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Il ritorno dagli investimenti pubblici nel settore Aerospaziale

Tutti abbiamo visto, qualche giorno fa, le immagini del Perseverance. Certamente Marte è da sempre un “mito” per l’uomo e ora sembra sempre più vicino a noi, con i dovuti limiti. Non sono però mancate le solite critiche sulla spesa per investimenti nel settore aerospaziale. Spesso si sente rispondere, ed è un dato di fatto, che in realtà questo tipo di ricerca è poi essenziale anche in altri ambiti per tecnologie che usiamo quotidianamente. Ma, poiché qui ci occupiamo di economia e numeri, andiamo a vedere i ritorni economici di questi investimenti.

La ricerca

La ricerca della London Economics inizia con una frase di George Bush “Il programma apollo è il miglior ritorno sull’investimento dopo l’acquisto del blocco per schizzi di Leonardo Da Vinci”. Giusto per dare una dimensione dell’argomento.

Per le analisi che stiamo per vedere, London Economics è stata commissionata proprio dall’Agenzia Spaziale del Regno Unito. L’analisi dei ritorni degli investimenti pubblici nel settore è basata sia su letteratura scientifica a riguardo pre-esistente, sia su dati interni riguardanti consulenze di LE.

Oltre a vedere i “Rates of Return” (cioè i tassi – o moltiplicatori – del ritorno sugli investimenti), questi sono stati divisi in diretti e spillover, si è osservata la durata e gli effetti su terzi. Inoltre si è anche cercata di stimare la durata del “Lag”, cioè la differenza intertemporale tra l’investimento e i ritorni.

Metodi e terminologia

Vediamo nello specifico la suddivisione del ritorno sugli investimenti. Il ritorno diretto include sia ciò che viene prodotto per il settore aerospazio dall’indotto, sia le variazioni della TFP (Total Factor Productivity) misurati con l’impatto sugli investimenti privati in queste aziende. Per quanto riguarda gli “spillover” sono inclusi gli impatti su altri investimenti collegati, quali ad esempio aziende che utilizzano quei brevetti/conoscenze, oppure aumento dei consumi o dell’occupazione, ecc.

Per capire i calcoli nel dettaglio, è utile guardare all’immagine che segue:

In cosa il settore aerospaziale è diverso dagli altri

I motivi per cui il settore aerospaziale si distingue dagli altri, enunciati nella ricerca, sono principalmente:

  • È un settore che investe molto in ricerca: il 26% del valore aggiunto settoriale è dato da R&S, mentre in tutto il Regno Unito rappresenta solo l’1.1% del PIL del Regno Unito;
  • I lavoratori nella maggior parte dei casi sono altamente specializzati, in totale 3 su 4;
  • Alta produttività: nel settore è 3 volte più grande della media UK;
  • Esportazioni: il 62% contro il 15% del totale nazionale;
  • È un settore ad alta crescita: nel 2012, internazionalmente, cresceva del 7% mentre il prodotto aggregato di tutto il mondo cresceva del 3.1%.

Risultati degli investimenti in innovazioni e ricerca spaziale

Nello specifico, sono visti 4 tipi di investimenti: il programma “Earth Observation”, quelli nel sistema satellitare, telecomunicazioni, e i servizi per la NASA.

Per quanto riguarda “Earth Observation”, il tasso calcolato sul ritorno è tra 2 e 4.

In questo caso, comunque, i benefici sono difficili da quantificare: spesso, quelli monetari sono pochi. I programmi inclusi qui, infatti, aiutano molto di più nel “decision-making” soprattutto per programmi successivi o per la prevenzione di rischi diversi; di conseguenza includono vari “costi affondati” che potrebbero rendere anche il ritorno sotto-stimato.

Riguardo le telecomunicazioni, l’analisi è distorta da fattori situazionali esterni che incidono sull’utilizzo di queste ricerche. In ogni caso, il ritorno è compreso tra 6 e 7, per vedere nel dettaglio c’è il grafico seguente:

Sotto invece vediamo il grafico riguardo gli investimenti nel sistema satellitare, con ritorno compreso tra 4 e 6.

Gli investimenti con la NASA hanno invece ritorni più elevati. Questo è dovuto, in generale, alla maggiore internazionalizzazione dell’agenzia e ai programmi che coinvolgono molte più parti.

La ricerca si propone, nella parte finale, di accompagnare alle conclusioni anche delle raccomandazioni per il futuro, che riassumiamo in breve. Innanzitutto, una maggiore trasparenza e attività di controllo pubblica sui ritorni sugli investimenti sarebbe molto più utile di quello che può sembrare, sia per convenienza economica diretta, sia per esternalità positive, sia per questioni di accountability. Farlo con standard internazionali sarebbe ancora meglio – in generale anche definire internazionalmente tutta la filiera e l’indotto, le fasi, ecc. aiuterebbe nelle analisi. In più, il monitoraggio continuo darebbe maggiore significatività alle analisi che ad oggi non sono il massimo della affidabilità per i numeri. Un altro suggerimento dato alla fine, molto utile, è quello di creare un UK SIC (paragonabile al nostro codice ATECO) per l’industria aerospaziale.

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