Introduzione

In questi giorni in Francia non si parla d’altro che dei gilet gialli. Cercare di analizzare il fenomeno in un solo articolo sarebbe impossibile quindi proveremo a farlo in multipli pezzi. Qui una breve “guida introduttiva”.

Chi sono i gilet gialli?

Come spesso accade nei nostri giorni, il movimento dei gilet gialli è nato sul web. Il 18 ottobre, una cinquantunenne bretone allo stremo per arrivare alla fine del mese, ha pubblicato un video su Facebook in cui accusa il Governo di accanirsi contro gli automobilisti. Come? Con il rincaro sul prezzo della benzina. Un’altra scuola di pensiero vede la nascita del movimento con il lancio di una petizione online per chiedere l’abbassamento del prezzo del carburante. Questa petizione risale al maggio 2018 e fu lanciata dalla trentaduenne Priscillia Ludosky.

Gilet Macron
Macron ha incontrato una delegazione dei “gilet” ma la parte più radicale non ha accolto bene la cosa

Il ruolo del web

Sia nel primo che nel secondo caso, l’iniziativa ha avuto una grande risonanza mediatica nella rete. Il video è diventato istantaneamente virale con milioni di visualizzazioni mentre la petizione ha raccolto in poco tempo più di 800mila firme. Qualunque sia il momento che ritenete essere la genesi dei gilet ha toccato corde scoperte in tutti i ceti sociali francesi.

Perché proprio questo simbolo?

Il gilet fosforescente è utilizzato in caso di incidente stradale per indicare la presenza dell’automobilista in mezzo alla strada. Da qui, l’uso come simbolo per indicare la presenza dei manifestanti e la loro volontà di contestare il Governo. Inoltre, il giallo è un simbolo abbastanza apolitico in Francia e quindi permette di far passare il messaggio che il movimento è trasversale.

Gilet
Il movimento dei gilet ha raccolto un consenso diffuso e unito giovani e meno giovani

Cosa vogliono i gilet gialli?

  • Eliminazione del crescente fenomeno dei senzatetto con una lotta senza quartiere alla povertà
  • Più progressività nelle imposte sul reddito, vale a dire più scaglioni
  • SMIC (il salario minimo francese) a 1.300 euro netti
  • Ampio piano di isolamento termico delle abitazioni per promuovere interventi ecologici facendo al contempo risparmiare le famiglie
  • Lo stesso sistema di sicurezza sociale per tutti (compresi gli artigiani e le partite IVA). Fine della RSI (piano sociale per i lavoratori indipendenti)
  • Il sistema pensionistico deve rimanere solidale e quindi socializzato
  • Fine dell’aumento delle tasse sul carburante
  • Nessuna pensione inferiore a 1.200 euro
  • Qualsiasi rappresentante eletto avrà diritto al salario medio. Le spese di trasporto saranno monitorate e rimborsate se giustificate
  • I salari di tutti i francesi, nonché delle pensioni e delle indennità devono essere indicizzati all’inflazione (tipo la nostra vecchia scala mobile)
  • Proibire le delocalizzazioni
  • Limitare ulteriormente il numero di contratti a tempo determinato per le grandi aziende
  • Fine del CICE (Credito d’imposta per la competitività e l’occupazione).
  • Fine della politica di austerità
  • Fine del rimborso per gli interessi sul debito
  • Affrontare le cause della migrazione forzata
  • Migliori trattamenti per i richiedenti asilo
  • I richiedenti asilo respinti devono essere rinviati al loro Paese di origine
  • Implementazione di una vera politica di integrazione
  • Salario massimo fissato a 15.000 euro
  • Creare lavoro per i disoccupati, preferibilmente con assunzioni dirette da parte dello Stato
  • Aumento dei fondi per i disabili
  • Limitazione degli affitti. Alloggi in affitto a costi più moderati (soprattutto per studenti e lavoratori precari)
  • Divieto di vendere le proprietà appartenenti alla Francia (dighe, aeroporti, ecc.)
  • Che gli straordinari delle forze dell’ordine siano pagati o recuperati
Gilet
Fonte: web

  • Tutto il denaro guadagnato dai pedaggi autostradali deve essere utilizzato per la manutenzione di autostrade e strade in Francia e per la sicurezza stradale
  • Nazionalizzazione del sistema di gestione elettrico
  • Cessazione immediata della chiusura di piccole linee di trasporto, uffici postali, scuole e degli asili nido
  • Referendum popolare in Costituzione
  • Ritorno a un termine di 7 anni per il Presidente della Repubblica
  • Pensionamento a 60 anni e per tutti coloro che hanno lavorato usando il fisico (muratore o macellaio per esempio) diritto alla pensione a 55 anni
  • Nessuna prelievo alla fonte
  • Fine delle indennità presidenziali per la vita
  • Vietare ai commercianti di pagare una tassa quando i loro clienti usano la carta di credito
  • Introduzione di una tassa sull’olio combustibile marino e sul cherosene

Le richieste

Quelle indicate sono “solo” alcune delle richieste dei gilet (post originale di Nazareno Lecis). Come si può notare esse hanno una natura altamente eterogenea. Fin troppo. Alcune richieste appaiono in contraddizione tra loro mentre altre sembrano anacronistiche e nostalgiche del ventennio di Mussolini.

Gilet
Purtroppo in ogni movimento ci sono i criminali che rovinano l’immagine di tutto il gruppo

Una maggiore analisi nel prossimo episodio.