Articolo di Paolo Gramazio

Le garanzie statali sui prestiti alle imprese potranno salire al 100%.
Questa notizia arriva direttamente da Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione Ue e commissario alla concorrenza.
La commissione europea ha approvato la garanzia concessa dallo stato Italiano per il sostegno alle imprese.

Gli aiuti di Stato

La commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia durante l’emergenza Covid-19.

Gli stati membri potranno chiedere aiuti per finanziare le PMI e le imprese più grandi grazie alla modifica apportata dalla commissione Temporary Framework che modifica le regole sugli aiuti di Stato.

Gli aiuti in concreto

L’aiuto non potrà superare gli 800.000 euro per le imprese sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili, agevolazioni fiscali o di pagamenti; tutti i valori assegnati sono al confine di qualsiasi imposta o altro onere.
L’aiuto può essere concesso a imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019; 31 dicembre 2019 e / o che hanno incontrato difficoltà o si trovano in una situazione di difficoltà, a seguito dell’epidemia di COVID-19.
L’aiuto è concesso entro e non oltre il 31 dicembre 2020.

Cosa viene previsto sui prestiti?

Tra le novità più importanti presenti nella comunicazione del commissario alla concorrenza UE, Margrethe Vestager,c’è la deroga al limite del 90% di garanzie pubbliche poste su finanziamenti bancari.

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Margrethe Vestager

Ora sarà possibile per gli Stati membri concedere finanziamenti a tasso zero e garanzie sui prestiti che coprono il 100% del rischio.

I prestiti garantiti arriveranno al massimo a coprire il corrispettivo di 3 mesi di fatturato del 2019, quindi il 25%. Il nostro Governo in prima linea con il Ministro Patuanelli chiede che il piano di restituzione dei prestiti possa variare da 10-20 anni in modo tale da non appesantire le imprese chiedendo in questo modo ulteriore apertura della commissione Europea che nell’ultimo Temporary Framework aveva previsto un rientro dei prestiti in 6 anni.

Gli emendamenti al Temporary Framework comunicati ieri riguardano anche nuove tipologie di aiuti: incentivi alla ricerca e sviluppo legati al coronavirus, il sostegno finanziario allo sviluppo di vaccini e dispositivi medici, il supporto a interventi per sospendere o rinviare gli obblighi fiscali e misure legate al pagamento degli stipendi dei lavoratori.

La situazione è diversa per le imprese che fatturano dai 300 milioni di euro in su. Per loro prende piede l’idea di un intervento pubblico dello Stato in concomitanza con le banche con la possibilità che alla scadenza i finanziamenti siano convertiti in capitale delle imprese.

Clausole

Il governo Italiano ha pensato di inserire delle clausole per i finanziamenti.
Si chiede la trasparenza e l’impegno alle aziende beneficiarie di questi prestiti a non utilizzare i suddetti investimenti per delocalizzare le produzioni in altri paesi e il mantenimento per un certo periodo di un prefissato livello occupazionale.

Resta da capire come il nostro Governo deciderà di finanziarsi.
Il MES e gli Eurobond sono ancora in campo anche se sempre più difficili per via delle resistenze politiche. L’opzione più probabile sembra l’emissione ordinaria di titoli di stato.