Quando pensi al Giappone pensi subito ad uno stato pieno di persone ligie al dovere e che rispettano le regole. Non penseresti mai ad uno scandalo.
Probabilmente dovremmo rimodulare la nostra percezione perché il Ministero del Lavoro del Giappone ha truccato i dati sugli aumenti dei salari.

Cos’è successo in pratica?

Takumi Nemoto attuale Ministro della sanità, del lavoro e del welfare.

Lo scorso mercoledì il Ministero del Lavoro giapponese ha rivisto il sondaggio mensile sul lavoro per il periodo tra il 2012 e il 2018 ammettendo di aver sovrastimato gli aumenti salariali nominali rispetto all’anno precedente di ben 0,7 punti percentuali tra gennaio e novembre dell’anno scorso.

Com’è possibile?


Lo scandalo scaturisce dal fallimento del metodo di rilevamento utilizzato in Giappone. In pratica il Ministero del lavoro giapponese, ogni mese, dovrebbe esaminare tutte le società del Giappone con 500 o più dipendenti, tuttavia, dal 2004 ha raccolto dati solo da circa un terzo di tali aziende.
Il Ministero si è focalizzato sulle aziende molto grandi (che tipicamente hanno salari più elevati) e ciò ha portato ad una sovrastima dello 0,7%.

Tutto qua? Non proprio

Haruhiko Kuroda, attuale governatore della Banca del Giappone (BOJ).

Quasi la metà degli indici economici del Giappone devono essere riviste.
Precisamente il 40% dei 56 indici fondamentali del Giappone devono essere corretti perché, in seguito ai problemi di rilevazione, risultano FALSI.

Questo è un grosso problema per 
Haruhiko Kuroda e la Banca del Giappone (BOJ) che utilizza le statistiche del ministero del lavoro per prendere le sue decisioni sulla politica monetaria del Giappone.

Problemi per il Quantitative Easing

La Banca del Giappone ha cercato dal 2013 di raggiungere una crescita dei prezzi del 2% e portare il Paese fuori dalla deflazione. Gli aumenti salariali, hanno sostenuto politici e Economisti, aumentano il potere d’acquisto dei consumatori e fanno salire i prezzi. Ma le revisioni di mercoledì scorso mostrano che le famiglie hanno meno reddito disponibile di quanto si pensasse.
Ciò vorrebbe dire che ha acquistato trilioni in titoli di stato e ETF azionari facendo affidamento su … dati economici falsi!
Per la BOJ ammettere che l’inflazione è stata sopravvalutata per anni, è a dir poco catastrofico.

Problema anche per le aspettative degli operatori

Dopo che il ministero del lavoro giapponese ha ammesso di aver pubblicato dati salariali sbagliati, il 79% degli intervistati in un sondaggio Nikkei (indice azionario del Giappone) registrato tra venerdì e domenica ha affermato che ora non possono fidarsi delle statistiche governative. Solo 14% degli ha dichiarato di potersi fidare.