Lo schema Ponzi è probabilmente il metodo di truffa finanziaria più famoso del mondo. Il progenitore di molti altri, sempre più sofisticati ma con un denominatore comune. Fare soldi sulle spalle di ignare vittime. Dicono che gli immigrati vengono a “rubarci il lavoro”, ma noi eravamo più avanti di tutti e siamo migrati per esportare le truffe. Ma tranquilli, le truffe iniziali erano circoscritte alla comunità italiana negli States, quindi tutto in famiglia.

Il suo ideatore è morto ormai da quasi settant’anni eppure questa truffa è ancora molto in voga, soprattutto per le truffe via posta elettronica.

L’uomo dietro lo schema

Ponzi scheme
Charles Ponzi

Colui che diventerà noto come Charles Ponzi, era nato a Lugo (comune dell’Emilia-Romagna) nel marzo 1882. Fu registrato all’anagrafe come Carlo Pietro Giovanni Guglielmo Tebaldo Ponzi ma utilizzerà primariamente solo il primo nome oltre alla sua variante anglofona. Da non dimenticare alcuni dei suoi pseudonimi usati “a lavoro” come Charles Ponci e Charles P. Bianchi. Fantasioso nelle truffe ma non nei nomi falsi. Della sua vita in Italia si sa poco e quel che si sa è quasi assodato essere romanzato e abbellito per dare a Ponzi una figura più “intrigante”. Fu studente a La Sapienza e lavorò alle Poste ma poi mollò tutto e partì alla volta di Boston, con soli due dollari e cinquanta in tasca (così affermava lui).

La prima truffa di Ponzi

Paradossalmente, l’uomo che dà il nome al più celebre schema di truffa finanziaria, si trovò dall’altra parte della barricata e fu lui a subire (seppur indirettamente) i danni di una truffa altrui. Mentre si trovava a Montreal, divenne consulente del Banco Zarossi, una banca fondata da Luigi Zarossi e che in teoria doveva gestire i risparmi degli immigrati in Italia. In teoria. Zarossi aveva il suo schema di truffa: garantiva tassi di interesse doppi rispetto a quello corrente e con questa promessa riuscì a far breccia nel cuore dei disperati italiani che arrivavano in America praticamente senza niente. Zarossi non era un lungimirante imprenditore e con qualche investimento immobiliare sbagliato, mando la banca sul lastrico. Ma come dice il proverbio, “Occhio non vede, cuore non duole”. Il caro Luigi, continuava a pagare gli interessi ai correntisti utilizzando il denaro proveniente dai……nuovi correntisti. Questo giochetto fu scoperto da Ponzi che dopo il fallimento della banca, si trasferì dai Zarossi per aiutarli a sbarcare il lunario. Nel frattempo Luigi era scappato in Messico con i soldi dei correntisti.

Vado a comprare le sigarette
Fonte: PinInterest

Per non essere da meno, Ponzi utilizzò un libretto degli assegni degli ex clienti di Zarossi e falsificò anche la firma di uno dei direttori della banca. Questo gli fece vincere una vacanza in una prigione del Québec ma lui disse alla mamma che era lì perché impiegato come assistente di un secondino. Non contento, una volta uscito si trovò in mezzo ad un’operazione di immigrazione clandestina e finì in carcere ad Atlanta.

Lo schema Ponzi: caratteristiche e punti chiave

Innanzitutto il punto cruciale per far funzionare lo schema è scegliere bene le vittime. Immaginate di voler truffare una persona con una grande cultura finanziaria, probabilmente finireste in galera prima di finire di presentarvi. Quindi il primo punto dello schema è quello di cercare persone ignoranti in materia. Ponzi sceglieva le sue vittime tra persone con una cultura finanziaria più che nulla e quindi facili da impollare. Anche se nell’epoca moderna, anche grandi istituzioni bancarie sono cadute in trappole ispirate allo schema Ponzi.

Le altre caratteristiche dello schema

  • garanzia di grandi guadagni nel breve periodo: immaginate le condizioni dei disperati immigrati italiani che arrivavano in America per cercare fortuna
  • convincere di essere degli esperti del settore e di conoscere dei sistemi che nessun altro possiede: anche qui è abbastanza facile immaginare perché il “virus” sia dilagato. Per fare un paragone, pensate alle truffe agli anziani commesse da ominidi che a mala pena possono essere definiti umani
  • mantenere la promessa dei grandi guadagni: ignoranti quanto volete ma se una persona non vede arrivare delle somme di denaro potrebbe anche iniziare a pensare di essere stato fregato. Ponzi quindi si serviva di nuove vittime per ripagare le precedenti in una catena che non poteva che concludersi con una perdita per quasi tutti i partecipanti. Questi soldi infatti non erano il frutto di brillanti investimenti ma soldi di altri clienti. In sostanza era uno spostamento di somme e non una creazione di nuovi profitti

Come riconoscere uno schema Ponzi

L’agenzia americana che ha il compito di vigilare sull’operato dei mercati finanziaria degli States, la Securities and Exchange Commission (SEC) ha stilato una lista di sette indizi che possono smascherare uno schema Ponzi.

  1. Basso rischio e alto rendimento

In Economia, da alti rendimenti derivano grandi rischi (semi-cit. Ben Parker). Se una cosa vi sembra troppo bella, probabilmente non è affatto bella ma anzi è molto molto brutta.

  1. Rendimento costante nel tempo

Solo le forme di investimento a tasso fisso garantiscono, come dice il nome, un introito fisso. Tutto il resto è statisticamente molto probabile che sia una truffa. Il valore delle azioni cambia di minuto in minuto quindi un guadagno fisso nel tempo è meno probabile che avere un Tirannosauro come animale da compagnia.

  1. Investimenti non registrati

Se qualcuno vi propone un investimento ma non vuole che le autorità di controllo ne vengano a conoscenza, fatevi venire dei dubbi.

  1. Venditori senza licenza

Nessuno può operare nel mercato finanziario (siano esse persone o società) senza essere registrato e avere l’apposita licenza. Prima di buttarvi in investimenti miracolosi, magari date un’occhiata al pedigree di chi vi propone l’El Dorado.

  1. Strategia fumo negli occhi

Avete presente le supercazzole di “Amici miei”? Ecco, se una strategia vi sembra troppo complessa o segreta, fate una chiamata alle autorità o almeno fatevi venire qualche dubbio.

  1. Documentazione problematica

Le società operanti nel mercato finanziario sono tenute a produrre report puntuali e accurati delle loro attività. Immagino che preferiate sapere cosa succede ai vostri soldi, o no?

  1. Difficoltà a ricevere pagamenti

Non necessita di molte spiegazioni. Vi devono pagare ogni primo del mese ma non lo fanno? Ecco, potreste essere caduti in uno schema Ponzi. Vi devono pagare ogni primo del mese ma non lo fanno e vi promettono la somma dovuta più degli incredibili bonus? Allora sì, siete dentro uno schema Ponzi.