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Autogrill, dall’unione con Dufry nasce un colosso da 12 miliardi di ricavi

Autogrill decide di unirsi a Dufry, società venditrice di viaggi con sede a Basilea. Da questa unione nasce una realtà da 12 miliardi di ricavi presente in 60 Paesi nel mondo.

Categorie Finanza · Intermediari finanziari · Mercati Finanziari

Oggi, lunedì 11 luglio 2022, è nato un nuovo colosso. Il gruppo svizzero Dufry ha infatti acquisito Autogrill, la maggiore società del mondo della ristorazione nelle autostrade e negli aeroporti. Edizione Srl, holding della famiglia Benetton, nonché azionista di Autogrill, trasferirà la sua intera partecipazione del 50,3% alla società svizzera. Il rapporto di cambio sarà pari a 0,158 nuove azioni Dufry per 1 azione di Autogrill. Nel primo trimestre 2023 è previsto un closing, durante il quale Dufry lancerà un’opa sulle azioni rimanenti portando Autogrill verso il delisting. Il colosso, nato dalla fusione tra Autogrill e Dufry, sarà quotato solamente in Svizzera.

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Autogrill, un colosso firmato Dufry

Il nuovo gruppo, nato dall’unione tra Autogrill e Dufry, avrà un ricavo di oltre 12 miliardi di euro e sarà presente in 60 Paesi. Ma come saranno suddivisi i ruoli? Gli attuali presidente ed amministratore delegato del gruppo svizzero entreranno a far parte del nuovo board mentre il ceo di Autogrill passerà ad occuparsi della divisione americana, ossia dei marchi Hudson e Hms Host Autogrill. La nuova realtà realizzerà una piattaforma diversificata ma al tempo stesso globale ed avrà un impatto significativo non solo sul mercato americano ed europeo ma anche su quello asiatico. Entrerà a far parte di un mercato non si occuperà più solamente di food & beverage. I finanziatori dell’operazione sono Intesa Sanpaolo e Mediobanca per Autogrill, Ubs e Credit Suisse per Dufry.  Ma quando e come è nato l’autogrill? Il primo autogrill è nato nel dopoguerra, da Mario Pavesi. Se il cognome non vi sembra nuovo.. sì, è il papà dei pavesini! Ma torniamo all’autogrill. Mario Pavesi decide di aprire un piccolo spaccio di biscotti sull’autostrada Milano-Torino, all’altezza di Novara che da piccolo negozietto è diventato con il tempo, grazie anche al boom economico, l’antesignano di quelli che noi oggi conosciamo con il nome di “autogrill”.

Le OPA del 2022

Dall’inizio dell’anno, le OPA, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono aumentate di più della metà. Il motivo? Le basse valutazioni delle società dovute alla correzione dei mercati. Secondo PWC, l’attività di M&A è rimasta sostenuta in questi primi sei mesi dell’anno anche se, adesso, si sta registrando un calo. Ma quali sono state le OPA più importanti di questa prima metà dell’anno?

Carige e l’OPA di BPER

Banca BPER spa ha appena comunicato l’approvazione, da parte della Consob, del documento di offerta pubblica per l’acquisto totalitario delle azioni ordinarie di Banca Carige. Il periodo di adesione alle offerte, deciso con Borsa Italiana, ha avuto inizio alle 8.30 di oggi, 11 luglio 2022, e terminerà alle ore 17.30 del giorno 29 luglio 2022.

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La Roma e l’OPA che mira al delisting

La Roma vuole il delisting, nonostante non sia stato ancora raggiunto l’obiettivo del 95% del capitale sociale di AS Roma nelle mani della Romulus and Remus Investments LLC. Ad oggi la percentuale è pari al 93,8%. Per cercare di raggiungere l’obiettivo, il termine dell’Opa è stato prorogato di una ulteriore settimana. Il club giallo rosso, dopo 22 anni dalla prima quotazione in Borsa, ora mira ad uscirne entro il prossimo agosto.         

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