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Chiara Ferragni: avviata anche un’indagine sulle uova di Pasqua

Le indagini di Milano esaminano se l'operazione commerciale di Ferragni, coinvolgente pandoro e uova di Pasqua, fosse mascherata da campagna di beneficenza, con modalità di sponsorizzazione simili per entrambi i prodotti, nonostante le diverse politiche di prezzatura.

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La Procura di Milano ha ampliato le sue indagini sulle attività promozionali di Chiara Ferragni, la nota influencer e imprenditrice italiana, questa volta sulle uova di Pasqua. Dopo aver aperto un fascicolo riguardante un pandoro natalizio griffato, l’attenzione si è spostata ora sulle uova di Pasqua, anch’esse legate al suo nome. Questa vicenda solleva importanti questioni riguardanti la responsabilità delle aziende e l’etica nella comunicazione pubblicitaria.

Il caso delle uova di Pasqua di Chiara Ferragni e del pandoro Pink Christmas

L’indagine, che al momento non individua specifici indagati né reati, mira a chiarire la natura delle campagne pubblicitarie di Ferragni, le quali hanno incluso elementi di beneficenza. In particolare, la Procura si concentra sulla collaborazione tra Ferragni e le aziende coinvolte nelle produzioni natalizie e pasquali.

Il procuratore assistente Eugenio Fusco, responsabile del caso, ha autorizzato l’Unità di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza a condurre indagini anche sull’affare relativo alle uova di Pasqua prodotte da Dolci Preziosi.

Dolci Preziosi, l’azienda produttrice delle uova di Pasqua legate a Ferragni, ha già dichiarato di non avere responsabilità nell’ambito della beneficenza collegata a questi prodotti. Similmente, l’azienda Balocco, situata a Fossano, è coinvolta nell’inchiesta relativa al pandoro.

L’indagine sulle uova di Pasqua di Chiara Ferragni x Dolci Preziosi

Chiara Ferragni uova di Pasqua

Le indagini a Milano mirano a determinare se, sia nel caso del pandoro che ha comportato una pesante multa dell’antitrust per l’influencer e la Balocco, sia per le uova di Pasqua, si tratti di una presunta operazione commerciale camuffata da iniziativa di beneficenza per raccogliere fondi per bambini malati da parte di Ferragni.

La promozione delle uova di Pasqua sembra seguire lo stesso schema del pandoro. Secondo quanto riferito da Cerealitalia, proprietaria di Dolci Preziosi, Ferragni avrebbe ricevuto un cachet di 500 mila euro nel 2021 e 700 mila euro nel 2022, di fronte a una donazione di 36 mila euro a “I bambini delle Fate”. Tuttavia, a differenza del pandoro, le uova di Pasqua con il marchio Ferragni erano vendute al prezzo standard e non a un costo notevolmente superiore rispetto al mercato.

La richiesta di una regolamentazione per i creatori digitali

La situazione di Chiara Ferragni ha acceso il dibattito sulla necessità di una maggiore regolamentazione dei content creator e delle figure che lavorano sui social. Domenico Colotta, presidente di Assocomunicatori, ha sottolineato l’urgenza di definire norme chiare che tutelino sia i professionisti seri dell’influencer marketing sia i consumatori. L’obiettivo è quello di promuovere una comunicazione pubblicitaria trasparente e eticamente responsabile.

Il caso Ferragni ha messo in luce la crescente influenza dei creator nel mondo della comunicazione e del commercio. La loro capacità di influenzare il pubblico e il mercato richiede una seria riflessione etica sulla responsabilità sociale di questi professionisti. Le loro azioni, infatti, hanno un impatto significativo sulle aspettative e sul comportamento dei consumatori, in particolare delle giovani generazioni.

La vicenda di Chiara Ferragni rappresenta un momento cruciale per il mondo dell’influencer marketing. Richiede un esame attento delle pratiche correnti e un impegno verso una maggiore responsabilità e trasparenza. Mentre l’inchiesta della Procura di Milano prosegue, resta evidente l’importanza di stabilire un quadro normativo chiaro che possa guidare e proteggere sia gli influencer sia i consumatori nel contesto di una società sempre più digitale e interconnessa.

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