In finanza, così nella vita reale, la teoria del Cigno Nero viene usata e sfruttata per spigare ogni volta quando qualcosa non va come previsto. Abbiamo molti modelli statistici e matematici per tentare di spiegare la realtà, distribuzioni che, con il diffondersi dell’econometria si fanno sempre più complicate.

Questo perché con il tempo le distribuzioni di frequenza classiche, la Gaussiana, l’Uniforme etc, hanno mostrato i loro punti deboli. Sono ottimi strumenti ma le assunzioni che si fanno alla base sono molteplici. E così si introducono le statistiche nuove come la Durbin-Watson e, ancora meglio, simulazioni basate sui metodi Monte Carlo.

Perché “Cigno Nero”?

Il nome viene sicuramente associato allo scrittore, filosofo professore ed esperto di finanza (anche in quanto ex-trader a Wall Street) Nassim Nicholas Taleb che ci ha intitolato addirittura un libro.

Nassim Nicholas Taleb, autore del libro “Il Cigno Nero. L’impatto dell’altamente improbabile”

L’origine però ha una storia molto più antica. Siamo intorno al II secolo d.C. quando il poeta latino Juvenale scrive rara avis in terris nigroque simillima cygno”, ossia “un uccello raro nelle terre e molto verosimilmente come un cigno nero”. Il poeta si riferiva proprio alla fragilità dei sistemi, smentibili da un qualcosa di raro. E siamo solo al II secolo d.C.

Nel corso del tempo questa frase divenne un modo di dire per indicare qualcosa di impossibile. In fondo, chi aveva mai visto un cigno nero?

Crolla il mondo

Siamo nel 1694. Olanda. Nel corso di una spedizione in nave è ormai da troppo tempo che non si hanno notizie della Ridderschap von Holland, con a bordo 325 passeggeri. Il capitano Willem de Vlamingh viene messo a capo di una spedizione di recupero. Gli vengono assegnate 3 fregate. Il carico a quanto pare doveva essere prezioso.

Ritratto di Jan Verkolje, robabile immagine di Willem de Vlamingh. Fonte Wikipedia

La direzione è una delle più impervie ed è molta lunga. Dall’Olanda bisogna girare l’Europa, passare dalla Francia (attenzione alla guerra dei 9 anni in corso fra Olanda e Francia), passare dal Portogallo, scendere tutta l’Africa fino a Capo di Buona Speranza e andare ad Est, oltre le Indie. Verso l’ignoto.

Della Ridderschap von Holland purtroppo, nessuna notizia. Ma questa spedizione consegna alla storia il nostro Willem de Vlamingh non come soccorritore ma come esploratore. Nelle sue ricerche si imbatte in un fiume, che si chiamerà poi il fiume dei Cigni. Willem, nella sua ricerca, ha trovato l’Australia. E non una zona qualsiasi, ma quella che cambierà il destino di tutti, inconsapevolmente.

Un fiume di cigni neri.

Le antiche credenze non potevano fare altro che infrangersi di fronte all’evidenza.

E così l’antico detto, da indicare qualcosa di impossibile, ha cambiato totalmente significato, diventando qualcosa che può essere distrutto dall’evidenza empirica. “Occhio che arriva il Cigno Nero…”

In finanza

Nella finanza moderna il termine cigno nero si usa spesso con lettere maiuscole. Tanta è  l’importanza che si da ai Cigni Neri e al loro uso continuo che se ne fa.

Il Cigno Nero è quindi un evento di una importanza incredibile che cambia totalmente i piani. In finanza potete pensare anche ad una dichiarazione di un CEO riguardo la sua azienda. Immaginate Tim Cook che domani si sveglia e dice “Vendiamo la Apple”. E voglio vedervi a spiegarlo con i software statistici.

Inoltre, per forza di cose, il Cigno Nero non è computabile e, anche se lo fosse, sarà il bias psicologico che affligge le persone a renderlo 0. Insomma, qual è la probabilità di vincere al superenalotto? Ma se accadesse? Proprio un bel Cigno Nero su cui si fonda il gioco d’azzardo.

Caratteristiche ferree

Per essere un Cigno Nero bisogna soddisfare delle caratteristiche (secondo Taleb):

  1. l’evento è una sorpresa;
  2. l’evento ha un effetto spropositato;
  3. dopo la prima registrazione dell’evento, è razionalizzato dal senno di poi, e si vede se poteva essere predetto in qualche modo. Nella maggior parte dei casi la risposta è senza dubbio positiva.

Qualche esempio

L’ultima crisi del 2008 è l’esempio più lampante di Cigno Nero. Ne ha tutte le caratteristiche elencate. Quando è esplosa la bolla del mercato immobiliare, sembrava che nessun economista potesse predirlo. Famoso l’intervento della regina Elisabetta alla London School of Economics: “Perché non lo avete previsto?”. Eppure, con il famoso “senno di poi”, i dati c’erano. Disponibili a tutti. Ma non si dava il giusto peso alle cose.

Alcuni considerano un Cigno Nero anche l’alto tasso di inflazione in Zimbabwe nel 2008, difficile da predire. Addirittura adesso si viaggia a tassi ancora più alti.

La verità è che, come dice anche Taleb, praticamente ogni aspetto della nostra vita è governato da Cigni Neri. Da un esempio nel libro:

immaginate solamente quanto la vostra piccola conoscenza del mondo alla vigilia degli eventi nel 1914 poteva aiutarvi nella conoscenza del futuro. […] Cosa vi sarebbe servito a predire l’ascesa di Hitler e la futura guerra?