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Nikola, l’azienda visionaria tra dimissioni ed indagini

Nikola, una delle aziende più promettenti del mercato azionario, non se la sta passando bene. Dopo una serie di vicissitudini, si è abbattuta una vera e propria bufera sull’azienda di Phoenix che si occupa della costruzione di camion a zero emissioni. Analizziamo le cause e le conseguenze delle vicende che hanno interessato l’azienda.

Un uragano di accuse

L’azienda fondata da Trevor Milton è in grossa difficoltà da quando Hindenburg research ha lanciato delle accuse pesantissime nei suoi confronti. La società è famosa per le sue miracolose celle a combustibile, che permettono di realizzare veicoli a zero emissioni. L’articolo di Hindenburg Research, mostrando una serie di prove, dimostra che in realtà Nikola non è in possesso di questa tecnologia: sta soltanto vendendo fuffa. Ovviamente le ripercussioni in borsa si sono fatte sentire. Soprattutto a causa dell’accordo di Nikola con GM.

Trevor Milton, fondatore di Nikola

L’accordo con GM

Nikola ha trovato l’accordo con la più grande casa automobilistica americana, la General Motors, per la realizzazione dei veicoli a zero emissioni. Essendo poco più di una start-up, Nikola non possiede i capitali necessari per poter creare una sua catena produttiva, così è stata costretta ad accordarsi con GM. Quest’ultima, come tutte le case automobilistiche, cerca partners come Nikola per diventare competitiva nel settore dei veicoli a zero emissioni, che rappresentano il futuro del mercato dell’auto. Ma non solo. GM avrà una consistente fetta di azioni Nikola oltre ai crediti per la realizzazione di veicoli a zero emissioni.

L’accordo prevede dunque che GM sfrutti la sua catena produttiva per realizzare veicoli con la tecnologia di Nikola. La cosa che ha suscitato scalpore è che tutto il processo produttivo è stato affidato a GM: ciò implica che la componente tecnologica verrà inserita da GM! Questa particolarità rende ancora più pesante l’indagine di Hindenburg. Nonostante le accuse rivolte al partner, i dirigenti di GM si sentono tranquilli. Sono consci della tecnologia in mano a Nikola e sono fiduciosi di “poter realizzare tante cose importanti insieme”.

Per nulla impaurito dalle accuse, Trevor Milton ha deciso di denunciare alla Sec (la Consob americana) le diffamazioni di Hindenburg. L’organo statunitense, insieme al dipartimento di giustizia, hanno avviato le indagini.

Le dimissioni

Le accuse sulla sua creatura, hanno costretto Milton a farsi da parte. Con un comunicato, l’azienda ha fatto sapere della transazione del ruolo di Executive Chairman dal fondatore dell’azienda a Stephen Girsky. Il nuovo manager è l’ex vice presidente della GM ed è stato uno dei fondatori di Nikola.

Ad annunciare la transazione, è stato lo stesso Trevor Milton, il quale ha salutato la sua creatura su Twitter. Nel comunicato vengono riportate le sue parole al miele per l’azienda:

Nikola è davvero nel mio sangue e lo sarà sempre, ma l’attenzione dovrebbe essere concentrata sull’azienda e sulla sua missione di cambiare il mondo, non su di me. Pertanto ho preso la difficile decisione di rivolgermi al consiglio di amministrazione e di farmi da parte come presidente esecutivo. Fondare Nikola e trasformarla in un’azienda che cambierà i trasporti in meglio e aiuterà a proteggere il clima globale è stato un onore incredibile

Le conseguenze finanziarie

Grafico Nikola

Nikola è molto giovane sul mercato azionario: si è quotata in borsa solo nel Febbraio del 2020. Come si può notare nel grafico, dopo un avvio timido, è esplosa la domanda per le azioni dell’azienda innovativa. L’euforia degli operatori ha portato il prezzo da poco più di 10$ a oltre 90%. Dopo le accuse di Hindenburg e la notizia secondo la quale GM gestirà tutta la produzione, il prezzo ha subito continui crolli sul mercato azionario. Questi duri colpi hanno fatto perdere al titolo oltre il 75% da Giugno. Una perdita consistente visto che il ritmo con il quale cresceva si aggirava intorno al 230%. Il prezzo odierno si attesta sui 22$.

Sicuramente gli azionisti non hanno preso bene le cattive performance del titolo sul mercato. L’investitore che ha più le mani in pasta è CNH Industrials, società controllata da Exor e della quale fa parte anche il gruppo Iveco. Quando Nikola si fuse con VectolQ (società già quotata in borsa) per potersi quotare sul mercato azionario, CNH ha investito pesantemente in Nikola, acquistando azioni per 250 milioni di dollari. La percentuale di Nikola in possesso di CNH è pari al 7,11%. Dopo la grande euforia per aver compiuto un ottimo investimento (in pochi mesi CNH avrebbe realizzato oltre un miliardo di guadagni dalle azioni Nikola), la delusione per le ingenti perdite.

Il prezzo è quanto mai appetitoso per ogni buon investitore. Nikola possiede tutte le caratteristiche per poter esplodere al rialzo: un’azienda impegnata nella transazione ai veicoli a zero emissioni, che utilizza una tecnologia innovativa e che già nei mesi precedenti ha dimostrato di avere un certo appeal sui mercati. Molto dipenderà dagli esiti delle indagini della Sec e dalle sue decisioni.

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Vincenzo Varamohttps://financecue.it
Sono uno studente di ingegneria gestionale appassionato al mondo della finanza. Mi piace leggere e scrivere articoli interessanti, con l'obiettivo di promuovere una sempre più necessaria educazione finanziaria.