. Nel frattempo, il Messico si è impegnato a schierare 10mila soldati al confine per bloccare il traffico di droga e migranti. Anche il Canada ha ottenuto una tregua, dopo una telefonata tra Trump e il primo ministro Justin Trudeau, che il tycoon ha definito “molto positiva”.

Ma la questione non finisce qui. L’Unione europea è ora nel mirino. Trump ha ripetuto più volte che l’Ue ha adottato pratiche commerciali scorrette e che non esiterà a imporre nuovi dazi anche sui prodotti europei. A Bruxelles, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha avvertito che, se gli Stati Uniti faranno sul serio, l’Europa risponderà con la stessa moneta. E così, la possibilità di una nuova guerra commerciale tra Washington e Bruxelles diventa sempre più concreta.

Published by
Furio Lucchesi