Il 2018 sembrerebbe un anno da dimenticare per Poste Italiane. Dopo l’imbarazzo relativo al fondo immobiliare Obelisco che ha registrato una perdita del 99%, le Poste sembrano essere ricadute in errore circa la valutazione delle potenzialità dei prodotti di investimento proposti Al centro delle polemiche, ancora una volta, vediamo un fondo immobiliare: il fondo Europa Immobiliare 1.

Chi, come e quando

Il fondo immobiliare 1 viene costituito nel lontano agosto 2004. La società di gestione Vegagest Sgr s.p.a. si occupò della costituzione di tale fondo immobiliare chiuso che, inizialmente, presentava un valore di 170 milioni di euro. Il valore unitario di ogni quota risultava essere pari a 2500 euro, per un totale di 68mila quote. Come il fondo Obelisco, anche il fondo Europa Immobiliare 1 presentava una durata di 10 anni più una proroga di 3 anni concessa per lo smobilizzo delle somme investite. Un elemento che, con il senno di poi, è molto rilevante è la banca depositaria affiancata a tale fondo immobiliare: la cassa di risparmio di Ferrara. Perché è rilevante? La cassa di risparmio di Ferrara, nel 2015, viene posta in liquidazione coatta amministrativa. Questo, ovviamente, non poteva essere previsto 11 anni prima, quando il fondo Europa Immobiliare 1 venne creato ma probabilmente è uno tra gli elementi più rilevanti per le vicende a cui il fondo stesso, in quegli anni, è andato incontro.

Perché l’imbarazzo di Poste Italiane?

Passati i 10 anni di durata del fondo, vengono concessi gli ulteriori 3 anni di proroga per lo smobilizzo di quanto investito nel fondo stesso arrivando, così, al 2018. A questo punto, il totale rimborsato era pari a 1622,69 euro rispetto ai 2500 iniziali. Questa volta, però, non è una perdita totale del valore del fondo a creare imbarazzo (perse “solo” il 35%) ma una vicenda più particolare. Il 30 marzo 2018, giorno in cui era previsto l’ulteriore rimborso delle somme agli investitori, questo viene sospeso. Un evento di tale portata non era mai capitato nel Belpaese. Non proprio un ottimo primato per Poste Italiane. Ancora più particolari furono le motivazioni di tale sospensione:” circostanze straordinarie relative all’attività di liquidazione delle partecipazioni del fondo soggette a verifiche fiscali.” Ciò che i consumatori, probabilmente, ignoravano era un invito a comparire dinanzi alla GdF inviato alla Vegagest Sgr già il 6 marzo.

L’intervento di Poste Italiane

Le vicende relative al fondo Europa Immobiliare 1 non si fermano, purtroppo, al 30 marzo 2018. Il 5 Aprile, Poste Italiane interviene sul caso e valuta di rimborsare le somme negate precedentemente. Nessun problema, se non fosse che dagli iniziali 2500 euro, il valore delle quote era ormai sceso a 670 euro. Decorso ulteriormente del tempo, si è giunti al primo rimborso solo il giorno 13 giugno 2018 ma ci furono altre sorprese per gli investitori. Innanzitutto, venne stabilito che il rimborso avvenisse a rate: 50% subito, 50% entro la fine dell’estate. In secondo luogo, il rimborso non fu più pari a 670 euro. Il “50% subito” ammontava a 204,61 euro che, anche per i meno pronti in matematica, non è la meta dei 670 euro “promessi”. Arriviamo così a settembre 2018: si studia un nuovo piano di rimborsi.

Il nuovo piano

Un primo “piccolo” dettaglio è che il rimborso sarebbe avvenuto solo per i sottoscrittori iniziali del fondo Europa Immobiliare 1 e solo nel caso in cui essi avessero detenuto le quote in maniera continuativa nei 10 anni trascorsi. Inoltre, è stata fatta un’ulteriore cernita tra quei pochi soggetti che rispettavano le condizioni appena dette. Prendiamo come riferimento dicembre 2017. Se a tale data il cliente avesse già compiuto 80 anni, allora avrebbe ricevuto in contanti un rimborso pari a 877,31 pro quota (2500 euro iniziali meno i 1622,69 rimborsati a dicembre 2017). Laddove il cliente non fosse stato 80enne a dicembre 2017, Poste Italiane avrebbe proposto sempre 877,31 euro. Questo solo dopo 5 anni dalla scadenza di una polizza vita da sottoscrivere presso le Poste. Come sottoscrivere la polizza? Versando un premio pari alla somma rimborsata a giugno, ossia 204,69 euro. Insomma, Poste Italiane, dopo 5 anni dalla scadenza di tale polizza avrebbe rimborsato 877,31 euro meno 204,69 euro pro quota.