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E-sport: un modello di business tra intrattenimento e innovazione

È riduttivo chiamarli soltanto “videogiochi”. Accolti da un pubblico sempre più vasto, premiati da investimenti da capogiro. Scopriamo perché.

Categorie Marketing

È riduttivo chiamarli soltanto “videogiochi”. Accolti da un pubblico sempre più vasto, premiati da investimenti da capogiro e forti delle più recenti tecnologie, gli e-sport sono al centro di competizioni internazionali e seguitissime. Dietro alla realizzazione di piattaforme di gioco, software e hardware dedicato ci sono eserciti di sviluppatori, un abile marketing e budget in continua crescita.

Non è un mistero che i vari League of Legends, Dota 2 e Counterstrike: Global Offensive, attraverso crescenti eserciti di gamer, siano riusciti a produrre ricavi da capogiro, il che si traduce in maggiori investimenti volti a migliorare l’esperienza utente, a garantire efficaci azioni di promozione e premi milionari alle squadre che si aggiudicano i riconoscimenti più ambiti. Vediamo quindi quali sono le caratteristiche principali di questo competitivo e redditizio settore di business.

Principali investitori e storie di successo

Se si scorre la classifica degli investimenti più importanti i numeri sono straordinari, con punte di quasi 2 miliardi di dollari annui. D’altronde, l’intero settore dei videogichi ha un fatturato complessivo più che invitante e in continua crescita. Questo giustifica l’impulso agli e-sport, insieme allo sviluppo del professionismo e la relativa creazione di team e accademie.

I fondi a sostegno delle iniziative e delle aziende che si occupano di e-sport si inserisce spesso all’interno di strategie di business più ampie e – con un occhio al futuro – spesso a lungo termine. Per capire la portata di questi investimenti, basti pensare che la piattaforma cinese DouYu, recentemente quotata in borsa, è riuscita a capitalizzare più di 500 milioni di dollari, di cui destinerà più del 30% a contenuti relativi agli e-sport.

Il modello di business più diffuso per i team risulta quello della sponsorizzazione che arriva da fondi di investimento e grandi aziende, ma anche da star dello sport, dell’alta moda e del cinema. Tra le celebrità che hanno deciso di legare il loro nome a questo astro in continua ascesa troviamo personaggi del calibro di Will Smith e Giorgio Armani e sportivi come Francesco Totti, Daniele De Rossi, Gareth Bale, Ruud Gullit e Fernando Alonso. Alcuni di loro hanno creato team legati al loro nome.

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il mercato degli e-sports

Il pubblico dei gamer e le competizioni internazionali

Gli e-sport sono un fenomeno piuttosto recente, anche se la loro relativamente breve, ma interessante storia dimostra come, nel giro di un lasso di tempo piuttosto limitato, abbiano saputo imporsi nel panorama delle attività preferite sia a livello di intrattenimento che agonistico. Gli appassionati di videogiochi, sia online che offline, sono ormai centinaia di milioni e sparsi in tutto il mondo.

La fascia d’età dei gamers comprende sia ragazzi che adulti e, dal punto di vista sociale, è altamente trasversale. Il coinvolgimento va dall’acquisto del videogioco e dei contenuti aggiuntivi, per una user experience basata sempre più sull’interazione online, fino ad approdare su piattaforme come Twitch, che trasmettono partite e gare di team di professionisti.

Nelle grandi competizioni internazionali, troviamo sponsor come BMW, Nike e il gigante dell’hardware HP, da sempre una delle case di produzione più attenta alle necessità dei gamers. Tra i principali tornei, ricordiamo le competizioni mondiali di League of Legends, Fortnite, Overwatch e Dota 2, con sponsor e montepremi d’eccezione, che arrivano a cifre cumulative di milioni di dollari.

I tornei hanno un seguito di pubblico incredibile: basti pensare che l’ultima finale della coppa del mondo di League of Legends (il celebre Worlds), ha raccolto su Twitch ben 23 milioni di spettatori simultanei, con picchi di quasi 50 durante la finale. Non c’è quindi da stupirsi se i campioni delle rispettive squadre diventano veri idoli dei più giovani (e non solo).

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League of Legends: uno dei giochi più amati

E-sport e ricerca tecnologica

Affinché una strategia di business sia sempre vincente, deve essere competitiva e, soprattutto nel caso degli e-sport, deve guardare con attenzione al futuro, cosa che le società di venture capital hanno ormai compreso molto bene. In un settore dove l’innovazione è d’obbligo, perché sedersi sugli allori può irrimediabilmente portare a ritrovarsi un passo indietro rispetto ai competitor, ecco quali sono le principali tendenze.

La realtà virtuale, attraverso tecnologie sempre più diffuse, come quelle dell’Oculus, ha fatto raggiungere livelli di intrattenimento senza pari. L’implementazione è ancora in corso e, al momento, chi ne sta maggiormente beneficiando sono gli user di titoli come Solaris: Offworld Combat, Echo Arena e Beat Sabre. Accanto alle console di ultima generazione, troviamo giochi per cellulari sempre più coinvolgenti e ricchi di funzionalità e chi punta a gestire questa tecnologia anche in ambiente cloud.

Ormai gli e-sport, e i videogiochi in generale, sono considerati una forma d’arte, al pari del cinema, sia per i contenuti narrativi che per la loro forza comunicativa a più livelli e di portata mondiale. Questa nuova sensibilità ha portato ad inserire i videogame anche all’interno di festival riservati tradizionalmente alle produzioni del grande schermo, come il Tribeca Film Festival.

Ora si punta ad un’esperienza utente unica e totalmente immersiva, che comprende un ulteriore sviluppo dei software, così come dell’hardware dedicato (principalmente i visori). Tutti questi elementi, ovvero il successo di pubblico, la disponibilità finanziaria e il legame con la tecnologia più avanzata, fa degli e-sport un settore di business non solo redditizio, ma anche dinamico e innovativo.

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