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Messi, è addio al Barcellona: la Liga blocca il rinnovo del contratto

È ufficiale: tra Messi e il Barcellona c'è l'addio. Finisce una storia d'amore lunga vent'anni a causa del blocco del rinnovo del contratto.

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Arriva la notizia ufficiale che tutto il mondo del calcio non avrebbe voluto sentire: tra Messi e il Barcellona c’è l’addio. La causa principale di questo addio è il blocco del rinnovo del contratto da parte della Liga. Sembrava ormai tutto fatto, tra il calciatore argentino e il club blaugrana si era trovata un’intesa che prevedeva la riduzione dello stipendio del 50% e un rinnovo per altri 5 anni. Tutto perfetto, finché la Liga ha dichiarato l’impossibilità del rinnovo del contratto di Leo Messi per «ostacoli finanziari e strutturali». Alla base di questa decisione ci sono le normative economiche della Liga come la causa del problema.

Messi e l’addio al Barcellona: i motivi economici

Cercheremo di analizzare brevemente quali sono stati motivi economici che hanno spinto la Liga a rigettare il rinnovo del contratto tra Messi e il Barcellona sancendone l’inevitabile addio. La Liga spagnola utilizza da diversi anni un sistema con il quale tutela la sostenibilità economica di tutti i suoi club. Questo sistema si chiama ufficialmente «limite di costo della rosa sportiva». Ovvero, ogni club ha un budget che può utilizzare per mantenere la propria rosa in relazione dei propri ricavi.

In questo modo, si cerca di garantire la sostenibilità e di scongiurare un sovra indebitamento. Sottolineiamo anche che il Barcellona è uno tra i club calcistici più indebitati, per cui era già sotto l’occhio vigile della Liga. Per cui, questo budget varia di anno in anno in base ai ricavi registrati dal club stesso. Quindi, il Barcellona con il rinnovo del contratto di Messi avrebbe sforato questo budget sancendone l’addio dopo oltre 20 anni di amore.

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Leo Messi nei primi anni nel Barcellona.

Inoltre, il Barcellona durante l’attuale mercato estivo ha svolto una serie di colpi di mercato tra cui Depay, Agüero ed Eric Garcia. Per potersi garantire le loro prestazioni sportive, il club blaugrana ha dovuto offrire ingaggi elevati e onerosi che hanno così alzato l’asticella del monte ingaggi verso il limite massimo del budget. Per cui, se calcoliamo che Messi percepiva, con il vecchio contratto, 71 milioni di euro l’anno, con il decurtamento del nuovo contratto del 50% avrebbe percepito circa 35 milioni di euro l’anno, una cifra ancora troppo alta per garantire la sostenibilità economica come richiesto dalla Liga. Questa è stata purtroppo una scelta incompatibile con l’obiettivo di razionalizzare le spese.

La pandemia e i suoi effetti economici negativi

Il motivo dell’addio tra Messi e il Barcellona sicuramente è da ricercare in questo famigerato tetto massimo di spesa imposto dalla Liga, ma non dimentichiamo anche che il club blaugrana avrebbe potuto amministrare meglio il proprio mercato, evitando l’ingaggio di qualche giocatore per garantirsi il rinnovo del contratto di Messi e permettere che la propria bandiera potesse continuare a vestire quei colori che ormai sono come una seconda pelle. Ma così non è stato.

I club principali, poco tempo fa, avevano cercato di trovare anche una soluzione a questa riduzione dei ricavi creando la Superlega. Progetto che successivamente è affondato prima ancora che prendesse reale forma.

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Oltre ciò, dobbiamo necessariamente evidenziare il momento storico in cui viviamo: una pandemia globale che ha colpito tutti i settori tra cui anche il mondo del calcio. Tutti i club hanno riscontrato una forte riduzione dei ricavi derivanti e non a caso, parlando proprio del Barcellona, il monte ingaggi è stato ridotto del 52% rispetto all’anno scorso e nonostante questo, il club blaugrana, come anche tutti i principali club spagnoli come Real Madrid, Atletico Madrid e Betis, hanno sforato il tetto salariale durante l’ultimo mercato invernale. Anche la Serie A è stata fortemente colpita dalla pandemia con numerosi danni economici e riduzione del fatturato.

Una situazione non più sostenibile per il mondo del calcio che deve necessariamente riformularsi secondo la via della sostenibilità economica. Ma percorrere questa via significa anche fare dei sacrifici e l’addio di Messi al Barcellona non è solo un sacrificio del club blaugrana, ma è un sacrificio per tutti gli amanti di questo sport che, tra mille contraddizioni, vedono finire quel binomio che per due decenni ha segnato per sempre la storia di questo sport.

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