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Come funzionano le carte di credito revolving?

Le carte di credito revolving stanno riscuotendo un crescente successo (assieme alle prepagate). Di cosa stiamo parlando? Vediamole!

Negli ultimi vent’anni, il ruolo delle carte di pagamento elettroniche è diventato sempre più centrale nella vita degli italiani. E se un tempo, di fatto, esistevano solo due tipologie di carte con caratteristiche ben determinate, bancomat (denominata anche carta di debito) e carta di credito, oggi la pluralità di strumenti consente ad ogni singolo utente di poter trovare lo strumento maggiormente adatto alle proprie esigenze.

Basti pensare, ad esempio, al grande successo riscosso dalle carte prepagate, leader incontrastate, ad esempio, nel mondo dei pagamenti online, le predilette, in termini assoluti, dagli under 30. Ultimamente, però, stanno riscuotendo un crescente successo le carte di credito revolving, presenti sul mercato italiano da quasi vent’anni: approfondimenti utili sulle carte di credito revolving si trovano sul sito di cartadicredito.net

Attivare una carta di credito revolving

Ma cosa sono esattamente le carte di credito revolving e, soprattutto, in cosa differiscono rispetto ad una classica carta di credito? La differenza più evidente è insita nell’addebito in conto corrente: se la carta di credito tradizionale prevede l’addebito massivo di tutte le spese effettuate in un prestabilito giorno del mese successivo, la revolving, invece, consente di poter rateizzare l’addebito massivo stesso (maggiorato degli interessi contrattualmente previsti) e spalmare il pagamento in un orizzonte temporale più lungo.

Un indubbio vantaggio per tutti quegli utenti che potrebbero trovarsi in gravi difficoltà nel far fronte alle spese comuni di tutti i giorni, complice una minor disponibilità liquida nel conto corrente. Sino a qualche anno fa, la carta revolving veniva emessa separatamente rispetto alla classica carta di credito, a differenza, invece, di quanto avviene attualmente.

Molti istituti mantengono questa opzione, ma la maggior parte, invece, fornisce la possibilità di attivare la funzione revolving direttamente dalla propria carta di credito: tramite un’app dedicata oppure contattando un numero verde dedicato, i titolari della carta possono attivare la funzione revolving, scegliendo l’importo rateale o la durata del dilazionamento richiesto. Un modo efficace, quest’ultimo, per evitare che il cliente disponga di un numero eccessivo di carte, ricorrendo all’opzione revolving solo quando lo si reputa più opportuno.

Acquistando una carta revolving, piuttosto che attivarla mediante una tradizionale carta di credito, si accede ad una specifica linea di credito, il cui importo varia in base a due fattori: le caratteristiche della carta stessa, che contrattualmente prevede un massimale in sede di stipula del contratto, e l’affidabilità creditizia del soggetto richiedente. In alcuni casi, inoltre, il contratto potrebbe prevedere l’importo minimo delle rate da sostenere, comprensive degli interessi.

Quali sono gli elementi da valutare nella scelta di una carta di credito revolving?

Quando si opta per una carta revolving, di conseguenza, vanno tenuti in considerazione alcuni imprescindibili elementi, grazie ai quali è possibile comprendere quanto possa essere conveniente, o meno, la carta di credito rateale prescelta. Un elemento di rilevante importanza è, senza alcun dubbio, il tasso d’interesse.

L’addebito rateale, infatti, prevede che vengano riconosciuti degli interessi alla società emittente, che devono essere indicati, per quanto ovvio, nel foglio informativo della carta revolving. Sono due, in tal senso, gli indicatori da tenere in considerazione: il TAN (tasso annuo nominale) e il TAEG (tasso annuo effettivo globale), elementi cardine anche quando si sottoscrive un normale finanziamento.

Il TAN esprime solo gli interessi da dover riconoscere sulle somme finanziate, mentre il TAEG comprende – oltre agli interessi – tutte le spese effettivamente sostenute per ottenere ed utilizzare la carta di credito, come, a titolo esemplificativo, eventuali spese di incasso delle rate piuttosto che il canone annuo per l’utilizzo della carta, oltre ad eventuali spese per l’invio dell’estratto conto cartaceo (qualora non si fosse optato per l’invio in formato elettronico della carta di credito).

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