La crisi economica che sta generando il covid-19 sarà con ogni probabilità la più grave crisi moderna ed è per questo che si inizia a pensare ai problemi legati alla povertà che essa porterà. Beppe Grillo rispolvera l’idea del reddito universale ma siamo sicuri che sia la soluzione giusta?

Le parole di Beppe Grillo sul suo blog

“La via d’uscita da questa crisi non può essere come quella del 2008, quando si è preferito salvare le banche a discapito del popolo. È arrivato il momento di mettere l’uomo al centro e non più il mercato del lavoro. Per fare ciò si deve garantire a tutti i cittadini lo stesso livello di partenza: un reddito di base universale, per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi.”

Il problema di questa crisi economica

Per poter proporre una soluzione ragionevole bisogna prima di tutto capire cosa comporti questa crisi.
Il problema di questa crisi, a differenza di quella del 2008, parte dall’offerta.
Il covid-19 ha aumentato di molto il rischio base della principale attività umana ossia vivere e ha costretto molte imprese a stare chiuse (alcune per decreto ma altre perché i propri dipendenti erano e sono impauriti).
Le imprese che potranno operare lo faranno con un aumento dei costi dovuto all’aumento delle misure di sicurezza e ciò porterà ad una diminuzione della produttività.
La combinazione dei 2 fattori dovrebbe far capire quale sia il problema. Molte impresse faranno fatica a produrre.

Il problema di domanda è una conseguenza

Ovviamente il fatto che molte imprese non possano produrre rende impossibile il pagamento degli stipendi e quindi il problema che parte dall’offerta si ripercuote anche sulla domanda.
Altro fattore da considerare è che non solo la domanda interna si riducerà ma anche la domanda estera perché quasi tutti i Paesi si trovano nella stessa situazione (molti avranno periodi di chiusura anche più lunghi rispetto a quelli del nostro Paese).

Esemplificazione

Corso di Economia Politica - Domanda e offerta globale - Studiamo.it

Incredibilmente per spiegare questo errore è sufficiente rispolverare le basi dell’Economia. Con una riduzione dell’offerta e una riduzione della domanda di intensità minore rispetto alla riduzione dell’offerta ciò che crei è inflazione ossia un aumento dei prezzi.

L’aumento dei prezzi (che viste le circostanze è altamente probabile) andrebbe a pesare in modo preponderante sulle classi meno agiate (che aumenteranno parecchio).

La soluzione proposta da più economisti

La soluzione più logica in questa situazione (a patto che lo schock sia al massimo di 4-5 mesi) è l’iniezione di liquidità nelle imprese. Questa misura permetterebbe alle imprese di non morire (perché le imprese non falliscono per via dei debiti ma per via dei debiti non pagati e in ciò rientra il problema della liquidità) salvando svariati posti di lavoro e capacità produttiva per il futuro.
Tra le soluzioni per finanziarlo vi è il deficit di bilancio e le garanzie statali sui prestiti bancari.

La soluzione è stata proposta da così tanti economisti da rendere impossibile fare un elenco. Per sintesi citerò solo gli italiani Giavazzi, Alesina, Boldrin, Monacelli e Draghi.

La proposta di Confagricoltura

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha chiesto di aprire canali di regolarizzazione per i migranti arrivati nel nostro Paese e di poter assumere i percettori di Reddito di Cittadinanza come forza lavoro. Una proposta molto più concreta e immediata di quella di Grillo, che aiuterebbe a ridurre il caporalato e il lavoro nero, farebbe entrare nel sistema produttivo persone che ora non lavorano (contribuendo al welfare state oltre che beneficiarne), sosterebbe le imprese agricole a far fronte alle proprie esigenze produttive.

Se fosse applicata questa proposta si avrebbero 2 benefici:

1) molte più persone potrebbero ottenere un reddito da lavoro regolare che andrebbe a ridurre il peso delle future misure sul welfare state,
2) compenserebbe in parte la riduzione di offerta per il settore agricolo.