Un 2020 da dimenticare per tutti: JP Morgan verso il taglio dei dividendi a causa della recessione.

Una brutta recessione

Il coronavirus sta mettendo in ginocchio alcune delle realtà economiche più stabili finora. A partire da una, inizialmente nascosta, stagflazione della Cina, per poi passare a uno scenario tremendo come quello attuale negli States: si può affermare che, in pochissimo tempo, il Covid-19, ha annientato 3 anni di crescita dovuti all’ “amministrazione” Trump.

La svolta storica di JP Morgan

Jamie Dimon, CEO di JP Morgan, ha inviato la lettera annuale agli azionisti. Una lettera in cui non nasconde le difficoltà che il gruppo potrebbe trovarsi a fronteggiare nei prossimi mesi. Da qui, la svolta: JP Morgan potrebbe sospendere il dividendo per la prima volta nella storia. Una dimostrazione di quanto la recessione da coronavirus sia differente dalla crisi del 2008. In quell’occasione, infatti, la Big Bank newyorkese continuò a distribuire i dividendi agli azionisti e in 3 anni ritornò a “splendere”.

Le stime di Goldman Sachs e gli stress test della Fed

Goldman Sachs, al 16 Marzo 2020, aveva previsto un calo del Pil statunitense del 5%. Ad inizio Aprile, questa previsione è nettamente peggiore: ci si attende il -34% nel secondo trimestre. Tutto ciò accompagnato da un ulteriore +14% nel tasso di disoccupazione. Dimon, afferma che, a tali condizioni, JP Morgan potrebbe vedere un netto calo degli utili da cui si giunge alla sospensione dei dividendi. Dimon afferma anche che, nonostante le stime di Goldman Sachs e gli stress test della Fed fatti in precedenza, l’istituto riuscirebbe comunque a mantenere un livello di liquidità “accettabile” e un CET1 Ratio intorno al 9.5%, nonostante ammetta amaramente che l’istituto non sia immune dallo scenario attuale.

JP Morgan e la lotta alla recessione

Sempre nella stessa lettera agli azionisti, Dimon aggiunge che al momento JP Morgan si mantiene in prima linea per la concessione di prestiti alle piccole imprese. Nel solo Marzo 2020, l’istituto ha garantito 650 milioni di prestiti e 25 miliardi di nuove estensioni di credito. Negli ultimi 60 giorni ha concesso 950 milioni di prestiti alle piccole imprese. Inoltre:

  • si mantiene l’apertura di 4000 filiali;
  • si proroga la scadenza delle “fee” sulle carte di credito;
  • si sospende la rata di mutui immobiliari per 90 giorni.

Insomma, una lettera dai toni duri in cui, però, Dimon non accenna a perdersi d’animo:

“Sia nel nostro scenario centrale per i risultati del 2020 sia nel nostro scenario estremamente avverso, stiamo prestando – attualmente o prevediamo di farlo – ulteriori 150 miliardi di dollari per le esigenze dei nostri clienti”