Elizabeth Warren: la nemica dei ricchissimi

La democratica Elizabeth Warren ha dichiarato guerra alle grandi aziende e ai miliardari nel caso venga eletta Presidente al posto di Trump. Le sue misure potrebbero non essere facili da attuare.

Democratic presidential candidate Sen. Elizabeth Warren, D-Mass., speaks at a Service Employees International Union forum on labor issues, Saturday, April 27, 2019, in Las Vegas. (AP Photo/John Locher)

Elizabeth Warren è una giurista nata in Oklahoma City, ex professoressa di legge e specializzata in diritto commerciale nell’ambito della bancarotta. Dal 2013 è senatrice degli Stati Uniti per il Massachusetts ed è membro del Partito Democratico, di stampo progressista. Ha annunciato la sua candidatura alle elezioni politiche del 2020, venendo etichettata come “anti-capitalista” per via delle sue ideologie contro i grandi oligopoli.

Elizabeth contro i miliardari

Uno dei motivi per cui Warren si ritrova nel mirino dei ricchissimi è l’idea di introdurre delle tasse sul patrimonio. Si prevede un pagamento del 2% per chi possiede un valore totale di asset compreso da 50 milioni a 1 miliardo e del 6% per chi supera i nove zeri.

Un ulteriore piano della candidata è l’abolizione dei tagli fiscali dei super-ricchi e delle grandi aziende stabiliti da Trump. A ciò si aggiunge un’imposta del 7% sui profitti maggiori di 100 milioni di dollari, che si applicherà sui redditi anteriormente all’applicazione degli sconti fiscali che abbattono l’imponibile.

Un’altra idea proposta per colpire le grandi società è quella di far pagare ai fondi di private equity le pensioni per le aziende rilevate.

Secondo Warren, le grandi società hanno raggiunto un elevato potere di mercato, nel corso degli anni, attraverso alcune strategie di riduzione della competizione, unite a una regolazione antitrust debole. Il piano per ristabilire la concorrenza nel settore tech vedrebbe imposti degli obblighi per sciogliere le fusioni e le acquisizioni più importanti. Ad esempio, Facebook dovrebbe vendere WhatsApp e Instagram.

Le misure proposte dalla senatrice sono state criticate anche dal punto di vista legale e accusate di essere incostituzionali, in quanto sembra che Warren si stia accanendo contro una specifica categoria sociale, quella dei più ricchi. Tuttavia, oltre ad aver provveduto ad accertare la costituzionalità delle proposte, la futura rivale di Trump ha dichiarato che queste riforme non vogliono punire nessuno, ma hanno il fine di creare un America che lavora per le persone, non una che lavora per i ricchi.

L’utilizzo delle entrate raccolte

Elizabeth Warren ha promesso di spendere quanto incasserà: le entrate saranno utilizzate per l’attuazione di determinate misure di welfare.

La misura più importante supportata dalla senatrice è il “Medicare for All”. Con questo programma la candidata dei democratici si prefigge il compito di offrire copertura sanitaria a tutti gli americani. Ciò implica la nazionalizzazione del settore delle assicurazioni in un periodo di 5 anni. La spesa per l’attuazione del piano potrebbe raggiungere i 20 bilioni (20mila miliardi) in 10 anni.

Un altro punto focale è la lotta alla crisi del debito. Warren vuole vincerla eliminando 50 mila dollari di debiti universitari per ogni studente con un reddito inferiore ai 100 mila dollari annui, ma anche attraverso un piano di cancellazioni di passività per i nuclei familiari con entrate annuali che non superino i 250 mila bucks. Il passo successivo del programma è quello di investire nel sistema scolastico eliminando così le tasse d’istruzione delle università pubbliche. L’obiettivo è rendere accessibile a tutti l’higher education.

Le misure proposte dalla democratica hanno il fine generale di ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche. Per raggiungere l’obiettivo il punto di partenza proposto è quello di ottenere le finanze dai grandi conglomerati industriali. Di conseguenza potranno venire attuate diverse politiche sociali, finalizzate a sostenere i più poveri e a ricostruire la classe media, intesa come classe di potere.