La rivoluzione Iliad con piani ricchi di GB a prezzi da urlo fa felici gli utenti ma bastona gli operatori concorrenti. Il report Mediobanca mette numeri e percentuali sul mercato della telefonia mobile in Italia dopo l’arrivo di Iliad.

Effetto Iliad sui bilanci 2018

Infografica estratta dal report di Mediobanca

Dal report risulta che le tariffe low cost di Iliad hanno provocato nel mercato italiano della telefonia mobile un calo dei prezzi e, di conseguenza, 302 milioni di euro di minori ricavi nei primi nove mesi del 2018. Dai 3,391 miliardi di euro del terzo trimestre del 2017 i ricavi sono passati a 3,089 miliardi dello stesso periodo del 2018. Peraltro con un perimetro aumentato, visto che nel 2018 sul mercato italiano è approdata Iliad.
L’ingresso è stato agevolato anche dalle richieste della Commissione Europea in seguito alla fusione tra Wind e Tre.

I primi 9 mesi del 2018

Tabella estratta dal report

Nei primi nove mesi del 2018 si registrano ricavi “altalenanti”: in salita Fastweb (+7,2%) e Postepay (+5,8%) mentre per le altre compagnie le performance sono in netto calo: Wind 3 registra ricavi in calo dell’11,2%, Tiscali del 10,8% nella prima metà dell’anno, Tim del 3,1% Vodafone del 6,2% nella prima metà dell’anno.

La telefonia mobile

Per quanto concerne le quote di mercato nel mobile (inclusi gli operatori virtuali e le not human Sim), Tim torna primo operatore (31,0% a fine settembre), davanti a Vodafone Italia (29,4%), Wind Tre (29,1%), PosteMobile (3,9%), e Iliad (2,2%).

La telefonia fissa

Nel fisso (voce + dati) al primo posto c’è sempre Tim al 51,2%, seguita da Vodafone Italia (13,6%), Wind Tre (13,2%), Fastweb (12,7%), Linkem (2,8%) e Tiscali (2,2%). Telecom detiene la quota di mercato più ampia anche in quanto a banda larga (44,5%). Inseguono Vodafone (15,4%), Fastweb (14,8%), Wind Tre al (14,4%), Linkem (3,3%) e Tiscali (2,8%).

Effetto Iliad sull’Arpu

L’ingresso di Iliad, nonostante le prime difficoltà, ha scompaginato le carte del mercato. Mediobanca calcola che è diminuito anche l’Arpu (Average revenue per unit, ricavo medio per unità). A settembre del 2018, a tre mesi dall’accensione dei motori da parte della compagnia francese, Vodafone è passata 14,8 euro al mese del 2017 a 14,5 euro, Tim da 12,5 a 11,8, Wind Tre da 11,3 a 10,5, Poste mobile da 4,4 a 4,2.

Il quinquennio 2013-2017

Infografica estratta dal report di Mediobanca

Lo studio di Mediobanca ha messo inoltre nero su bianco l’evoluzione del mercato mondiale delle telecomunicazioni nel quinquennio 2013-2017, con un approfondita analisi sui cambiamenti in termini di marketshare e numero di clienti. Al 2017 in termini di fatturato 2017, sono gli Usa a dominare la classifica con un giro d’affari di 310 miliardi di dollari (+4,4% sul 2014), Nel Paese però, evidenziano gli analisti è previsto un ulteriore consolidamento quest’anno a seguito del mergere T-Mobile-Sprint. L’Europa si piazza in seconda posizione a quota 213 miliardi in calo però del 3,2% rispetto al 2014. La Cina si piazza al terzo posto con 179 miliardi ma con un andamento di crescita a due cifre: +20%.