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Caso FCA: ha davvero richiesto 6.5 miliardi allo Stato?

Sicuramente avrete letto da qualche parte che FCA ha richiesto 6.5 miliardi circa allo Stato Italiano. Questa notizia è, se si vuole essere bravi, almeno “sbagliata” (per non dire falsa).

Ora, come si può leggere nel comunicato ufficiale della Federazione Italiana Metalmeccanici la notizia è falsa, o meglio, sbagliata. Procediamo per gradi.

Lo Stato darà 6.5 miliardi alla FCA?

No.
Nel decreto non sono previsti sussidi Statali per nessuna impresa, FCA Italia ha infatti chiesto un finanziamento a Banca Intesa Sanpaolo per 6.3 miliardi.
Sarà SACE a garantire il finanziamento, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti che si occupa di garanzie finanziarie, per il 70% dell’importo, come si legge sul sito del MISE.
Il prestito sarà restituito in tre anni e servirà principalmente a saldare i debiti con i fornitori e sarà utilizzato solo in Italia, da qui abbiamo il secondo “quesito”:

Perchè, avendo sede legale nei Paesi Bassi e fiscale in Gran Bretagna, FCA chiede il finanziamento in Italia?

Se non è sufficiente il comunicato ufficiale a convincere delle motivazioni, forse lo faranno un po’ di numeri:

  • 10.000: è il numero di fornitori di FCA, tutte PMI italiane che crollerebbero senza quel finanziamento;
  • 300.000: posti di lavoro nell’indotto;
  • 55.000: dipendenti di FCA Italia.

A richiedere il prestito infatti è FCA Italia, che ha sede in Italia e paga le tasse in Italia. Tra l’altro la garanzia SACE è prevista solo per aziende con sede all’interno del nostro Stato. Ad avere sede all’estero è la società “madre” FCA.

Aiutare questa azienda in questo periodo, significa quindi aiutare (anche se indirettamente) piccole e medie imprese e lavoratori italiani.
Inoltre, “l’aiuto” è dato solo dalla garanzia SACE, in quanto deve essere restituito normalmente.

La repulsione verso le multinazionali

Questo atteggiamento di repulsione verso le multinazionali, molto diffuso nella politica e nei giornalisti, sta diventando sempre più evidente.

Andrebbe ricordato che le imprese multinazionali (15’000, in Italia) danno lavoro a 2’224’818 addetti e contribuiscono a circa il 35% della spesa totale in R&D. Se si vuole fare in modo che spariscano andrebbe detto chiaramente.

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