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Analisi del settore dei prestiti personali: quali sono i tassi di interesse?

ll ruolo che assume oggi il comparto del prestito personale si rifà alla consapevolezza di riconoscere e diffondere la possibilità di poter accedere al credito con maggiore semplicità. In che modo?

Categorie Finanza

La dinamicità in ambito finanziario degli ultimi anni è stata causa ed effetto diretto della nascita e concezione di nuovi prodotti e strumenti, rincorrendo la crescente domanda di privati cittadini e piccole/medio imprese di essere supportate nel processo della realizzazione di obiettivi personali. L’evoluzione settoriale del comparto creditizio si affianca coerentemente con quel che è stato il processo di evoluzione tecnologica fornita dalla digitalizzazione; processo che ha comportato la riduzione delle distanze e la celerità delle informazioni, vitale ai giorni nostri in ogni segmento di mercato.

Il ruolo che assume oggi il comparto del prestito personale si rifà alla consapevolezza di riconoscere e diffondere la possibilità di poter accedere al credito con maggiore semplicità. Il tasso di interesse è l’ago della bilancia che lega il rapporto tra le due parti: il prestatore e il beneficiario dell’ammontare. Ma è bene partire dalle basi e rispolverare alcuni concetti, come quello di TAEG.

TAN E TAEG: indicatori a cui prestare attenzione

È utile in questo contesto sia approfondire i concetti di tan e di taeg, in quanto parte della nostra quotidianità e utili quando si prende una decisione in campo creditizio, sia analizzare nel tempo – in particolare negli ultimi sei trimestri – l’andamento medio di questi indicatori in relazione alle scelte di finanziamento e alle finalità che hanno portato ad optare per quest’ultimo.

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Come primo passo, è utile distinguere il TAN, acronimo di “tasso annuo nominale” dal TAEG, ossia “tasso annuo effettivo globale”: perché? Il primo è l’interesse “annuo” calcolato sull’intero ammontare ed è quindi il costo opportunità del capitale concesso a prestito. Dalla semplice definizione precedente, dato che anche il TAEG è un tasso riferito al prestito, vi chiederete sicuramente perché allora la prima definizione non basti. La soluzione è abbastanza semplice.

Generalmente, per la concessione di un prestito viene redatto un piano d’ammortamento, ossia una ripartizione del prestito nel tempo costituita da una parte relativa al capitale da restituire e da una parte d’interesse. Data la generica natura rateale e a scadenza del prestito, il tasso annuo nominale non coincide mai con il tasso effettivo calcolato sul finanziamento e per cui sono calcolate spese accessorie. Dunque, quando si valuta l’opzione prestito, è sempre consigliabile osservare prioritariamente il TAEG, in quanto è una misura del costo del capitale più fedele a quella che sarà la restituzione del capitale versato.

Osserviamo qualche dato in più

Secondo la banca dati dell’Osservatorio Finanziamenti di PrestitiOnline, gli ultimi tre anni hanno visto un cambiamento di trend uniforme in relazione al costo medio del capitale effettivo. Considerando le tre principali finalità di un prestito (auto usata, liquidità, ristrutturazione edilizia le maggiori del 2021), appare evidente come i tassi medi abbiano subìto tutti una flessione a partire dal secondo trimestre del 2020.

TAEG a confronto

Ribasso più accentuato per le richieste di liquidità, dove nel quarto trimestre le banche e le finanziarie – mosse dai provvedimenti sovranazionali e dal bisogno del momento di non far collassare il sistema creditizio, hanno concesso forte liquidità con conseguente riduzione dei tassi di mercato. Movimenti più acuiti per bisogni di ristrutturazione case ed acquisto di auto usate, dove la domanda ha in parte riassorbito il costo del capitale, anche in conseguenza dei provvedimenti di governo (vedasi Superbonus nel settore immobiliare).

TAEG e prestiti online

Finalità e bisogni dei consumatore: quali utilizzi dei prestiti?

Spinti dal bisogno di liquidità durante il periodo pandemico, la domanda globale di prestiti e finanziamenti è aumentata considerevolmente. Dalle pmi ai privati cittadini, dalle p.iva agli enti locali, si è assistito a una massiccia emissione di moneta nei mercati da parte delle banche centrali, nel tentativo di riparare ai danni dello stop produttivo globale e permettere il mantenimento del sistema.

La conseguenza è stata ovvia; la concessione di prestiti personali ha man mano agevolato la clientela e, sotto dovute garanzie e direttive, ha permesso agli istituti di credito e alle finanziarie di venire incontro alla sempre maggiore domanda attraverso prodotti semplificati e convenienti. Il processo di digitalizzazione è arrivato in soccorso, attraverso le piattaforme online di prestito personale e alla possibilità di operare da remoto per visionare e ultimare contratti, preventivi e termini operativi.

E’ sempre bene considerare il ruolo assunto da questo comparto, in quanto le normative europee stanno avanzando verso un processo di educazione finanziaria da non sottovalutare. La presa di coscienza da parte del cliente dovrà essere sempre più solida anche in relazione ai benefici che potrebbe comportare. Un cliente consapevole è un cliente meno incline al rischio e quindi più fiducioso nei confronti dei nuovi strumenti presentati al pubblico.

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