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Quanto preoccupa l’Europa la nuova crisi di governo italiana?

Dal primo luglio 1946 ad oggi, l'Italia ha avuto 66 crisi di governo, non è quindi una sorpresa per l’Europa e per il resto del mondo l’ennesima crisi. Restano comunque dibattute le conseguenze a livello internazionale.

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Il 21 luglio 2022 si è dimesso il presidente del Consiglio Mario Draghi, il governo rimane in realtà ancora in carica fino a settembre per il disbrigo degli affari correnti. Entro 70 giorni si terranno le elezioni che dovrebbero svolgersi il 25 settembre. Le stampe estere prendono atto della situazione e al di sotto le analisi di alcune stampe europee. Quindi, cosa dice l’Europa della nuova crisi di governo italiana?

“Perché gli italiani hanno un’immagine così brutta del proprio paese, anche se in realtà alcune cose vanno meglio che in Germania?”. Das Spiegel

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Il giornale Die Zeit, dopo aver descritto i fatti, afferma che le dimissioni del governo sono l’assist ideale per la vittoria del partito di destra populista di Giorgia Meloni, insieme alla coalizione che vede protagonisti Meloni e Berlusconi. Il giornale Online Sudwest Presse, definisce così gli altri partiti in corsa:

  • Lega: populista di destra, anti-UE; presidente: Matteo Salvini
  • Movimento 5 Stelle: populista di sinistra; presidente: Giuseppe Conte
  • Partito Democratico (PD): socialdemocratico, centro-sinistra; presidente: Enrico Letta
  • Forza Italia: cristiano-democratica, centro-destra; presidente: Silvio Berlusconi
  • Fratelli d’Italia: populista di destra, nazionalista; presidente: Giorgia Meloni
  • Italia Viva: social liberale, centrista; presidente: Matteo Renzi
  • Coraggio Italia: democratico cristiana, liberale; presidente: Luigi Brugnaro

Crisi di governo italiana – “Con Mario Draghi in partenza, l’Italia sprofonda in una crisi politica: La Liberation

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Mario Draghi. Pixabay.

Descrizione molto concisa, ma talvolta non precisa. Comunque sicuramente la Germania vive anche lei con suspence e curiosità l’esito delle elezioni in Italia. Pertanto riporto il commento del giornale Spiegel, che è il terzo giornale più letto in Germania dopo il “Die Zeit”:

La democrazia italiana è già sopravvissuta a molte crisi, tollererà anche un governo postfascista? Cosa vogliono gli elettori dopo quasi quattro anni di populismo? E perché gli italiani hanno un’immagine così brutta del proprio paese, anche se in realtà alcune cose vanno meglio che in Germania?

Le riforme del Consiglio superiore della magistratura, del catasto e delle concessioni balneari hanno mostrato un progressivo sfilacciamento della maggioranza sulla modernizzazione del paese. Come sottolinea “Le Figaro”, la volontà di ripensare l’aggiudicazione delle concessioni balneari e la liberalizzazione delle licenze dei tassisti, erano da tempo ragioni di discordia per la lega di Matteo Salvini che rifiutava di sentire parlare di tali misure.

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Mario Draghi non intendeva rinunciare a questo pacchetto di riforme perché la loro realizzazione è la condizione sine qua non dello sblocco da parte dell’Unione Europea di un piano di aiuti di 200 miliardi di euro per l’Italia. Il paese che sta attraversando una situazione economica particolarmente difficile, vede il costo del suo debito pesare molto sullo sviluppo economico. D’altro canto il presidente francese Emmanuel Macron ha salutato così il presidente del consiglio Draghi, come un “grande uomo di Stato italiano” ed un “partner di fiducia”

“Un primo ministro ogni anno e mezzo: l’Italia, il paese dell’eterna crisi politica”: Rtve

Questi i commenti a seguito della crisi del governo del 2022 del giornale online Rtve Spagna, legato alla televisione spagnola Rtv. Secondo questo giornale, in Italia riecheggia in questi giorni il famoso aforisma di Ennio Flaiano, scrittore e sceneggiatore di Fellini o Berlanga: la situazione politica italiana è grave, ma non seria. Draghi si è congedato dal Parlamento emozionato, anche se con umorismo: “Grazie, anche il cuore di un banchiere centrale ha a volte uso”, ha detto ai deputati che lo applaudivano.

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Il premier era salito al potere nel bel mezzo di una grande crisi politica ed economica dopo la caduta dell’esecutivo di Giuseppe Conte. Ha accettato, dopo molte reticenze, dopo che il presidente italiano, Sergio Mattarella, gli aveva praticamente implorato di cambiare la tendenza autodistruttiva del sistema politico. Il suo governo ha dovuto gestire un sistema complesso di partiti al governo: l’estrema destra di Salvini, la destra di Berlusconi, la socialdemocrazia del Partito Democratico, il populista Movimento 5 Stelle e la centrista Italia Viva di Renzi.

Tutti questi partiti sono saliti al potere negli ultimi decenni, ma nessuno è riuscito a mantenere una stabilità politica sufficiente per sopravvivere a un’intera legislatura. Infatti, l’ultimo primo ministro ad essere eletto alle urne è stato Berlusconi nel 2008. Da allora, a capo di Palazzo Chigi ci sono stati tecnocrati imposti dall’Europa (come Mario Monti) o figure indipendenti che raggruppavano precarie coalizioni di vari partiti, come Conte, al potere fino all’arrivo di Draghi.                    

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