Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Per passare da un’idea alla sua realizzazione occorrono lavoro, dedizione e sacrifici. Ma soprattutto denaro. In fase di definizione del progetto è utile iniziare a domandarsi come ottenere i fondi necessari per portare avanti l’idea. Se da un lato negli ultimi anni in Italia i vari enti e le diverse associazioni hanno cominciato a rivolgere la loro attenzione alle startup organizzando concorsi per premiare e migliorare le idee vincenti, dall’altro troviamo le figure del business angel e del venture capitalist intenzionate a cogliere le più interessanti opportunità imprenditoriali.

Remunerazione del rischio

Il business angel si differenzia per il suo approccio informale all’investimento, al contrario appunto del venture capitalist, mettendo a disposizione nella maggior parte dei casi denaro personale. Generalmente è una persona che, oltre ad iniettare capitali, aiuta la startup a crescere, spesso con consigli utili per lo sviluppo del business. Bisogna tenere in considerazione che un investimento di early stage financing  può risultare molto rischioso.

Ma cosa spinge una persona ad investire in un’attività rischiosa? Ovviamente, più grande è l’incertezza più l’investitore vorrebbe essere remunerato. Si pensi a chi decise a suo tempo di credere in Facebook, un rischio notevole che ad oggi ha dato decisamente i suoi frutti. È utile ricordare che un ritorno ideale per un investimento ad alto rischio si aggira intorno al 35% annuo: naturalmente la realtà è più complessa e le valutazioni dipendono da molti fattori, ma alla base dell’operazione resta comunque la volontà di guadagnare.

Gli investimenti

In Italia, secondo i dati del VeM relativi al 2016, si contano investimenti nel mercato dell’early stage per 202 milioni di Euro: di questi, ben 142 milioni provenienti da investitori istituzionali, altri 20.6 milioni dai business angel e gli ultimi 39 milioni derivanti da operazioni congiunte. Il denaro messo a disposizione dai business angel finisce in prevalenza a finanziare aziende con sede nel Nord Italia, in particolare Lombardia (40%), Emilia Romagna (14%) e Piemonte (8%), con le regioni del Sud ancorate al 3% pro capite.
Per quanto riguarda i settori di investimento, i business angel preferiscono investire negli ambiti ICT e medicale (22% ognuno), ma è da monitorare la situazione del Biotech, comparto costituito per il 75% da aziende di micro o piccola dimensione, le quali hanno già attirato l’attenzione dei venture capitalist con investimenti raddoppiati dai 13 milioni del 2015 ai 16 del primo semestre del 2016.

L’Italia in Europa si colloca al 15esimo posto per quanto riguarda gli investimenti da parte dei business angel nel biennio 2013-2015. Intuibile il primo posto: il Regno Unito con i suoi 96 milioni di Euro, poco meno del doppio della Spagna, seconda in classifica con 55 milioni.
Anche in Europa l’ICT è il settore che ha ricevuto più fondi (22% del totale degli investimenti), mentre Health Care e Biotech seguono con il loro 11% il comparto Manufacturing (13%).

Il finanziamento

Definito il quadro degli investimenti, proviamo a capire quali possibilità si hanno affinché un business angel decida di investire nell’idea. L’Eban dichiara che nella finestra temporale tra il 2014 e il 2015, il 31% dei business plan pervenuti ha passato una prima valutazione (quasi il 10% in più rispetto all’anno precedente), ma solamente il 7% di quelli iniziali ha ottenuto un finanziamento.

L’80% degli investimenti avviene con il progetto in fase seed o start-up, a dimostrazione del fatto che i business angel tendono a sposare l’idea fin dagli albori. Si rende necessario capire chi può essere interessato e può portare benefici al business, rivolgendosi ad investitori che già conoscono il settore e sanno come muoversi in quel campo grazie alla loro esperienza. Lavorare in sintonia con il business angel e raggiungere gli obiettivi prefissati sono un buon presupposto affinché l’idea possa continuare a crescere.

Se siete alla ricerca di un business angel che finanzi il vostro progetto, vi ricordiamo che è utile partecipare a fiere, esposizioni e concorsi del settore per aumentare la probabilità di avvicinare persone interessate a lavorare con voi. Inoltre, sul sito dell’associazione italiana dei business angel (IBAN) è possibile sottoporre la propria idea imprenditoriale all’attenzione di potenziali investitori.