A meno che non siate di quelli che fissano il cielo cercando le scie chimiche, saprete quanto il problema dell’inquinamento sia serio e reale. Il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale stanno avendo effetti nel nostro quotidiano e il tempo per porvi rimedio è sempre meno.

Cos’è una carbon tax?

La carbon tax è, come dice il nome, una tassa che va a colpire le risorse energetiche che rilasciano biossido di carbonio. Fa parte della famiglia delle ecotasse ed è considerata dagli economisti come un esempio di tassa pigouviana. Questo tipo tasse prende il nome dall’economista Arthur Cecil Pigou e sono impiegate quando ci si trova in presenza di esternalità, facendo pagare al soggetto che inquina un importo pari al costo del danno marginale che causano all’ambiente, in base al livello di inquinamento ottimale. La particolarità di questa politica fiscale è quella di tassare un “male” anziché un “bene” e in teoria dovrebbe servire a incentivare un comportamento più virtuoso.

La base teorica

Prima di tutto è necessario introdurre il concetto di esternalità. Un’esternalità è il risultato di un’attività di produzione/consumo effettuata da un soggetto e che ne influenza anche un alto. Si possono avere due casi: esternalità positiva o negativa. Nel primo caso, il benessere del secondo soggetto aumenta senza che questi debba pagare un prezzo mentre in quella negativa, il benessere scende senza che vi sia una compensazione. In Economia l’inquinamento è considerato un’esternalità negativa e quindi un costo che non ricade direttamente sul produttore. Di conseguenza, per le imprese è più conveniente inquinare che cercare di non farlo.

Gli scopi della carbon tax

Nell’idea originale di Pigou, questa tassa aveva un doppio scopo, finanziario e ambientale: il gettito derivante dall’imposizione della tassa permette di avere un’ulteriore entrata fiscale e allo stesso tempo, si penalizza il comportamento poco eco-solidale. Per una maggiore efficacia, questa tassa dovrebbe essere impiegata insieme a una struttura come l’asta di Vickrey e/o a tasse che vadano a colpire l’utilizzo di veicoli troppo inquinanti e le emissioni rilasciate dalle abitazioni private.

Possibili criticità

Per quanto l’implementazione di una carbon tax avrebbe effetti positivi a livello nazionale, potrebbe anche causare un rallentamento dell’economia statale. Una tassa nel mercato energetico, potrebbe contrarre le vendite in quel settore e favorire quelle imprese che operano in Paesi senza tasse di questo tipo. Secondo molti economisti, un Paese come gli Stati Uniti si troverebbe in svantaggio rispetto a Stati con una minore efficienza energetica. La convinzione è che una tassa non implementata a livello mondiale produrrebbe un beneficio pressoché nullo e porterebbe in stagnazione i Paesi che la implementano.