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Criptovalute: polemica su UniCredit. Cosa è successo?

Si sono scatenate delle polemiche nei confronti della banca UniCredit riguardo l'acquisto di criptovalute. Cosa è successo?

Categorie Finanza

Negli ultimi giorni è rimbalzata una notizia che ha creato numerose polemiche fra i detentori dei conti UniCredit e non solo. A far discutere sono state alcune comunicazioni social effettuate dagli addetti e dai consulenti dell’azienda riguardo le operazioni finanziarie sulle criptovalute. Da quel che si evince, la banca vieterebbe ai propri utenti l’acquisto di monete virtuali, perchè contrarie alla policy aziendale. Ma cosa è successo veramente?

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Banche e criptovalute: un rapporto mai decollato

Come tutti sappiamo, le criptovalute hanno assunto un ruolo chiave per quanto riguarda i mercati finanziari. Bitcoin & co. sono diventati gli asset principali di riferimento per numerosi investitori, interessati sia alla potenza tecnologica di questi strumenti che alla possibilità di tenerlo nel proprio portafoglio finanziario come “bene rifugio” per combattere l’inflazione. L’interesse verso il mondo cripto è talmente alto che, negli ultimi anni, il mercato ha ottenuto un valore pari a 3000 miliardi di dollari.

Tuttavia, le banche hanno sempre dimostrato poco interesse nei confronti di questo mercato e sconsigliando ai propri utenti di investire in esso. Questa poca convinzione è legata principalmente a tre motivi:

  • la grossa speculazione presente all’interno del mercato
  • l’enorme volatilità dell’asset che non da garanzie di investimento
  • la mancanza di una regolamentazione e di un’ente che la controlli

Tuttavia, nell’ultimo periodo, numerose banche stanno iniziando ad inserirsi all’interno di questo mondo. Approfittando del grosso interesse degli investitori, queste banche hanno deciso di investire nel mercato, detenendo nel proprio portafoglio grosse quantità di criptomonete e offrendo la possibilità ai propri utenti di poter acquistare monete virtuali tramite home-banking e portali affiliati alla banca.

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UniCredit e le cripto: cos’è successo

Ed è proprio per questo avvicinamento delle banche che si è creata la polemica di UniCredit. Alcuni operatori e consulenti legati all’azienda e che si occupano del servizio assistenza di buddybank, il conto online creato da UniCredit, hanno fatto trasparire che non si possano effettuare operazioni finanziarie con exchange, wallet e altre piattaforme che trattano criptomonete, pena la chiusura del proprio conto corrente. La motivazione a sostegno di questa presa di posizione è legata al fatto che questa tipologia di operazioni “vadano contro le policy della banca e potrebbero portare a delle segnalazioni e anche alla chiusura del conto

Queste affermazioni, riportate da alcuni tweet sul web, hanno scatenato molte polemiche da parte degli utenti, soprattutto legate al fatto che la policy della banca non preveda alcuna limitazione riguardo all’acquisto di criptovalute. Per questo motivo, gli utenti hanno chiesto chiarimenti direttamente sull’account twitter UniCredit, il quale ha precisato che la policy di gruppo di UniCredit vieta le relazioni con controparti emittenti valute virtuali. Il fatto di non poter utilizzare i propri soldi a piacimento ha scatenato l’ira degli utenti nel web, con conseguente minaccia di chiusura del proprio conto corrente.

Qual è la realtà dei fatti?

In realtà, si è trattato di una serie di fraintendimenti. La banca non fornisce alcuna limitazione per quanto riguarda l’acquisto di criptovalute, ma si limita a sconsigliare questa operazione ai propri utenti, poichè legata ad un mercato molto volubile e altamente speculativo (non essendo un mercato regolamentato attualmente, UniCredit e altre banche diffidano da esso e sconsigliano ai propri utenti l’investimento). Probabilmente, questa situazione si è creata per via di una errata interpretazione da parte dell’utente delle parole del consulente UniCredit oppure di una mancanza di chiarezza da parte di quest’ultimo riguardo le policy della banca. UniCredit, attraverso un tweet, ha chiarito come continuerà a non avere alcuna relazione con aziende operanti nel mercato cripto, però non metterà alcun divieto agli utenti riguardo l’utilizzo del proprio denaro. Tuttavia, ciò non ha portato benefici all’immagine della banca, soprattutto se si tratta di una delle banche più importanti a livello nazionale.

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Non si è ancora capito se l’azienda attuerà dei provvedimenti per venire in contro agli interessi degli utenti. Quel che è certo è il fatto che UniCredit non vieti ai propri utenti di poter investire all’interno del mercato cripto, ma non incoraggi l’investimento su quell’asset, perchè visto come troppo volatile e poco regolamentato.

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