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Piazza Affari e boom di quotazioni: nel 2021 anche Ariston lancia una IPO

L'azienda di Merloni ha deciso di puntare a Piazza Affari e di quotarsi sul segmento Euronext attraverso una IPO. Ma continuerà a crescere anche attraverso gli M&A.

Categorie Finanza · Mercati Finanziari

La famiglia Merloni dalle caldaie arriva direttamente alla Borsa, quella di Piazza Affari però. Ariston avrebbe deciso di lanciare attraverso una propria IPO un aumento di capitale pari ad Euro 300 milioni e di quotare quindi ben il 25% dell’azienda. Ma facciamo un passo alla volta.

Parliamo un po’ di Ariston…

Fondata nel 1930 da Aristide Merloni, nasce come un piccolo laboratorio artigianale all’interno del quale si producono bilance. Nel 1954 incomincia la diversificazione, costruendo bombole di gas liquido e scaldabagni per poi arrivare ai famosi elettrodomestici a marchio Ariston. Nel 1975 nasce la “Merloni Elettrodomestici”, leader europeo che incorpora Ariston, marchio che viene utilizzato non solo nella divisione degli elettrodomestici ma anche in quella dei termosanitari.

Ed è in quest’ultima che, nel 1980, inizia a produrre caldaie. È a partire dagli anni ’90 però che Ariston passa dall’essere leader italiano all’essere leader mondiale aprendo le prime filiali sia in Europa Orientale che in Asia. Negli anni 2000 avvengono fusioni vari ed eventuali che portano prima alla nascita di Hotpoint-Ariston, poi alla Ariston Thermo Group ma è nel 2011 che Hotpoint ne prende definitivamente il posto. Nel 2021 la vecchia Ariston decide di quotarsi in Borsa lanciando una IPO.

Ariston IPO

Ariston e IPO ma, cosa è una IPO?

Ma tecnicamente cosa ha fatto Ariston lanciando una IPO? Cioè, di cosa si tratta? Partiamo dal principio. Il requisito necessario affinché i propri titoli siano quotati in Borsa è l’ottenimento del flottante ossia la diffusione dei titoli tra il pubblico. L’IPO, acronimo di offerta pubblica iniziale, è lo strumento tramite il quale la società che intende quotarsi in borsa, ottiene tale diffusione ed è rivolta ad un pubblico indistinto di investitori.

La disciplina che regola tale operazione è il TUF, Testo Unico della Finanza che garantisce ai vari investitori una informazione chiara e trasparente. L’organismo che invece sorveglia tutta l’operazione è la Consob. Infatti, prima di procedere alla realizzazione della IPO, bisogna redigere un prospetto informativo per la Consob con all’interno non soltanto tutte le caratteristiche dell’offerta ma anche tutti i soggetti che ne prenderanno parte ed il ruolo che andranno a ricoprire.

Eh, sì, perché la IPO coinvolge soggetti diversi con ruoli diversi tra cui ovviamente la società emittente, il global coordinator, lo sponsor, lo specialist, l’advisor finanziario, i vari studi legali ed i membri del consorzio di collocamento.  La procedura ha una durata che varia dai 4 ai 6 mesi.  

Perchè una società come Ariston decide di quotarsi in Borsa

Ariston IPO
Dettaglio dell’ingresso Palazzo della Borsa di Milano, in Piazza degli Affari. Foto di Giovanni Dall’Orto, 20-1-2007.

Sono tanti i benefici di una quotazione in Borsa e toccano vari aspetti come quello fiscale, quello operativo e quello finanziario. Con la quotazione in Borsa si ha la possibilità di consolidare la propria posizione competitiva e di crescita in termini di visibilità e di maggiore autorevolezza nel mercato rispetto ai propri competitors. Innanzitutto, è possibile raccogliere risorse da varie fonti così da poter rendere più veloce lo sviluppo aumentando la visibilità e la credibilità.

Una società quotata ha un biglietto da visita che attrae di più grazie al requisito della trasparenza che apporta un valore aggiunto non indifferente. Conferisce prestigio indispensabile per attrarre risorse qualificate. Infine, con la quotazione è possibile aumentare la compagine sociale. Vi chiederete perché. Beh, grazie all’ingresso di capitale da parte di nuovi investitori istituzionali, domestici e internazionali.

BOOM di IPO nel 2021, non solo Ariston

Nel 2021 il valore globale delle quotazioni ha toccato valori ben oltre i 100 miliardi; secondo Ernst&Young le quotazioni ammontano addirittura a 222 miliardi di dollari con circa 1070 operazioni di cui 323 riguardanti l’Europa, l’India, l’Africa ed il Medio Oriente. Qui il comparto maggiormente interessato è quello tecnologico con circa 19 miliardi di euro. L’ultimo caso eclatante è quello della società delle sneakers, Nice Footwear. La sua IPO su EGM ha ricevuto ordini per un controvalore superiore rispetto all’importo massimo offerto. Infatti, ha dovuto chiudere in anticipo la fase di book building e debutterà in Borsa il prossimo 18 novembre.

Covid permettendo, si prospetta quindi un 2022 da record. Sisal ha già chiesto a Borsa Italiana l’autorizzazione per quotarsi ad inizio anno e lo stesso vale per Mooney che è l’azienda del gruppo Sisal specializzata nei pagamenti. Altre società che presumibilmente verranno quotate sono Iveco e Comau che è la società di robotica della FCA. È inoltre previsto una IPO green che coinvolgerà le società delle utenze quali A2A ed Hera ma anche la Snam. Grazie al Pnrr, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sarà più facile incentivare le persone ad investire puntando alla nostra Piazza Affari.

Immagine in evidenza: CC BY-SA 3.0

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