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Warrant è davvero sinonimo di opzione?

Il termine warrant apparirà sconosciuto ai più. Se non se ne ha una conoscenza profonda, si potrebbe pensare che si tratti di un "fratello minore" delle opzioni. Nel peggiore dei casi di opzioni stesse. Ciò non corrisponde alla realtà e i warrants si configurano con un vero e proprio strumento finanziario a sé stante. Ma allora, cosa sono di preciso?

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Il warrant è uno strumento finanziario che consiste in un contratto che conferisce il diritto di sottoscrivere l’acquisto o la vendita di un’attività finanziaria (sottostante) a un determinato prezzo (strike-price) ed entro una scadenza stabilita. Più nel dettaglio, il warrant è uno strumento finanziario che permette di acquistare (warrant call) o vendere (warrant put) una certa quantità di titoli legati a un sottostante con una scadenza posta superiore all’anno. Alla base della negoziazione dei warrants c’è un determinato rapporto (rapporto di esercizio). I warrants sono negoziati separatamente dalle azioni e hanno natura giuridica autonoma. Rappresentano spesso strumenti con finalità più ampie e consistenti della mera raccolta di fondi, come aumenti di capitale o emissioni di prestiti obbligazionari. Possono essere regolarmente quotati in Borsa.

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Come funzionano?

Nel momento in decide di esercitare il proprio diritto, l’investitore noterà che a ogni warrant è associato un multiplo, che rappresenta la quantità di sottostante controllata dallo strumento. Esprime cioè quanti warrant occorre utilizzare per poter sottoscrivere un’azione. Il valore di un warrant è dato dal prodotto tra il numero delle azioni controllate e il valore base di ogni singola azione. Se al valore base va sottratto il prezzo di esercizio, si tratta di un warrant call. In caso di warrant put, dal prezzo di esercizio è sottratto è il valore base. Il prezzo in Borsa del warrant è correlato al valore del sottostante. Generalmente il prezzo del warrant rappresenta il “premio” che bisogna pagare per sottoscrivere un’operazione. Se il prezzo dell’azione è inferiore rispetto al prezzo al quale è possibile sottoscrivere le azioni, il valore del warrant sarà molto basso. Infatti non c’è alcuna convenienza a sottoscrivere le azioni a un prezzo superiore a quello al quale è possibile acquistare direttamente sul mercato. Ogni warrant ha una scadenza prefissata entro la quale si può acquistare, sottoscrivere o vendere il titolo sottostante, Il warrant giunto a scadenza non potrà più essere esercitato e verrà annullato

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Caratteristiche peculiari e scopi

A seconda dell’attività sottostante si distinguono due tipologie ben precise di warrant:

  • Warrant (in senso stretto): hanno come attività sottostante esclusivamente azioni;
  • Covered warrant: possono avere come attività sottostante azioni, obbligazioni, indici azionari o obbligazionari o anche panieri di titoli, valute o tassi di interesse.

Come ogni strumento finanziario, anche il valore del warrant è influenzato da tre variabili specifiche:

  • tempo residuo alla scadenza;
  • prezzo dell’azione da sottoscrivere;
  • somma che bisogna pagare per sottoscrivere l’azione;

Generalmente, i warrants conferiscono il diritto di sottoscrivere nuove azioni di una società quotata e hanno come finalità quella di consentire alla società di raccogliere nuovi fondi. Quindi, va evidenziato che i warrant sono ottimi da utilizzare come assicurazione in caso di perdite negli investimenti del sottostante. Di conseguenza, essi sono utilizzati professionalmente non come una vera e propria forma di investimento, ma come un’assicurazione contro le perdite del sottostante. Inoltre, essi sono strutturati per evitare speculazioni di piccoli e medi investitori. Possono comunque essere utilizzati per trarre profitto speculativo da managers di aziende quotate in Borsa capaci di muovere grossi capitali. Ovviamente a discapito degli istituti finanziari.

È importante evidenziare due aspetti significativi e caratteristici quando si parla dei warrants. Il primo riguarda il fatto che la loro emissione avviene quando ci sono aziende che hanno prospettive future di ampia crescita per cui le azioni possono essere emesse sopra la pari. Contemporaneamente il possessore le acquisterà ad un prezzo prefissato traendone vantaggio. Il secondo aspetto invece è che i warrants sono acquistati da operatori specializzati e non da chi vuole il controllo dell’azienda. Infatti, questi strumenti finanziari hanno un proprio mercato di quotazioni con un valore collegato alle azioni dell’azienda.

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I warrants sono davvero opzioni?

Un warrant e un’opzione sono contratti finanziari tra due parti che garantiscono all’acquirente il diritto di acquistare o vendere azioni a un prezzo prestabilito entro un periodo di tempo definito. I warrants e le opzioni su azioni sono titoli di investimento simili che possono essere utilizzati per generare un profitto o utilizzati come leva finanziaria in un portafoglio di investimenti. Di seguito la definizione di opzione riportata da Borsa Italiana: “Un’opzione su azioni è un contratto che dà all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere azioni dei titoli sottostanti a un prezzo di esercizio entro una data di scadenza.”  Esistono due tipi di opzioni:

  • Opzioni call. L’acquirente ottiene il diritto di acquistare azioni del titolo sottostante al prezzo di esercizio entro la data di scadenza. Le opzioni call vengono acquistate quando un investitore prevede un aumento del prezzo del titolo sottostante.
  • Opzioni put. Vengono acquistate quando un investitore prevede che il prezzo del titolo sottostante diminuirà. Le opzioni put garantiscono all’acquirente il diritto di vendere azioni del titolo sottostante al prezzo di esercizio entro la data di scadenza.

Anche le opzioni su azioni, proprio come le azioni stesse, possono essere negoziate in borsa.

Un warrant su azioni è simile a un’opzione in quanto dà all’acquirente il diritto di acquistare o vendere azioni di titoli sottostanti a un prezzo stabilito in una data specifica. Esistono warrant call e put che funzionano in modo simile alle opzioni call e put.

La più grande differenza tra warrant e opzioni su azioni concerne la loro origine. Le opzioni su azioni sono quotate in Borsa, mentre i warrant sono emessi dalla società stessa e non sempre presenti in Borsa. Quando viene esercitata un’opzione, le azioni vengono ricevute o cedute da un investitore all’altro. Quando viene esercitato un warrant, le azioni non vengono ricevute da un altro investitore, ma dalla società stessa. Lo scopo delle società è emettere warrants per raccogliere capitali. Quando vengono scambiate opzioni su azioni, la società non guadagna da tali transazioni. I warrant su azioni consentono agli investitori di possedere azioni di una società a un prezzo inferiore rispetto a quello di un’opzione. Esistono warrants a lungo termine che possono durare fino a 15 anni. Invece, le opzioni su azioni di solito esistono per un mese, con alcune che durano al massimo fino a tre anni. Per chi vuole investire a lungo termine, i warrant su azioni possono essere migliori, mentre le opzioni su azioni potrebbero rappresentare un investimento appropriato nel breve termine.

Qual è migliore?

Le opzioni e i warrants sono buoni investimenti sia dal punto di vista del profitto, sia per la copertura di una perdita data dalla variazione di prezzo di un’azione. Di primo acchito possono apparire simili e l’investitore potrebbe non prendere in considerazione le sostanziali differenze. Lo studio in tal senso aiuta a distinguerli e selezionare quello migliore per lo scopo finale dell’investimento e per l’orizzonte temporale che si è disposti ad accettare

FONTI VERIFICATE

Borsa Italiana- I warrant

E.C.Lari- Matematica Finanziaria

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