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Afghanistan: quanto ha speso l’Italia in questo ventennio?

Con il ritiro delle truppe americane dopo vent'anni di guerra, in Afghanistan i talebani, senza troppe difficoltà hanno ripreso in mano il potere. Poniamo il focus, in questo articolo, sulle risorse spese dal nostro Paese per finanziare le missioni che si son susseguite in questo ultimo ventennio.

Categorie Economia · Internazionale

Argomento tanto attuale quanto delicato. Con il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan, in tanti si interrogano sui risultati ottenuti in questi ultimi vent’anni di missioni. Si poteva fare meglio?

Afghanistan: spesi 8,7 miliardi dall’Italia

Parla chiaro il report dell’Osservatorio sulle spese militari italiane Milex. Il nostro Paese, tra le altre, ha speso in vent’anni, 8,7 miliardi di euro di cui di cui 840 milioni relativi a contributi diretti alle Forze Armate afghane. Per dirla in altre parole: il nostro Stato ha investito risorse proprie per addestrare l’esercito afghano. Quello stesso esercito che senza troppe difficoltà si è arreso ai talebani nelle settimane successive al ritiro delle truppe internazionali.

Così come specificato dall’Osservatorio:

Ovviamente una valutazione seria e complessiva relativa ad una presenza militare lunga due decenni non può limitarsi ad una mera analisi di natura economica e finanziaria, ma certamente questo è un dato fondamentale da tenere in considerazione.

Costi Italia guerra Afghanistan
Fonte: Osservatorio sulle spese militari italiane, Milex

Un costo non solo monetario

Quando si parla di costi sostenuti per la guerra in Afghanistan però, bisogna considerare anche i costi sostenuti in termini di vite umane. Sono 53 i nostri connazionali che hanno perso la vita e 651 i feriti.

In questi giorni di grande tensione stante quanto sta succedendo per mano dei talebani, alcune famiglie delle vittime si chiedono quanto e fino a che punto la vita dei loro cari sia servita ad evitare il ritorno della frangia estremista a capo dell’Afghanistan. Considerato anche e soprattutto la resa pressoché immediata dell’esercito afghano.

Complessivamente hanno perso la vita 3.232 militari di tutte le nazionalità.

Il costo sostenuto dagli Usa

Gli ultimi dati calcolati dal Pentagono registrano, tra il 2001 e 2019, un costo per le spese militari pari a 778 miliardi di dollari.

Per fare un paragone, Tod Harrison in un suo studio, ha stimato che il costo annuale per ogni soldato impiegato nella guerra in Afghanistan sia stato pari a 1,1 milioni di dollari contro i 67mila dollari all’anno della Seconda Guerra Mondiale e i 132mila dollari all’anno della Guerra in Vietnam.

Non solo. Usa e Nato nonostante il ritiro dei propri contingenti, avevano promesso a Kabul fondi per 4 miliardi di dollari all’anno fino al 2024. A cosa sarebbero dovuti servire questi soldi? Al finanziamento delle forze militari afghane, alle quali quest’anno, secondo la Bbc, sono stati già inviate forniture e materiali per un valore di 72 milioni di dollari.

I costi del Regno Unito e Germania

Dopo gli Usa, Regno Unito e Germania son le nazioni che hanno sostenuto i costi più alti per la guerra in Afghanistan. Si stima infatti che abbiano speso rispettivamente 30 miliardi di dollari e 19 miliardi di dollari.

La caduta dell’Afghanistan

Dopo un conflitto durato vent’anni, partito nell’ottobre del 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle, e dopo miliardi di dollari si rischia di tornare al punto di partenza. Anzi, con l’avanzare dei giorni la possibilità di un ritorno al passato è sempre più concreta.

Si rischia di vedere di nuovo le donne afghane private anche del più semplice dei diritti. Diritti che nel mondo occidentale sembrano scontati e banali, come la possibilità di scegliere il percorso scolastico da intraprendere, il lavoro da fare o banalmente sulla scelta dei vestiti da indossare.

E questo è ciò che in queste ore (prescindendo dai risvolti economici e degli equilibri geopolitici) sembra preoccupare. Le condizioni in cui, dopo vent’anni, precipiteranno le donne. Costrette ad uscire di casa solo ed esclusivamente con una figura maschile della propria famiglia, ad indossare il burqua integrale, a smettere di studiare e lavorare.

FONTI VERIFICATE

  1. MIlex – Osservatorio sulle spese italiane militari

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