Vi siete mai svegliati pensando di essere in ritardo per poi scoprire che non avevate cambiato l’ora? Probabilmente sì ma tutto questo potrebbe presto finire con l’abolizione del cambio tra ora solare e legale.

Cos’è l’ora legale?

Con questa locuzione si intende lo spostare le lancette (diciamo pure andare nelle impostazioni e cambiare l’ora dei dispositivi digitali) in avanti di un’ora. Questo viene fatto per sfruttare al massimo la luce solare nei mesi estivi, così da ridurre i consumi energetici.

Invenzione o copia?

Come facilmente immaginabile, nell’antichità le popolazioni strutturavano la loro giornata in base al sorgere del Sole. D’inverno iniziavano la giornata più tardi e in estate prima: in poche parole, le persone si alzavano all’alba a prescindere dalla concezione di ora che abbiamo noi.

Ora legale - survey
Come ha votato ciascun Paese

Risparmiare sulla luce: un’idea ricorrente

Sul finire del XVIII secolo, Benjamin Franklin scrisse un articolo nel quale evidenziava che si dovesse tagliare la spesa per le candele. Per quanto l’iniziativa suscitò delle discussioni, le sue proposte fecero naufragare il tutto. Una di queste consisteva nel posizionare dei cannoni in ogni strada, così da svegliare i passanti sparando un colpo. Incredibilmente questa geniale idea non venne mai implementata.

A chi conviene l’ora legale?

La maggiore o minore convenienza è legata alla posizione geografica dei Paesi. Gli Stati posti tra il Polo Nord e l’Equatore hanno i vantaggi maggiori: in questi Paesi la variazione dell’ora allunga le giornate ma non in maniera tale da creare un ammontare di ore di luce (paradossalmente) eccessivo. Questi Paesi sono quelli situati nell’Europa meridionale, come l’Italia. Nel nostro Paese, i risparmi derivanti dall’adozione dell’ora legale sono stimati dalla società Terna. Questi sono sintetizzati nel grafico sottostante:

Ora legale
Risparmi medi in Italia

Chi viene danneggiato?

I Paesi nordici sono quelli più esposti alle conseguenze negative dell’ora legale. Con giornate estive già molto lunghe, lo spostamento delle lancette porta ad avere giorni con fino a 19 ore di luce. A fronte di questo, il risparmio energetico non è molto significativo. La giornata con sole cinque ore di buio a Helsinki, è il 21 giugno ma nella stessa data si hanno tramonti ritardati anche a Berlino (poco dopo le nove e mezza di sera) e a Parigi (praticamente alle dieci di sera). Questi Paesi sono tra i principali sostenitori dell’abolizione dell’ora legale.

Gli effetti sulla salute

Studi di esperti di varie scienze hanno portato a determinare che il cambio dell’ora può provocare episodi di stress temporaneo dovuto ai cambiamenti negli orari biologici degli individui. Secondo alcuni, questi malesseri sono del tutto simili a quelli causati dal jet lag. Per contro, tra i pro c’è quello di una maggiore attività fisica all’aria aperta, data la maggiore luce (nel senso di tempo) a disposizione.

La consultazione online

La Commissione europea ha da poco chiuso un sondaggio dove si chiedeva ai cittadini di esprimersi sul tema: su 4.6 milioni di voti, l’84% ha votato per eliminare il cambio dell’ora. Il grosso dei voti è arrivato dalla Germania (con tre milioni) e dai precedentemente citati. A sorpresa la Spagna si è unita alla festa e anche l’Italia. Gli italiani a favore sono stati hanno costituito lo 0.04% dei voti totali.

Quale sarà il prossimo passo?

Il cambio dell’ora avviene sulla base di una direttiva che per essere abolita, ha bisogno di ricevere l’ok oltre che del Parlamento Europeo anche del Consiglio. Qui la faccenda si complica perché serviranno alleanza tra Stati che ovviamente andranno a toccare anche altre questioni. Già in passato alcune Paesi nordici avevano proposto di eliminare la direttiva o almeno di renderla facoltativa così che ogni Stato potesse decidere da sé. Pare quindi che il 28 ottobre 2018 sarà l’ultima volta che cambieremo l’orario nei nostri orologi. E cellulari. Ah, e i computer. E gli altri seimila apparecchi che quasi tutti hanno.