Una nuova criptovaluta si presenta al mondo delle valute digitali: $NCOV, CoronaCoin.

CoronaCoin: una criptovaluta particolare

Una criptovaluta lanciata su una piattaforma delle Isole Britanniche dell’Oceano Indiano da Alan Johnson. Idea geniale? O siamo al massimo della speculazione? CoronaCoin è una criptovaluta “deflazionaria” dice l’ideatore, Johnson, vediamo perchè.

Come funziona la criptovaluta?

Attualmente esistono 7.604.953.650 token, pari al numero della popolazione mondiale. CoronaCoin ti permette di scommettere sulla diffusione del coronavirus sulla base del numero di infetti e di morti. Ad ogni infezione\morte, un token si brucia: finora sono stati eliminati circa 90mila token, pari al totale di infetti e morti nel mondo. Il valore dei token, si aggiorna ogni 48 ore. Inoltre, è un bitcoin non “estraibile” quindi non “replicabile”: il suo valore crescerà alle stelle, man mano che verranno bruciati token, ossia al crescere di morti e infetti. Attualmente, la criptovaluta si scambia su 3 piattaforme decentralizzate al prezzo medio di 0,012$, ed ha registrato un incremento di circa 2 punti percentuali dal giorno della sua creazione, il 26Febbraio.

Speculazione ai massimi livelli?

Difficile, in questo caso, separare gli affari dall’etica. I social, al momento, bocciano la criptovaluta. CoronaCoin ha subito già forti attacchi, poichè risulta essere “amorale”. La sua diffusione, però, non si può ignorare: lo scambio su piattaforme decentralizzate e la tecnologa Blockchain, permette di gestire tutti i dati sul coronavirus, anche nei Paesi dove non si ha ancora accesso a queste informazioni. L’ideatore, Johnson, ha poi affermato che il 20% dei fondi verrà donato alla Croce Rossa.