Un fondo da un miliardo di euro in tre anni (potrebbero diventare due se si aggiungono sgravi fiscali e agevolazioni) da utilizzare per sostenere investimenti in startup. Il fondo nazionale per l’innovazione è quel che il mondo dell’innovazione digitale chiedeva da anni.

L’arretratezza del sistema Italia

Il sistema italiano è un sistema arretrato  in cui si celebra ancora Yoox, che era startup nei primi anni duemila e in cui ancora si sente dire, da parte di chi non riesce a vedere al di là del proprio naso, che la startup economy è roba per fighetti con tempo da perdere, che non crea né redistribuisce valore.

La dimensione del mercato italiano

Nel 2018 l’investimento in startup, in Italia, è stato pari a circa 600 milioni, più del doppio rispetto al 2017 (235 milioni totali).  Il tutto a fronte di una crescita molto più limitata del numero di operazioni, passate da 276 a 288. Questo significa che aumenta la taglia dei singoli deal, più che raddoppiando. Siamo poco meno della metà della Spagna (1,4 miliardi) mentre l’anno prima avevamo un mercato a un quinto delle dimensioni di quello iberico; o ancora, siamo un settimo di quello della Germania (4,4 miliardi), che prima era 14 volte più grande.
Ancora: nella classifica Technology Fast 500 di Deloitte che misura ogni anno la performance delle più brillanti startup del Vecchio Continente, sono le 94 realtà francesi a farla da padrone, superando agevolmente le 70 startup britanniche e le 23 realtà tedesche e le 10 italiane.

Le cause di questo divario

Parrebbe che non sia una questione di normativa, visto che la nostra è stata considerata una delle migliori a livello europeo. Si potrebbe dire che sia una questione di soldi e dimensioni. I nostri investitori istituzionali sono piccoli, frammentati. Le nostre casse di previdenza e i nostri fondi pensioni non investono in innovazione. Gli stranieri stanno alla larga.

Probabilmente anche questa situazione andrebbe assimilata alla fuga dei cervelli: noi facciamo nascere le startup, noi le incubiamo, ma poi se ne vanno all’estero per crescere, per trovare quei primi milioni decisivi per andare sul mercato, che da noi non si trovano.

Le parole del Ministro Di Maio

Ministero dello sviluppo economico - Luigi Di Maio
L’attuale ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Luigi Di Maio

Oggi presentiamo il fondo da 2 miliardi di euro per sostenere le startup innovative. Da oggi mettiamo 1 miliardo di euro di fondi pubblici e 1 miliardo di euro che contiamo di raccogliere tra i privati durante quest’anno. Uno degli elementi essenziali è la formazione. Un sistema di formazione continua per tutti nel fare impresa. Il fondo entro marzo finirà tutti gli adempimenti.

Il ruolo chiave del Mise

Il Mise, che avrà modo di investire il 15% dei dividenti delle aziende pubbliche, direttamente o nel fondo gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, avrà un ruolo chiave. Ma il perno operativo sarà appunto la Cdp, che gestirà anche i fondi in precedenza affidati a Invitalia.

Quali saranno le sue priorità?

A Torino ha parlato di questa policy Fabrizio Palermo, amministratore delegato e direttore generale della Cdp.

Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti

Cdp sostiene il venture capital da anni. C’è un cambio di passo. C’è bisogno di uno sforzo importante. Cdp può dare forza di impatto e network. Non solo soldi. La startup ha bisogno di soldi per anni e di talenti. E ha bisogno di conoscere il mercato, l’Università la ricerca, il territorio. La Cdp può accompagnare la stratup dalla nascita alla crescita.

L’aquisto di Invitalia Ventures

Invitalia Ventures viene acquistata da Cdp puntando a creare un fondo da un miliardo.

Investiremo in startup direttamente e come fondo dei fondi. In alcuni settori la Cassa può dare alle startup contatti con aziende utili per vendere prodotti e servizi e quindi può portare valore direttamente. Il team che si occuperà di tutto questo è in formazione: ci stiamo lavorando.

Voucher per manager

Il Ministro Di Maio ha anche affermato che:

Ci sarà un voucher da 40mila euro per le imprese che vorranno assumere un manager dell’innovazione. Bisogna dare l’opportunità alle imprese di avere un regista della digitalizzazione in azienda.