Nel 2018 il debito pubblico è stato complessivamente rivisto al rialzo di 58,3 miliardi al 134,8 per cento del PIL dal 132,2% stimato in precedenza. Rivisti anche i tassi di crescita del PIL: nel 2015 +0,8% contro il +0,9% precedente, nel 2016 +1,3% dal +1,1% precedente, nel 2017 invariato al +1,7%. Nel 2014 la crescita è invece stata nulla e non dello 0,1 per cento come finora stimato.  Lo comunica Bankitalia in una nota, completando così le revisioni dei conti pubblici avviate dall’Istat.

Debito Pubblico/PIL: in rialzo al 134,8%

A seguito della revisione delle stime sul debito delle Amministrazioni Pubbliche previste dall’Eurostat, la curva del debito subisce un rialzo di circa 2,6 punti percentuali. In valore assoluto il debito subisce un aumento di 58,3 miliardi. Infatti, con la nuova metodologia di calcolo del debito, vengono presi in considerazione gli interessi maturati sui buoni postali fruttiferi e si tiene conto dell’ampliamento del perimetro della P.A. eseguito da Istat lo scorso aprile (tra l’altro includendo Rete ferroviaria italiana S.p.a).

Le revisioni di Bankitalia sul debito/PIL determinano un aumento del rapporto anche negli anni precedenti,le quali, simultaneamente, aggiornano in positivo la loro dinamica nel tempo. Prima della revisione il rapporto debito/Pil risultava in crescita dal 131,6% del 2015 al 132,2% del 2018, ora invece la dinamica è decrescente: dal 135,3% ricalcolato per il 2015 al 134,8% del 2018.

Nuove stime del PIL: un lieve ritocco

Qualche mese fa, l’allora nuovo presidente dell’ISTAT, Gian Carlo Blangiardo, annunciava una nuova metodologia di calcolo per la stima del PIL. Le premesse erano positive, oggi, tuttavia,  è tempo di tirare le somme. Ci si aspettava un aumento del valore aggiunto a seguito di una nuova stima del sommerso, relative alla sotto-dichiarazione dell’attività produttiva, ottenute con una base dati che copre l’intero universo delle imprese italiane. Tuttavia, il quadro macro-economico pubblicato dall’ISTAT disattende le previsioni illustrando una lieve riduzione del tasso di crescita del PIL nel 2015 di un suo decimale (-0,1), e un leggero aumento di due decimali nell’anno successivo (+0,2).

Insomma, una leggera correzione che indica da dove dovrà ripartire il Governo nel difficile impegno di riduzione del debito per rispettare la procedura per disavanzi eccessivi. Un impegno che verrà inserito nella Nota di Aggiornamento al DEF a fine settimana.