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Eutanasia legale: un grande passo avanti verso il riconoscimento del diritto

Obiettivo raggiunto quello delle 500.000 firme per il referendum di iniziativa popolare sull'eutanasia legale; adesso si punta alle 750.000 entro settembre

Categorie Internazionale · Politica

Quanti strumenti attivi di partecipazione popolare conoscete? Se vi è venuto il dubbio su quali siano e quanti ne esistano, sarebbe il caso di andare a rispolverare qualche articolo della nostra Costituzione (partento in questo caso dall’art. 71); ostruzionismo dei pubblici uffici e ingerenze culturali a parte, gli strumenti di democrazia diretta appartengono a quella categoria, seppur ristretta, di azioni concesse di diritto al cittadino, da accostare al mandato parlamentare rappresentativo conferito attraverso il voto.

Ultimamente, uno strumento di partecipazione civica attiva ha ricevuto un ottimo riscontro, ottenendo splendidi risultati in termini di affluenza, avvalorato dalla tematica in oggetto.

Eutanasia legale: 430000 firme sui tavoli di tutta Italia con un “piccolo” sostegno online

Marco Cappato, ex eurodeputato di stampo radicale e attuale tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni ha dato dimostrazione, nel corso degli ultimi mesi, della potenza di uno strumento di democrazia diretta oscuro ai più e nel corso della storia repubblicana male utilizzato e spesso dimenticato tra le stanze di palazzo; e il tutto per una più che buona causa. Sono state infatti raggiunte e superate lo scorso 16 agosto, le 500.000 firme da mettere in evidenza sui tavoli del Parlamento italiano; l’oggetto in questione è il progetto di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, battaglia portata avanti da Cappato a partire dal 2012.

A suon di attivismo e disobbedienza civile, tra stand in tutta Italia, campagne online su diverse piattaforme per controbilanciare il silenzio mediatico e piccoli intoppi in comuni troppo “ortodossi”, si raggiunge un traguardo enorme, certificando così l’interesse prodotto nei confronti del cittadino su un tema delicato e su cui si auspica un maggior dialogo futuro.

Comunicato dallo stesso Cappato e da Filomena Gallo -segretario generale dell’associazione- a nome del Comitato promotore referendum Eutanasia legale e dell‘Associazione Luca Coscioni, la campagna referendaria di certo non si ferma; adesso si punta a scavalcare le 750.000 firme per fine settembre.

Campagna referendaria più che positiva supera le aspettative

L’obiettivo della campagna, come ribadito in una nota pubblicata nel sito ufficiale dell’associazione poco dopo il raggiungimento del traguardo è

abrogare la criminalizzazione del cosiddetto “omicidio del consenziente” (articolo 579 del codice penale) e rimuovere così gli ostacoli alla legalizzazione dell’eutanasia anche con intervento attivo da parte del medico su richiesta del paziente, sul modello di Olanda, Belgio, Lussemburgo e Spagna, seguendo i principi già stabiliti anche dalla Corte costituzionale tedesca.

Il processo di raccolta firme non è stato di certo una passeggiata. Tra i migliaia di volontari e attivisti sparsi in tutta Italia, l’impegno profuso è stato massimo e più che ripagato. I maggiori canali di informazione per invitare i cittadini a firmare consistevano prevalentemente di piattaforme streaming, social e ospitate online all’ormai portavoce dell’associazione e fondatore della campagna “Eutanasia Legale” iniziativa nata nel 2012, nel corso del cui anno successivo verrà depositata alla Camera una proposta di legge relativa al “Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia“.

Importante sottolineare questo passaggio; queste battaglie civili non sono nate ieri, hanno semplicemente visto aumentare il disinteresse da parte delle forze di maggioranza durante le precedenti legislature. Possibili motivi? Irrilevanza dal punto di vista economico (e probabili ripercussioni verso terzi detrattori). Quel che è certo è che il dibattito pubblico su questi temi è in stallo da troppo tempo.

Partecipazione sociale e difesa della libertà del singolo sono la chiave di lettura

Con circa 70.000 firme raccolte online, 430.000 ai tavoli e diverse altre da conteggiare direttamente dagli uffici comunali di tutta Italia, l’associazione Luca Coscioni, da decenni impegnata nella difesa e salvaguardia dei diritti civili, ha inoltre dichiarato:

Di fronte agli annunci di iniziative parlamentari e al proseguirsi della violazione dei diritti dei malati, già sanciti dalla sentenza della Consulta sul caso Cappato-Antoniani, vogliamo precisare che il referendum è uno strumento legislativo per realizzare riforme con effetto vincolante, non è -né dal punto di vista legale né da quello politico- uno “stimolo” al Parlamento affinché legiferi, né tantomeno un alibi per il Governo e le Regioni per continuare a violare impunemente la legge.

Disobbedienza civile e senso civico alle volte coincidono perfettamente

Chiunque abbia mai sentito parlare di disobbedienza civile negli ultimi anni, almeno in Italia, non può non pensare a Marco Cappato. Promotore, politico, attivista, giornalista ed ex eurodeputato, ha prima abbattuto l’art. 580 del codice penale (procedimento sul suicidio assistito) venendo assolto nel 2019 e adesso si ritrova inorgoglito dalla grossa e inaspettata partecipazione popolare, in nome delle battaglie ideologiche di cui si fa megafono.

Non si parla quindi di imposizione o di lesione della libertà altrui; si parla di riconoscimento e tutela di un diritto individuale richiesto da molte persone e contrastato da norme oramai obsolete e ingerenze religiose ostracizzanti. La legge andrebbe ad influenzare solo ed esclusivamente la sfera personale di chi si trova in una condizione fisica irreversibile; la proposta andrebbe a sostegno del riconoscimento del diritto di decidere volontariamente della propria vita.

Se è vero che << Il diritto di agitare il mio pugno finisce dove comincia il naso dell’altro uomo >> c’è da chiedersi come mai molti si ritrovano col setto nasale deviato.

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