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Smettiamola di negarlo: l’evasione la fanno i piccoli

È una consuetudine tutta italiana parlare di evasione di necessità per i piccoli e di crimine infame per i grandi evasori. Questa frase potrebbe anche sembrare ragionevole ma la verità è che in Italia il 99,9% dele attività sono piccole e i grandi sono osservati praticamente individualmente.

Cosa dice l’Istat?

Come ogni anno l’Istat rilascia un report sull’economia sommersa che mette in luce la situazione italiana mostrando anche in quali settori si concentri la maggior evasione.

211 miliardi di economia non osservata

Nel 2017 l’economia non osservata vale circa 211 miliardi di euro, il 12,1%
del Pil. L’economia sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro e le attività illegali a circa 19 miliardi.

Il lavoro irregolare

Le unità di lavoro irregolari nel 2017 sono 3 milioni 700 mila, in crescita di
25 mila unità rispetto al 2016. Stiamo parlando di circa 79 miliardi di euro.

L’incidenza del lavoro irregolare è più elevata nel settore dei servizi (16,8%) e raggiunge livelli particolarmente elevati nel comparto degli Altri servizi alle persone (47,7%) dove la domanda di prestazione lavorative non regolari da parte delle famiglie è rilevante. Molto significativa risulta la
presenza di lavoratori irregolari anche in agricoltura (18,4%), nelle costruzioni (17,0%) e nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (15,8%).

La differenza tra grandi e piccoli

In termini assoluti, nel comparto del commercio e quello degli Altri servizi alle persone sono impiegate il 61% del totale delle Ula (unità lavoro) non regolari (il 63,9% delle Ula dipendenti e il 54,1% delle Ula indipendenti). Nell’Industria in senso stretto, dove la diffusione del lavoro irregolare è contenuta (7,6%), il comparto della Produzione di beni alimentari e di consumo presenta il tasso di irregolarità più elevato (9,3%).

Come possiamo notare il lavoro irregolare è meno incisivo nelle imprese più grandi infatti, come riportato in svariati documenti, le industria hanno dimensioni medie superiori.

Nel report si legge:

“Nel 2016, le imprese attive in Italia nell’industria e nei servizi di mercato sono 4,3 mi- lioni di unità e occupano 16,1 milioni di addetti, di cui 11,2 milioni sono dipendenti. La dimensione media, 3,8 addetti per impresa, risulta più elevata nell’industria (5,8 addetti) che nei servizi (3,2 addetti).”

La distribuzione territoriale

Utilizzando la relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva – anno 2019 possiamo estrapolare i dati territoriali sul tax gap per Tasi, Imu, IVA e IRES.

TAX GAP TASI



TAX GAP IRES

Conclusioni

Diversamente da quello che solitamente viene detto in TV da giornalisti e politici l’evasione in Italia è molto distribuita nella popolazione.

Le uniche differenze che si possono fare sono nel settore di attività, nel territorio e nelle dimensioni di impresa. L’evasione è molto più presente nei settori a bassa specializzazione e nelle piccole attività a basso valore aggiunto (molto presenti nel Sud).

CUE FACT CHECKING

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Nazareno Lecishttps://www.financecue.it
Studente magistrale di "Data Science, Business Analytics e Innovazione" già laureato in Economia e Gestione Aziendale. Appassionato di Economia, dell'analisi dati e dall'analisi della complessità moderna.