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La crisi delle uova negli Stati Uniti: Trump chiede aiuto all’Italia, ma ottiene un no

Zero uova

Negli USA sono finite le uova (screenshot NewsNation/YouTube) - www.financecue.it

Scopri come la crisi delle uova negli Stati Uniti sta cambiando l’economia e il mercato alimentare! Le richieste anche a noi.

Negli Stati Uniti, la carenza di uova sta creando una grave crisi. La causa è l’influenza aviaria che ha decimato le galline negli allevamenti. La produzione di uova non è sufficiente a soddisfare la domanda interna. Così è difficile trovare uova nel mercato alimentare americano.

L’influenza aviaria ha avuto un impatto devastante sull’economia degli Stati Uniti. Migliaia di galline ovaiole sono morte. Il costo delle uova aumenta e si riduce la loro disponibilità. Gli USA cercano così soluzioni alternative.

I prezzi sono arrivati ai 5,90 dollari – più o meno 5,50 euro al cambio – per una dozzina. Ora si cerca di fare fronte alla crisi. Tra le opzioni c’è l’importazione da altri Paesi. Il governo ha chiesto aiuto a nazioni come la Danimarca, l’Italia e la Finlandia per approvvigionarsi di uova.

L’America sta anche investendo per diversificare le forniture e combattere l’aumento dei prezzi. Tutto questo basterà per arginare il fenomeno dei prezzi pazzi sulle uova? Ecco come si sta muovendo la politica di Trump ora!

La richiesta ai Paesi europei

Gli Stati Uniti hanno prima chiesto aiuto alla Danimarca per una fornitura di uova. Purtroppo, la Danimarca non ha potuto soddisfare la richiesta, dato che la sua produzione non è sufficiente a coprire la domanda americana. Le difficoltà sono legate anche alla limitata capacità di esportazione di uova verso l’estero.

La Danish Egg Association ha dichiarato che il Paese non può fornire un numero di uova così alto. La sua produzione è già destinata al mercato interno e che non è in grado di esportare grandi quantità. Quali sono gli altri Paesi chiamati?

Uova americane care
Uova americane (screenshot NewsNation/YouTube) – www.financecue.it

Come si stanno muovendo gli USA per affrontare la crisi

Nel tentativo di alleviare la carenza interna di uova, gli Stati Uniti hanno esteso le loro richieste di fornitura a diversi Paesi europei, tra cui l’Italia. A febbraio 2025, l’ambasciata statunitense a Roma ha contattato Unaitalia, l’Unione nazionale filiere agroalimentari carni e uova, per sondare la possibilità di esportare uova negli Stati Uniti. Il nostro Paese ha risposto come la Danimarca, cioè che dobbiamo prima tutelare il consumo interno. L’autosufficienza nazionale non è al 100%, ma al 97%. In queste condizioni non si può esportare. Mancano anche gli accordi necessari per l’accesso al mercato.

Gli Stati Uniti stanno cercando di diversificare le loro fonti di approvvigionamento, rivolgendosi a Paesi come la Turchia, che nel 2025 prevede di esportare 420 milioni di uova negli Stati Uniti. La quantità rimane insufficiente rispetto al fabbisogno annuale degli Stati Uniti, che supera i 7,5 miliardi di dozzine. Per affrontare la situazione, il governo americano ha proposto un investimento di 1 miliardo di dollari per combattere l’influenza aviaria e stabilizzare il mercato delle uova. C’è chi cercherebbe uova più economiche in Messico e Canada, nonostante le restrizioni sull’importazione non ufficiale. La situazione rimane critica, con gli Stati Uniti che continuano a lottare per ripristinare l’equilibrio nel mercato delle uova.​ La notizia è stata ripresa da più testate, tra cui Today, Corriere e IlSole24Ore.