Recentemente mi è capitato di leggere una storia compressa dell’Impero romano. Per quanto la lettura fosse piuttosto rapida (e molto superficiale, come ovvio che fosse) mi ha fatto riflettere su diversi punti di connessione tra la storia antica e quella contemporanea. In particolare ho riflettuto sul concetto di impero, e di conseguenza su quello di imperatore. Esistono oggi degli imperi? E chi sono i loro imperatori? A primo impatto la risposta alla mia domanda è “No, gli imperi coloniali sono stati gli ultimi”, ma faremmo un terribile errore di valutazione. Nel corso dei secoli si è potuto osservare un evoluzione dei concetti base della storia, basti pensare a come si è evoluta la guerra, l’economia, la politica, la comunicazione, l’umanità stessa e, ovviamente, il concetto di impero. E’ in quest’ottica quasi darwiniana che ho deciso di raccogliere le storie dei moderni imperatori e dei loro immensi imperi, nati e crollati nel tempo di un battito di ciglia. Il primo degli imperatori moderni che andremo a conoscere sarà un greco, un moderno Alessandro Magno (anche se quest’ultimo era macedone, ma questo è un dettaglio), sto parlando di Aristotele Onassis.

Gli inizi

Aristotele Onassis nasce in Turchia, a Karatas, nel 1906. I primi anni furono particolarmente complessi, come spesso accade nelle storie dei grandi uomini. In particolare per Onassis oltre alla povertà si aggiungerà la difficile situazione politica tra Grecia e Turchia, tanto che il giovane Aristotele venne imprigionato, torturato e condannato a morte. Con enorme fortuna riuscì a fuggire dalla rivoluzione attuata da Mustafa Atatürk e a rifugiarsi in Argentina, con un patrimonio totale di 60 dollari.

In America Latina lavorerà inizialmente come telefonista, lavoro che gli permetterà di ascoltare le conversazioni di ricchi uomini d’affari e di copiare i loro investimenti, guadagnando una fortuna. Intraprende una personale carriera nel commercio del tabacco che gli garantisce un guadagno di 100.000$ e la posizione di console greco nel 1928, grazie alla stipulazione di un accordo commerciale tra Grecia e Argentina. Nel 1932, però, decide di abbandonare il commercio di tabacco per dedicarsi alla sua vera passione: il mare.

Mare……

Durante la grande depressione acquistò una flotta di navi da una società canadese ormai in bancarotta. L’affare gli costerà 120.000$, è questo il momento in cui nasce il suo impero. Onassis riconosce immediatamente le potenzialità del settore petrolifero, decidendo così di acquistare diverse navi petroliere, formando la più grande flotta privata al mondo. I suoi affari iniziano a crescere in maniera esponenziale, senza arrestarsi nemmeno durante la seconda guerra mondiale. L’arma segreta di Aristotele è una bandiera, quella di Panama, che rende immune la sua flotta dalla tassazione e dall’applicazione di dazi. Le sue mire espansionistiche puntano verso il Vecchio mondo, ed in particolare verso il Principato di Monaco. Nel 1953 decide di acquistare delle azioni della “Société des Bains de Mer”, società armatrice del piccolo ma ricco principato. I rapporti tra Onassis e il principe Ranieri partono con i migliori presupposti, ma rapidamente le tensioni iniziano a minare l’immagine di Aristotele presso la corte di Monaco, che nel 1967 costringe l’armatore greco a vendere le sue quote societarie per 9,5 milioni di dollari, abbandonando definitivamente il Principato. E’ solo una goccia nell’oceano di difficoltà che Onassis incontra tra il 1954 e il 1968. L’FBI lo denuncia per frode, a causa di accordo tra Aristotele e il governo Saudita che andava contro agli interessi degli U.S.A., i quali avevano il monopolio nei rapporti con il paese arabo per l’estrazione di petrolio attraverso la società Arabian-American Oil Co. Saranno anche gli anni del fallimento del progetto Omega, bocciato dal governo greco a favore dell’armatore Niarchos.

…….e cielo

La caratteristica principale degli uomini come Onassis è la meno considerata delle virtù umane: la resilienza. Quando tutto sembra volgere al peggio, ecco che uno spiraglio di luce si apre, illuminando la strada. Per Aristotele bastò guardare verso l’alto. Nel 1956 decide di fondare l’Olympic Airways, una società di trasporto aereo ancora attiva, anche se in maniera molto ridotta rispetto agli anni di Onassis, che ne rimase in capo fino al 1974. In poco tempo il nuovo progetto conobbe un successo considerevole, riuscendo a trasportare 2,5 milioni di persone all’anno e a porsi come società d’avanguardia nello sviluppo tecnologico del settore aeronautico.

L’uomo dietro gli affari

Aristotele Onassis non è solo famoso per il successo delle sue società e per la ricchezza accumulata ma anche per la sua tormentata vita personale. Sentimentalmente fu sposato due volte. In prime nozze sposò Athina Mari Livanos. Si trattò di un matrimoni d’interesse, dato che il padre di Athina era un ricco armatore. Il matrimonio non durò molto, anche se gli diede due figli: Alexander e Christina Onassis. Importanti furono le relazioni con la soprano Maria Callas e Jackie Kennedy, vedova del presidente John Kennedy.

Relazioni tormentate dalla posizione ricoperta sia da Onassis che dalle due donne, tormenti che getteranno un’ombra sulla vita privata del magnate greco, devastata dalla morte del figlio Alexander nel 1973 a causa di un incidente aereo (strano scherzo del destino). Aristotele Onassis morirà nel 1975 in completa solitudine. Nonostante l’immenso successo ottenuto e la ricchezza accumulata, pari a 500 milioni di dollari (pari a 2,13 miliardi oggi), del suo impero oggi non rimane più nulla. La Olympic Airways è diventata una società di trasporto regionale, ben lontana dagli antichi fasti. La sua eredità è stata donata in buona parte in beneficienza e, il resto, è stato ereditato da Athina Onassis, nipote di Aristotele e figlia di Christina, morta suicida nel 1988. Come detto all’inizio dell’articolo, molti dei nuovi imperi vivono il tempo di un battito di ciglia, lasciando solo il ricordo della grandezza raggiunta, e del suo prezzo.

Nel prossimo articolo parleremo dell’impero del petrolio e del più grande imperatore del greggio: John Davison Rockefeller.