Ecco come Telegram ha rubato la scena a Facebook… ancora una volta.

2013: la nascita di Telegram

Col senno di poi, si sarebbero rivelati geniali i fratelli Durov creatori di Telegram nel 2013. Al momento Telegram è il miglior competitor di Whatsapp e, per molti motivi, risulta decisamente migliore. Inutile a dirsi, ciò che rende Telegram migliore non è solo la possibilità di creare gruppi con 20mila utenti senza necessità di scambiare il numero e non è nemmeno la presenza di chatbot: il vero colpo è la privacy. Telegram, infatti, è nota per il rifiuto di condividere le chiavi di sicurezza della crittografia delle chat tra gli utenti. I più conservatori diranno che tale funzione, in realtà, è presente anche sull’app di Zuckerberg. Eppure, visti i problemi avuti con Facebook, Telegram vince sulla fiducia. Fiducia ripagata dai seguenti dati:

  • 200 milioni di utenti attivi
  • 15 miliardi di messaggi giornalieri
  • 3 milioni di utenti in sole 24 ore ( durante il crash delle app di Zuckerberg)

Privacy: la fonte del successo

La crittografia end-to-end rende Telegram uno strumento molto interessante non solo per il “divertimento” delle chat a tempo e i messaggi che si autodistruggono, ma anche per la curiosa proposta di Durov: 300mila dollari a chi riesce ad hackerare i suoi protocolli. Si può dire, quasi, che Durov ci abbia visto lungo nel lontano 2013: partire “dal basso” con la crittografia end-to- end e arrivare al lancio di una criptovaluta gestita utilizzando la tecnologia blockchain. Il principio, in un certo senso, è sempre quello: non consentire l’accesso a informazioni scambiate tra utenti.

Gram batterà Libra?

Riuscirà Durov a sorprendere i suoi 200 milioni di utenti attivi? Il debutto di Gram è previsto per ottobre 2019. Più che una sfida a Zuckerberg, quello che Durov deve affrontare è un ultimatum dei suoi investitori: se mancherà il debutto di ottobre, l’imprenditore russo dovrà restituire quanto ottenuto per Gram dai suoi finanziatori privati ossia 2 miliardi di euro circa. Come funzionerà Gram? Sarà scollegata da Telegram ma utilizzabile in app per scambi di denaro, ovviamente, nonchè per acquistare merce nei canali dell’app stessa. Come verrà gestita? Come già detto, alla base di Gram, c’è la blockchain. Gram verrà gestita da una rete autonoma e decentralizzata che, appunto, permetterà di creare un portafoglio digitale (oltre ad un wallet per le transazioni) per utilizzare la criptovaluta anche al di fuori di Telegram. Se, però, la privacy è il punto forte di Telegram, potrebbe essere il punto debole di Gram: il mancato accesso agli scambi, dovuto anche alla tecnologia blockchain, metterà sull’attenti le autorità come nel caso di Libra?