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Cosa tenere in considerazione quando si sceglie un prestito personale

Sempre più italiani richiedono un prestito per far fronte alle proprie spese, ma cosa occorre tenere in considerazione nell'ottica di effettuare una corretta valutazione?

Categorie Finanza · Finanza Personale

Nella vita può capitare, talvolta, di aver bisogno di un po’ di liquidità per far fronte a degli imprevisti o, molto più semplicemente, soddisfare qualche piccolo desiderio, talvolta latente da diverso tempo. In qualunque caso questa necessità si manifestasse, il prestito personale è indubbiamente la soluzione prediletta dagli italiani, la via più celere per ottenere la somma necessarie per finanziare le proprie spese.

Nel corso del tempo, i motivi per i quali si richiede un finanziamento sono diventati molteplici e testimoniano una maggiore maturità finanziaria dei cittadini del nostro paese. Se sino a qualche decennio se ne faceva ricorso solo ed esclusivamente quando in mancanza di liquidità, oggi si richiede un prestito anche come strumento di difesa del proprio patrimonio finanziario, onde evitare che venga smobilizzata una parte significativa dello stesso.

Tasso d’interesse e tempi di erogazione: gli aspetti più importanti da considerare

Non c’è da stupirsi, di conseguenza, se il numero delle richieste di prestiti è aumentata, sensibilmente, nell’ultimo decennio, in virtù anche di una situazione particolarmente favorevole dal punto di vista oneroso. Grazie, in primis, alle politiche monetarie della Banca Centrale Europea, volte a sorreggere la tutt’altro che entusiasmante economia dell’area €uro, contrarre un prestito non è mai stato conveniente come in questi ultimi anni.

Il tasso di interesse, d’altro canto, è il principale aspetto tenuto in considerazione dai soggetti che decidono di contrarre un prestito, quello che, in termini concreti, rappresenta la principale voce di costo. Ed oggi, grazie anche al prestito online, è possibile scegliere l’offerta migliore tra quanto proposto dalle finanziarie presenti sul web e i tradizionali istituti di credito o negozi finanziari dislocati nel nostro paese.

Una maggior opportunità di scelta che consente, all’utente finale, di poter ottenere dei significativi benefici economici. Una differenza marcata tra i prestiti online e quelli allo sportello riguarda i tempi di erogazione del credito: i primi, nella maggior parte dei casi, consentono di ottenere l’esito in un lasso temporale più breve e, in caso di risposta affermativa, ricevere liquidità velocemente.

È assai importante, quindi, che la richiesta venga inoltrata corredata di tutti i documenti richiesti. Come avviene quando si inoltra una richiesta allo sportello bancario, anche sul web è indispensabile allegare: documento d’identità in corso di validità; codice fiscale/tesserino sanitario; ultime 2 / 3 buste paga; ultimo CUD o modello UNICO; permesso di soggiorno per i cittadini extracomunitari.

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Polizza e spese accessorie: come valutarle consapevolmente

Il tasso d’interesse e i tempi di erogazione della liquidità sono gli elementi principali da tenere in considerazione quando si richiede un prestito, ma non sono certamente gli unici da valutare attentamente. Esistono, infatti, altri capitoli di spesa che, sommati al tasso d’interesse applicato (TAN, tasso annuo nominale), concorrono a formare il TAEG (tasso annuo effettivo globale), il parametro che, meglio di qualunque altro, indica l’effettiva onerosità di un prestito.

Ad esempio, alcuni prestiti implicano oneri iniziali particolarmente onerosi, che possono, in alcuni casi, ledere la convenienza effettiva dello stesso: meglio prediligere, quindi, quelli che non applicano alcuna spesa alla voce “costi apertura pratica”. Da valutare, inoltre, la presenza di eventuali commissioni “incasso rata”, da attenzionare soprattutto se il finanziamento è di lunga durata.

Quando si sottoscrive un prestito, inoltre, viene sempre proposta, in via del tutto facoltativa, la sottoscrizione di una polizza che lo estingue automaticamente all’accadimento di alcuni casi, come – a titolo esemplificativo – premorienza, invalidità permanente o perdita temporanea del lavoro.

In questo caso, bisogna valutare le coperture previste, la presenza di eventuali franchigie (soprattutto nel caso dell’invalidità permanente) e, in seconda battuta, il costo complessivo della polizza: meglio, in questo caso, prediligere una polizza leggermente più onerosa se le coperture previste sono maggiori.

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