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Finanza agevolata, come funziona e chi può beneficiarne

Nel mondo moderno sappiamo bene quanto sia complesso condurre un’azienda e perseguire gli obiettivi di business nell’ottica di una continua crescita. Le oscillazioni dei mercati sono sempre dietro l’angolo e occorre farsi trovare pronti per intercettare le nuove opportunità di lavoro. Una buona e innovativa idea imprenditoriale, essenziale per differenziare la propria azienda nel mare magnum di offerte, richiede risorse finanziarie per implementarla. Quello della liquidità è forse il principale problema che affligge la nostra imprenditoria – specie le realtà micro, piccole e medie – oggi alle prese in particolare con nuove difficoltà connesse alla pandemia e dunque bisognosa di ripartire. In che modo? Si sente spesso parlare di finanziamenti agevolati e di contributi a fondo perduto, soluzioni che appartengono all’universo della cosiddetta finanza agevolata.

Con il termine finanza agevolata si intende quell’insieme di misure diverse che mettono rapidamente le imprese in condizioni di ottenere fondi a condizioni più interessanti rispetto a quelle di mercato. Sondare il web e consultare le piattaforme dedicate all’analisi delle richieste di contributo e relativa creazione di preventivi è il primo step da compiere per ottenere liquidità.

Il reperimento dei fondi si lega a determinati strumenti agevolativi, che possono essere locali, nazionali oppure comunitari i quali vengono messi a disposizione delle imprese nell’ottica di incentivare lo sviluppo economico. Si tratta di misure il cui intento dichiarato è consentire di fare investimenti e, in tal modo, favorire l’occupazione. Vediamo insieme quali sono le spese ammissibili, le tipologie di contributi disponibili e chi può beneficiarne.

Le imprese e i settori che possono usufruire delle agevolazioni

Come abbiamo accennato, la finanza agevolata si pone come obiettivo la ripartenza dello sviluppo economico, dunque sarà corretto fare mente locale su quali siano le realtà imprenditoriali in grado di usufruire dei relativi benefici. Si tratta di start up innovative, micro imprese e PMI ma anche imprese femminili o giovanili, nuovi imprenditori e liberi professionisti. E’ consentito chiedere per esempio contributi a fondo perduto o di accedere a finanziamenti agevolati per avviare o per consolidare la propria realtà di lavoro. Soprattutto in settori chiave per lo sviluppo nazionale come il turismo, l’industria, il digitale, l’agricoltura e il commercio ma non solo naturalmente.

Tipologie di contributi e spese ammissibili

Per quanto riguarda le tipologie di contributi nell’ambito della finanza agevolata, per prima cosa faremo una distinzione tra quelli indiretti (quando l’azienda può ottenere benefici fiscali per mettere a segno degli investimenti) e diretti (in tal caso l’erogazione del contributo avviene in denaro).

Abbiamo fatto cenno ai contributi a fondo perduto, i quali si caratterizzano per il fatto di non prevedere la restituzione della somma di denaro erogata, e ai finanziamenti agevolati, ovvero prestiti con durata variabile che vengono concessi con tassi maggiormente interessanti rispetto a quelli di mercato. Tra le principali tipologie di agevolazioni ci sono poi i contributi in conto interessi, cioè finanziamenti di medio-lungo termine che gli istituti finanziari provvedono ad erogare con un tasso di interesse basso, il credito d’imposta, che il contribuente vanta verso lo Stato e che quando prende la forma di un incentivo di spesa viene indicato con la terminologia ‘bonus fiscale’, e il voucher che prevede l’erogazione di buoni per sovvenzionare certe tipologie di attività imprenditoriali (è una forma di contributo a fondo perduto).

Per quanto riguarda invece le spese ammissibili in tale contesto, generalmente si tratta di investimenti immateriali oppure materiali. Nel primo caso il riferimento è a studi di fattibilità, consulenze, dotazione di software per la digitalizzazione, licenze e spese di progetto. Nel secondo caso invece si tratta di tutte quelle spese e investimenti necessari all’ammodernamento della realtà aziendale (attrezzature e macchinari per la produzione ed erogazione di beni e servizi). Spesso accade che determinati sgravi e facilitazioni si leghino pure alle assunzioni a tempo indeterminato di nuovo personale, sempre nell’ottica di una ripartenza dello sviluppo economico.

Sarà sempre necessario inquadrare correttamente la propria attività per comprendere di quali forme di finanza agevolata sia possibile approfittare. Quali elementi valutare? Senza dubbio occorre partire dalle dimensioni aziendali e dal settore in cui si opera. Si dovrà chiarire quale sia la tipologia di spesa ma anche riflettere sull’ubicazione geografica. Possedere un business plan dettagliato aiuterà nel perseguimento dei propri obiettivi a lungo termine.

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