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Green pass: cosa ci aspetta? Le ipotesi sul tavolo

In questi giorni, sull'onda francese, si è ipotizzato di "allargare" l'uso del green pass. Proposta che ha destato qualche dubbio sia a livello politico che nell'opinione pubblica, ma che d'altro canto, potrebbe rendersi necessaria per incrementare il numero dei vaccinati ed arginare il dilagare della variante Delta.

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Seguendo il modello francese, tra i banchi politici aleggia l’idea di estendere l’utilizzo del green pass. Idea verrà discussa nella giornata di martedì in cabina di regia e ha suscitato pareri contrastanti tra politici, esperti ed opinione pubblica.

Il modello italiano

Il sottosegretario alla salute, il Ministro Sileri, si dice entusiasta dell’idea di Macron e propone di adottarla anche per il nostro Paese. Ad oggi, il green pass è obbligatorio per poter partecipare ai matrimoni, per poter accedere alle Rsa e negli stadi.

Ma ciò sembrerebbe non bastare ad arginare l’ondata dei casi dovuti alla variante Delta. Pertanto, un’ipotesi sarebbe proprio quella di rendere obbligatorio l’utilizzo del green pass per poter accedere anche nei bar, nei ristoranti, nei mezzi di trasporto a lunga percorrenza e negli uffici pubblici.

Le opinioni dei politici sul green pass

A riguardo la maggioranza non segue una linea comune. Il Pd ed una parte di Italia Viva risultano favorevoli all’estensione del certificato verde. Non son d’accordo, invece, i cinque stelle che non vorrebbero allargare l’ipotesi del certificato ai bar e ai ristoranti.

La Lega non boccia completamente l’ipotesi del green pass ma rinvia la decisione a “quando e se ce ne sarà la necessità.” Anche Giorgia Meloni si dice contraria, in questo caso, senza se e senza ma.

Posizioni differenti anche tra i vari presidenti di Regione. Secondo Fontana, ad oggi, non si registrerebbero numeri “allarmanti” che possano far indurre ad una estensione del certificato verde. Zingaretti, invece, si dice propenso all’utilizzo dello stesso durante gli eventi di massa.

Chiaramente, in attesa di martedì, si tratta solo di ipotesi. L’idea maggiormente quotata è comunque quella di rendere obbligatorio il green pass per spettacoli, cinema, concerti, ma anche per palestre e piscine ma in generale per tutte le concentrazioni di persone al chiuso e all’aperto. 

Non solo Francia

La Francia, per incrementare il numero dei vaccinati, ha deciso di rendere obbligatorio certificato verde per accedere a bar, ristoranti, alberghi, cinema e musei. Ma non è stato l’unico Paese ad aver optato per tale scelta.

In Austria per accedere a ristoranti, hotel e locali notturni è necessario essere in possesso di un test negativo o di una prova di vaccinazione o di essere guariti da Covid-19.

In Lettonia ai concerti, cinema, spettacoli teatrali e nelle sale interne dei servizi di ristorazione possono accedere solo le persone vaccinate, guarite da Covid-19 negli ultimi 6 mesi o con test negativo nelle ultime 24 ore, mentre tutti i visitatori possono utilizzare gli spazi esterni dei ristoranti.

A Cipro il nome è quello di “SafePass”. Si ottiene con un test negativo nelle 72 ore precedenti, almeno una dose di vaccino almeno tre settimane prima o la guarigione dal coronavirus nei sei mesi precedenti. Il pass è obbligatorio per visitare centri commerciali, chiese, cinema, stabilimenti turistici, nelle sale interne dei luoghi di ristorazione e per partecipare a eventi in luoghi chiusi.

In Danimarca, dal mese di aprile di utilizza il “Coronapas”. L’app certifica se una persona ha avuto un risultato negativo del test anticovid nelle ultime 72 ore, la vaccinazione o una prova di precedente infezione.

FONTI VERIFICATE

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