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Il mondo in recessione da Covid-19

La recessione da coronavirus è, purtroppo, realtà.

Il Giappone in recessione per la prima volta da 5 anni

Esattamente come la Cina, prima dello scoppio della pandemia, anche il Giappone ora si ferma. Certo, il caso della Cina, forse, inizialmente era diverso trattandosi di stagflazione. Gli ultimi risultanti sull’economia nipponica, invece, ci fanno ben capire quanto il coronavirus stia mettendo in difficoltà il mondo intero. La recessione in Giappone, quindi, è confermata: il primo trimestre ha segnato un -3.4% del Pil, rispetto al -4.6% atteso. Ricordiamo, poi, che il pil nipponico dava segni di cedimento già a fine 2019: -7.3% nell’ultimo trimestre.

Pil Giapponese degli ultimi 15 anni

E guardando al futuro, la situazione di certo non migliora: gli analisti si aspettano una ulteriore contrazione del Pil, che potrebbe raggiungere anche il -21% a tasso annualizzato.

Il Regno Unito registra il peggior risultato da 300 anni

Come se la Brexit non fosse già una sfida impegnativa, anche il coronavirus si abbatte sull’economia del Regno Unito. L’ultimo trimestre segna un -2% sul Pil, con un dato mensile su Marzo di -5.8%. Eppure, secondo gli analisti, il peggio deve ancora venire. Si stima, infatti, che la contrazione del Pil 2020 potrà aggirarsi sul 14% e sarebbe il calo peggiore dal 2008.

Infographic: UK GDP suffers biggest fall since 2008 | Statista

Insieme a Statista, anche Bloomberg sostiene, però, che possa registrarsi il peggior calo in 300 anni: Statista, infatti, si aspetta che il secondo trimestre possa registrare un crollo del 35%, seguito da un rimbalzo del 21% nel terzo trimestre. Stessa cosa per la Bank of England, che si aspetta un crollo del 29%.

Quindi, anche se tecnicamente non è ancora in recessione, possiamo dire che non ci si aspetta uno scenario diverso da quello che molti stanno già vivendo.

Gli USA crollano: atteso calo tra 20 e 30%

Anche oltreoceano la situazione non migliora, anzi. L’amministrazione Trump ha ricevuto molti giudizi negativi sulla gestione del coronavirus, tant’è che a Times Square è sorta un’installazione che riporta il numero di morti che si sarebbero potuti evitare. A livello economico, gli USA subiranno il crollo peggiore dal 2008, quando il Pil aveva toccato il -8.4%. Il primo trimestre 2020 è partito in negativo, registrando la contrazione di quasi 5 punti percentuali. La recessione è evidente, guardando anche al fronte “consumi” in calo di quasi l’8% (il dato peggiore dagli anni ’80) ma soprattutto la disoccupazione: 3 milioni di domande di sussidi nella sola prima settimana di maggio. La Fed, si aspetta una contrazione tra il 20 e il 30% per il secondo trimestre.

La zona Euro in recessione

Un calo del 4.7% nel primo trimestre 2020: questo è il risultato attuale dell’Italia. La stima acquisita per il 2020, quindi senza ulteriori variazioni, è del -4.9%.

Questi i dati Istat, che nella nota metodologica sottolinea che tale flessione sia la peggiore registrata dal 1995 (inizio del periodo di osservazione della serie storica). La situazione non migliora nemmeno rispetto allo scenario internazionale:

Stato di recessione tecnica per la Francia, invece, che ha registrato un calo del 5.8% nel primo trimestre 2020 e un -0.1% a fine 2019. Il governo francese si aspetta una flessione dell’8% a fine anno; per ora, questo resta il dato più preoccupante dal secondo dopoguerra. A tutto questo, si aggiunge anche la Spagna che ha subito una riduzione del Pil del 5.2% . Visti i dati, il Fondo Monetario Internazionale non ha “paura” di affermare che l’Eurozona possa crollare mediamente del 7.5% e soprattutto che il peggio debba ancora venire.

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Marianna Imbellonehttps://financecue.it
Lucana, classe '94. Dopo un diploma di maturità classica, ho proseguito i miei studi presso l'Università degli Studi di Salerno. Laurea triennale in Economia e Commercio, Magistrale in Economia e Finanza.