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Btp 2051 borsa italiana: titoli indicizzati a un intrigante 1.7%

Nella borsa italiana sono stati emessi i Btp 2051 con una ottima indicizzazione del rendimento pari all'1,7%. I Btp sono stati ordinati per un valore di 6,2 miliardi di euro dagli investitori.

Categorie Finanza

Il Ministero dell’Economia e Finanza durante la giornata di Martedì 27 aprile ha emesso la seconda tranche del Btp con scadenza a maggio 2051 (codice ISIN IT0005415416). Per cui nella borsa italiana è stato emesso un Btp 2051 collocato a un prezzo di 99,208 centesimi con un intrigante rendimento del 1,7% (rendimento alla scadenza pari a 0,177%). Possiamo ritenerlo un ottimo risultato anche in relazione dei conti pubblici italiani.

Btp 2051, emessi nella borsa italiana titoli con indicizzazione 1,7%

L’emissione titoli da parte del Tesoro è pari a 750 milioni di euro e ha avuto richieste fino a 1,01 miliardi di euro, con copertura del 1,35. Il rendimento lordo complessivo del Btp 2051 nella borsa italiana è stato fissato allo 0,39%, sulla base di un prezzo di aggiudicazione di 93,28. Possiamo dire che l’emissione dei Btp trentennali hanno riscosso un ottimo successo in borsa. Infatti, ci sono stati ordini pari a 6,2 miliardi di euro. Ottimo livello di richieste che non ha creato polemiche, come invece successe tempo fa a seguito di un record preoccupante dell’asta dei Btp. La scadenza è designata per il 6 maggio 2051 con cedola 3,875%. Al netto di ciò, possiamo dire che il bond ha un rendimento lordo del 3,938%.

GRAFICO BTP TF 1,7% ST51 EUR EO-B.T.P. 2020(51) Fonte:www.soldionline.it

Btp 2051 borsa italiana e il rischio aleatorio dell’inflazione dell’Eurozona

La differenza tra l’inflazione dell’eurozona e quella del nostro Paese non dovrebbero risultare così distanti. Anzi, ci si aspetta che l’inflazione dell’Italia risulti essere anche inferiori rispetto alla media europea. Questo porta a dire che il Btp 2051 possa essere in grado di tutelare il potere d’acquisto di chi abbia investito del capitale nell’acquisto di questi titoli trentennali.

Ma tutto dipenderà se la Banca Centrale Europea riuscisse ad assestarsi su tassi buoni. Ma sappiamo benissimo che in questo difficile momento, è inutile aspettarsi questo. Già solo i rendimenti dei titoli dei Btp italiani risultano essere molto buoni nonostante tutto.

btp 2051 borsa italiana

Btp scadenza 6 maggio 2051: vantaggi e rischi


Come già detto, sono state collocate a un prezzo di 99,208 centesimi, con rendimento alla scadenza dello 0,177% (1,77%). Le cedole sono pagabili semestralmente nelle date 15 maggio e 15 novembre di ogni anno. Il vantaggio di questi Btp 2051 emessi nella borsa italiana è sicuramente quella di pagare cedole variabili legate all’inflazione dell’eurozona. In questo modo, il potere di acquisto del possessore del titolo sarà tutelato. Contrariamente, come rischio risulta che se l’inflazione dovesse rimanere bassa per tutti i trent’anni del titolo, questi Btp 2051 nella borsa italiana non sarebbero poi così convenienti. Però escludiamo questo possibile scenario in un periodo così esteso.

Btp scadenza 1 settembre 2051: vantaggi e rischi


Sempre nella borsa italiana, riguardo al Btp 2051 con scadenza 1 settembre 2051, questa paga cedole annuali dell’1,70%, sempre con pagamento di due volte l’anno. Le cedole in questo caso sono costanti nel tempo, indipendentemente dall’andamento dell’inflazione. Il vantaggio in questo caso è che gli investitori hanno la certezza di un rendimento prefissato con cedole semestrali dello 0,85%. Il rendimento annuale, come già detto, è pari all’1,70%. Per cui possiamo dire che in caso di abbassamento dei tassi, il prezzo del Btp trentennale con scadenza l’1 settembre 2051 potrebbe salire. Riguardo ai rischi, essi sono riconducibili alla sua scadenza che risulta essere molto lunga. Un possibile aumento dell‘inflazione può essere molto deleterio per il prezzo di questo Btp trentennale con scadenza 1 settembre 2051. Infatti, ciò potrebbe comportare ad una discesa consistente durante tutto il suo corso trentennale. Un aumento dei tassi potrebbe far attestare questo titolo di Stato intorno, come esempio, tra 90 o 80 rispetto al valore nominale di 100.

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