Il periodo tra le due guerre mondiali è stato particolarmente difficile in Germania. Il trattato di Versailles ha sì cessato le ostilità tra gli Alleati e la Germania ma ha anche creato le basi per il crollo dell’economia tedesca. Analizziamo meglio i fatti.

Vincere per saldare i debiti

Per sostenere i costi della guerra, il governo tedesco aveva deciso di sospendere il sistema aureo. Questo sistema permetteva di convertire la valuta in oro e venne interrotto allo scoppio della Grande Guerra. A differenza di altri Paesi, la Germania decise di finanziaria la campagna bellica ricorrendo a prestiti. Questo, nonostante gli avvertimenti da parte di economisti che questa mossa avrebbe potuto portare a una svalutazione della moneta. L’imperatore Wilhelm II e il parlamento decisero unanimemente per questa soluzione, convinti di poter ripagare i prestiti sfruttando le risorse ottenute dai territori conquistati vincendo la guerra. Le cose non andarono esattamente come speravano.

La Germania dopo Versailles

La fine della prima guerra mondiale portò pesanti conseguenze per la Germania. Per quanto riguarda i confini, la Germania cede:

  • alla Francia, l’Alsazia-Lorena
  • alla Danimarca, lo Schleswig settentrionale
  • alla Polonia, parte della Posnania, della Prussia e della Slesia
  • la città di Danzica che diventa un’entità indipendente

Oltre a queste zone, la Germania fu costretta a rinunciare tutti i territori coloniali posseduti fuori dai confini dello Stato. I contratti di leasing “territoriali” in Cina furono eliminati e i diritti sulle concessioni trasferiti a Cina e Giappone.

Le riparazioni di guerra

La mazzata più pesante arriva, però dalle somme pretese dai vincitori. Insieme all’assunzione da parte tedesca di tutta la colpa per il conflitto, la riparazione fu fissata a 132 miliardi di Marchi oro. Questa somma appariva fin da subito come spropositata ed era frutto della volontà di punire la Germania da parte degli Alleati e in particolare la Francia. Il Regno Unito non era propenso a indebolire troppo la Germania per non lasciare l’egemonia economica alla Francia. L’Italia era interessata ad appropriarsi di nuovi territori e in particolare delle zone al confine con l’Austria-Ungheria. Gli Stati Uniti, invece, propendevano per il ritorno a uno stato di pace nel più breve tempo possibile.

Il Marco cade a picco

Dopo la guerra, il Marco tedesco calò a picco in rapporto al Dollaro, a partire dal giugno del 1921. Questo mese segna il primo versamento delle riparazioni di guerra e porta il Dollaro a valere 330 Marchi. Nel 1920 i prezzi erano già triplicati rispetto all’anno prima e nel 1922 l’inflazione era salita al 1600%. Dopo aver abbandonato il sistema aureo, la valuta tedesca era diventata nota come Marco di carta. Non sapendo di che morte morire, il governo decise di pagare il debito di guerra stampando sempre più banconote. In breve tempo il Marco divenne cartastraccia e il Paese fu travolto dall’iperinflazione.

Pagamenti saltati

Quando la Germania iniziò a saltare i pagamenti dovuti, Francia e Belgio decisero di prendersi la parte più produttiva del Paese. Fu l’inizio dell’occupazione della ricca regione della Ruhr, che durò dal novembre del ’23 fino all’agosto del 1925. Il “sequestro” della Ruhr era stata decisa principalmente dalla Francia, primo debitore dei tedeschi. Non tutti i Paesi facenti parte della Commissione per le riparazioni di guerra erano concordi, con il Regno Unito propendeva per una riduzione del debito. Tuttavia, i francesi erano convinti che i ritardi nei pagamenti fossero una mossa studiata dal governo tedesco per saggiare la rigidità degli Alleati. La risposta della Francia fu vista anche come un modo per potersi assicurare un pagamento in natura anziché in Marchi, dato che questi erano praticamente inservibili.

La vita di tutti i giorni in compagnia dell’iperinflazione

Negli anni venti, gli stipendi dei tedeschi venivano pagati quotidianamente. Questo era fatto per l’altissima incertezza sul valore del Marco, anche da un giorno all’altro. Era pratica comune incassare la paga e spenderla subito in beni di prima necessità. I francobolli arrivarono presto a costare miliardi di Marco mentre per ottenere un Dollari erano necessari 4200 miliardi di Papiermark.

To be continued