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Reddito di cittadinanza: Draghi cambia tutto del sussidio?

Il Reddito di Cittadinanza cambia? Vediamo cosa ha dichiarato Mario Draghi.

Categorie Economia · Finanza pubblica · Politica

Mario Draghi ha incontrato recentemente i cronisti a Palazzo Chigi prima della consueta pausa di Ferragosto e ha parlato di numerosi argomenti tra cui il Reddito di Cittadinanza. Attualmente, numerosi sono gli argomenti caldi del Governo e i bonus come l’Irpef di Agosto 2021, ma, tra tutti, quello più spinoso riguarda proprio il sussidio introdotto dal Movimento 5 Stelle nel 2019. Per cui, Draghi cambia tutto del Reddito di Cittadinanza?

Draghi cambia tutto del Reddito di Cittadinanza? Tutte le novità

Mario Draghi si è espresso in merito al Reddito e ha dichiarato che il concetto alla base del sussidio «io lo condivido in pieno», ma se verrà riformato ha aggiunto che «è troppo presto». Per cui possiamo affermare che secondo le parole di Draghi, al momento il Reddito di Cittadinanza non cambia del tutto.

Il Primo Ministro italiano ha continuato la sua intervista spiegando che per l’economia italiana «le cose vanno bene, e si spera che vadano anche meglio». Tuttavia, lancia un importante appello a tutti gli italiani: «Perché vadano meglio, vaccinatevi e rispettate le regole».

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Draghi e Reddito di Cittadinanza: ringraziamento ai ministri

Continua Mario Draghi il suo discorso ai cronisti a Palazzo Chigi prima della pausa di Ferragosto con un sentito ringraziamento a tutti i ministri. Infatti Draghi, dopo aver dichiarato che per il momento il Reddito di Cittadinanza non cambia del tutto, ha fatto sapere di aver «ringraziato i ministri per il lavoro e la determinazione avuta in questi sei mesi di governo, nel disegnare e attuare l’agenda. Mentre ci avviamo tutti per prenderci queste due settimane di vacanza, il pensiero che bisogna tener chiaro è che tra due settimane ci vuole la stessa determinazione, se non maggiore, per affrontare sfide e problemi e dare risposte a problemi urgenti e gravi». Ricordiamo da pochi mesi il governo ha proposto il PNRR che ha avuto l’approvazione dalla Commissione Europea. Il Piano prevede 191,5 miliardi di euro che arriveranno nelle casse dell’Italia.

Draghi specifica ancora l’impegno di tutta la squadra di Governo e dice che “dobbiamo fare di tutto contro il Covid” per contrastarlo. Il Premier continua: «Cosa temere di più nei mesi a venire? Dobbiamo essere sicuri di aver fatto di tutto per evitare che la pandemia si aggravi. Che basti o no, non lo sappiamo. Tutto è fatto sulla base delle evidenze e dei dati di oggi».

Draghi e la sicurezza sul lavoro

Per quanto riguarda il tema della sicurezza sul lavoro, Draghi spiega ai cronisti incontrati a Palazzo Chigi che «ci sono tanti problemi che riguardano il lavoro. C’è stata una riunione con il ministro e c’è una cosa che sta a cuore a tutti noi e a me in particolare: cercare di fare qualcosa per migliorare la situazione inaccettabile sul piano della sicurezza sul lavoro».

Continua Draghi: «In questa circostanza, vorrei anche rivolgere un pensiero commosso, affettuoso, a tutti coloro che volevano bene a Laila El Harim. Due mesi fa era Luana D’Orazio. È stato fatto molto su questo piano ma occorre fare molto di più, evidentemente».

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Draghi, cosa si prospetta nel futuro della politica

A chi chiede a Mario Draghi se il suo esecutivo arriverà fino al 2023, ovvero fino alla fine della legislatura, il Premier toglie qualsiasi dubbio dicendo che «l’orizzonte di questo governo è nelle mani del Parlamento. Io non posso esprimere orizzonti, vedute». Insomma, Draghi non si sbilancia dal suo ruolo di semplice “gestore” e dal ruolo per cui è stato chiamato a ricoprire in un momento così storicamente delicato come questo per tutto il Paese.

Il presidente del Consiglio conclude il suo incontro con i cronisti a Palazzo Chigi parlando poi dei rapporti con i partiti dicendo che: «Non ci sono lati scuri o lati chiari. Quello che conta sono i risultati e i partiti portano risultati, non è che loro hanno in mente obiettivi diversi. Non esiste contrapposizione tra questo governo, il presidente del Consiglio e i partiti. Questo governo vive perché c’è il Parlamento».  

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