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Reddito di Cittadinanza: numeri e risultati

Categorie Economia

L’istituzione del reddito di Cittadinanza, pensata per l’attivazione del mercato del lavoro e per combattere la povertà, si è rivelata carente sotto molti punti di vista. Dallo scarso controllo circa l’idoneità del beneficiario per la percezione della misura assistenziale, all’aiuto non meglio specificato della figura dei navigator.

Cos’è il Reddito di Cittadinanza?

Fin dalla sua nascita, nel marzo del 2019, il RdC è stato rappresentato come uno strumento con obiettivo duale: la lotta alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale e una misura di politica attiva del lavoro. In buona sostanza, il Reddito di Cittadinanza è un sostegno economico che mira ad integrare i redditi familiari dei meno abbienti. 

Quanti hanno richiesto il RdC?

Nel Report pubblicato dall’ISTAT, risulta che dall’entrata in vigore del beneficio risultano 1,6 milioni di nuclei le cui domande son state accettate; di questi, 223 mila sono decaduti dal diritto o revocati. Al 31 dicembre 2020 oltre 175 mila nuclei hanno terminato il primo ciclo di erogazione del RdC, pari a 18 mesi. I restanti 1,2 milioni di nuclei sono costituiti per 1,1 milioni da percettori del RdC con 2,7 milioni di persone coinvolte e per 138 mila da percettori di Pensione di Cittadinanza, con 156 mila persone coinvolte.  L’assegnazione del Reddito di Cittadinanza, così come previsto dalla normativa, è vincolata alla sottoscrizione del patto per il lavoro (PPL) che comporta il rispetto di alcune condizioni tra cui:

  • immediata disponibilità al lavoro;
  • l’accettazione di proposte di lavoro congrue;
  • l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale;
  • la non iscrizione ad un regolare corso di studi.

Chi sono i beneficiari del Reddito di Cittadinanza?

Prendendo come riferimento la suddivisione per aree geografiche, si osserva che il 68,4% dei beneficiari risiede nel Mezzogiorno, con maggiore concentrazione in Campania (25,3%) e in Sicilia (19,9%). Ancora, al Sud e nelle Isole, i beneficiari under 40 costituiscono oltre la metà dei beneficiari (ed il 36% dei casi si tratta di under 30). Al Nord e al centro, invece, gli over 40 costituiscono la maggioranza dei beneficiari del RdC.

Gli importi erogati

L’importo medio mensile erogato è pari a 528 euro. Il 65% dei nuclei percepisce un importo mensile inferiore ai 600 euro. L’importo medio varia in maniera sensibile in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Gli importi variano dai 411 euro per i nuclei monocomponenti ad un massimo di 687 euro per i nuclei con cinque componenti. 

Chi ha effettivamente trovato lavoro?

Stando ai dati presentati da Domenico Parisi (presidente Anpal) al 31 ottobre 2020 i beneficiari del RdC con un rapporto di lavoro ancora attivo erano 192.851, intorno al 14%. Solo il 15,4% dei beneficiari ha stipulato un contratto a tempo indeterminato, il 4,1% un contratto di apprendistato mentre il 65% ha avuto un contratto a termine. Il resto dei beneficiati ha avuto contratti di collaborazione o intermittenti.

Le falle del Reddito di Cittadinanza

Che la misura non abbia sortito i benefici sperati è ormai chiaro. A partire dagli abusi che puntualmente si verificano, come ad esempio la percezione della misura di sostegno da parte di delinquenti riconosciuti come tali dalla giustizia. Ci si chiede se sarebbe stato opportuno prevenire tali abusi ex ante e non ex post attraverso i controlli della Guardia di Finanza, chiedendo di produrre, quanto meno, il documento attestante la fedina penale per verificare l’eventuale presenza di carichi pendenti. 

Oltre a ciò, il sostenimento nel RdC per le casse dello Stato, ha un costo enorme. Le ultime stime parlano di 9 miliardi di euro con una previsione di spesa triennale che si aggira intorno ai 20 miliardi di euro.

Per non parlare della figura dei navigator, ossia coloro i quali si occupano di aiutare i beneficiari del RdC nella ricerca di un lavoro. Il loro contratto scade ad aprile 2021 e non è stato ancora chiarito se il governo riuscirà a trovare le risorse per il rinnovo del contratto stesso. Inoltre, al momento, non si riesce a capire quanti contratti di lavoro siano stati firmati con l’aiuto dei navigator e quali in autonomia. 

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