Si parla sempre più spesso di moneta complementare e nella stragrande maggioranza dei casi possiamo dire che sia un fallimento.
Tuttavia esiste un caso che sa di successo; stiamo parlando di Sardex, la moneta digitale made in Sardegna.

Sardex nasce da lontano

Per costruire Sardex, gli ideatori si sono rivolti alla storia finanziaria, attingendo agli studi sui sistemi di credito antichi, alla WIR svizzera e alla proposta di John Maynard Keynes per un’Unione internazionale di compensazione a Bretton Woods.
C’era una logica in questo approccio; perché se la crisi finanziaria ha provato qualcosa, è stato che la storia della finanza non è lineare. “Non c’è motivo di pensare che i mercati finanziari siano più progressisti delle istituzioni finanziarie del Rinascimento”, afferma Massimo Amato, economista e storico della Bocconi. “Il buon senso non è mai superato.”

Il sito di Sardex dà  le seguenti informazioni:

Come funziona?

Ad ogni impresa viene aperto un conto presso la camera di compensazione del Circuito. Il conto è denominato in una valuta interna: il Credito Commerciale Sardex, spendibile esclusivamente all’interno della rete.

Ad ogni azienda è accordata la possibilità di “andare in rosso”, entro determinati limiti, e attraverso questo “scoperto” può effettuare acquisti presso altri iscritti alla rete. Ad ogni acquisto il conto dell’acquirente viene addebitato per un ammontare pari al prezzo di vendita del bene/servizio acquistato. Viceversa il conto del fornitore sarà accreditato per un pari importo. Le aziende che evidenziano un saldo negativo potranno portare a pareggio il proprio saldo semplicemente effettuando vendite presso altre aziende aderenti al Circuito. Allo stesso modo, le aziende con saldo attivo, potranno monetizzare i Crediti Sardex accumulati facendo acquisti presso le altre imprese iscritte.

 

La differenza sostanziale che rende Sardex vincente, la Clearing House

Come si vede, la camera di compensazione del Circuito (d’ora in poi CH, clearing house) apre un conto a favore del partecipante. Il saldo iniziale è, ovviamente, pari a 0. Il conto in questione è denominato in una valuta interna alla CH, cioè Sardex.
Il bello è che la CH consente di ‘andare in rosso’ sul conto aperto: ciò significa che concede credito all’impresa (“Credito Commerciale Sardex”) che partecipa alla CH; cioè concede un prestito in Sardex, limitato ovviamente, col quale l’impresa può pagare forniture presso altri soggetti partecipanti alla CH. Sarebbe come dire che una banca affida un cliente in euro ma che tale cliente può spendere gli euro in contropartita con i soli clienti della medesima banca: il vantaggio, per la banca, è quello di poter ridurre notevolmente i flussi di casa verso l’esterno; lo svantaggio per il cliente è quello di scambiare merci solo con i clienti di quella banca. Nel caso in questione, la CH riduce notevolmente i flussi di SDX, lo svantaggio del cliente è quello di disporre di un mezzo di pagamento non universale.

Dunque, vi sono clienti della CH che spendono Sardex e altri che li incassano: di conseguenza si creano dei disavanzi e degli avanzi finanziari a carico o a favore dei compratori e dei venditori (Crediti e Debiti Commerciali Sardex): continuando con l’esempio della banca, essa è, in realtà, una gabbia per i clienti, perché la moneta (o il credito ottenuto) non può essere spesa ovunque, ma solo con quel numero limitato di clienti della banca medesima: crediti e debiti commerciali Sardex si compensano per effetto di scambi di merci fra un numero limitatissimo di soggetti.

Non esiste una banca che stampa note Sardex e neanche un algoritmo che genera monete digitali Sardex

Sardex funziona come un sistema di mutuo credito: ogni azienda inizia a zero, guadagnando la valuta digitale – equivalente ma non scambiabile con l’euro – in quanto offre beni o servizi ad altri nella rete. Le aziende possono indebitarsi, ma solo fino a un certo limite, determinato da ciò che possono offrire alle altre aziende partecipanti. Fondamentalmente, non vi è alcun interesse per Sardex; funziona puramente come mezzo di scambio.
All’interno del circuito hai un debitore che non vede aumentare il debito ma trova creditori che vogliono spendere, questo dovrebbe essere una parte naturale del mercato.

La forza di Sardex è la comunità

La creazione di una comunità economica locale, di un circuito è il primo motivo che spiega il boom di Sardex. Se ne fai parte, se sei una delle quattromila imprese aderenti, acquisti immediatamente 3999 nuovi potenziali clienti, che hanno tutto l’interesse a venire da te, perché poi spenderanno a loro volta quei Sardex all’interno del circuito.