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Trump annuncia dazi del 25% sulle importazioni europee: le reazioni dall’Italia

Donald Trump alla Casa Bianca (Depositphotos foto)

Donald Trump alla Casa Bianca (Depositphotos foto) - www.financecue.it

Trump annuncia dazi del 25% sulle importazioni europee, colpendo settori chiave del Made in Italy. Ecco le preoccupazioni.

La tensione tra Stati Uniti ed Europa torna a salire. Donald Trump ha deciso di alzare il tiro, annunciando nuovi dazi del 25% sulle auto importate dal Vecchio Continente. Un colpo durissimo per l’industria europea, che già deve fare i conti con crisi di mercato, transizione elettrica e difficoltà logistiche.

Trump, nel suo stile inconfondibile, ha trasformato il primo incontro ufficiale con il suo nuovo esecutivo in un’arena di battaglia commerciale. “Abbiamo deciso: mettiamo i dazi“, ha dichiarato senza mezzi termini, scatenando reazioni immediate da Bruxelles e facendo tremare i produttori di automobili.

Ma il discorso non riguarda solo il settore auto. L’Europa è di nuovo nel mirino del presidente americano, che da anni insiste sulla necessità di riequilibrare quello che considera uno scambio commerciale sfavorevole per gli USA. Questa volta, però, la situazione potrebbe degenerare in una vera e propria guerra economica.

E in Italia? Il governo cerca di restare in equilibrio, mentre le opposizioni colgono l’occasione per attaccare. Le polemiche politiche si moltiplicano, con accuse di immobilismo e domande sulla reale capacità dell’esecutivo di difendere gli interessi del Paese.

Trump, la sua strategia e il ruolo di Elon Musk

Il presidente americano ha le idee chiare: meno importazioni, più produzione interna. Ma il vero spettacolo lo ha offerto Elon Musk, presente alla riunione di governo e sempre più vicino all’amministrazione Trump. Il patron di Tesla ha sfruttato il momento per spingere ancora una volta sulla riduzione della spesa pubblica e su una riforma radicale dell’apparato statale.

Il suo intervento ha fatto discutere. Se da un lato Musk incarna l’anima imprenditoriale e iper-capitalista dell’America trumpiana, dall’altro la sua influenza sulla politica sembra ormai ben oltre quella di un semplice consigliere. Ha persino proposto che i dipendenti pubblici forniscano un resoconto dettagliato delle loro attività quotidiane, scatenando perplessità e critiche da più parti. Dall’altra parte dell’Atlantico, Bruxelles non è rimasta in silenzio. “L’Unione Europea non accetterà queste misure senza reagire“, ha dichiarato un portavoce della Commissione. Il commercio tra le due economie vale oltre 1,5 trilioni di dollari all’anno e un’escalation di questo tipo potrebbe causare danni enormi a entrambe le parti.

Donald Trump
Donald Trump (screenshot @realdonaldtrump/Instagram) – www.financecue.it

Le reazioni in Italia e le tensioni politiche

L’annuncio di Trump ha fatto sobbalzare non solo i mercati, ma anche la politica italiana. L’industria automobilistica è tra le più esposte, con marchi come Ferrari, Lamborghini e Stellantis che rischiano di pagare un prezzo altissimo. Mentre gli imprenditori cercano di capire il possibile impatto della misura, nel mondo politico si accende lo scontro. Giorgia Meloni, che negli ultimi mesi ha cercato di mantenere rapporti distesi con Trump, ha scelto una linea prudente, evitando dichiarazioni dirette. L’opposizione, invece, è partita all’attacco.

Giuseppe Conte ha ironizzato sulla “scomparsa” del governo di fronte alla notizia, mentre Elly Schlein ha parlato di una decisione che “metterà in ginocchio imprese e lavoratori italiani“. Un classico scontro tra chi vorrebbe una presa di posizione più netta contro Washington e chi preferisce evitare tensioni con il nuovo inquilino della Casa Bianca. Intanto, l’Europa prepara la sua risposta e l’Italia si ritrova nel mezzo di una partita più grande di lei. La domanda è: da che parte sceglierà di stare?