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Elon Musk inarrestabile: dopo il +12.226% in arrivo lo split come Apple

Tesla come Apple: split frazionario per rendere più accessibile il titolo ai piccoli investitori. Nel frattempo raggiunge il +12.226%. Scopri di più.

Tesla come Apple: frazionamento azionario per rendere più appetibile il titolo.Nel 2020 il valore delle azioni è incrementato. Infatti, è passato da 430 dollari di inizio anno fino a raggiungere dei picchi di oltre $2.000 nel mese di agosto.

Ed è stato questo questo qui il motivo principale per cui si è pensato ad un frazionamento azionario. L’obiettivo di Tesla è quello di rendere più appetibile il titolo ed inoltre più accessibile anche ai piccoli risparmiatori.

Split azionario Tesla: frazionamento del 5X1

Lo stock split sarà di 5 a 1 e questo permetterà agli azionisti di ricevere un dividendo di quattro azioni ordinarie aggiuntive per ogni azione Tesla detenuta fino a venerdì.

La politica è stata la stessa del caso Apple: lo stock split è utile a rendere la proprietà dell’azione più accessibile a dipendenti ed investitori. Il prezzo di ciascuna azione è sceso quindi dai 2000 dollari a circa 444 prima degli scambi. Però l’accessibilità del prezzo non è l’unico fattore da prendere in considerazione per valutare la convenienza dell’investimento.

L’andamento di un’azione in ottica split non è prevedibile. La scelta di investire dovrebbe essere decisamente ponderata con attenzione. 

Tesla come Apple: split azionario e raggiunge il +12.226%
Tesla come Apple: split azionario e raggiunge il +12.226%

Non solo frazionamento, Tesla pensa all’aumento di capitale

Come spiega Repubblica, dopo aver raggiunto un valore di oltre 460 miliardi di dollari in Borsa si prepara ad un aumento di capitale fino a 5 miliardi di valore.

Tra le banche coinvolte nell’operazione spiccano Goldman Sachs, BofA, Citigroup, Morgan Stanley e Wells Fargo. Il loro compito è quello di vendere le azioni in operazioni successive secondo le direttive della casa automobilistica. 

L’obiettivo è quello di mettere su dei capitali per rafforzare il bilancio e per raggiungere obiettivi generali di business. Bloomberg evidenzia come questo tipo di operazioni sono serviti a traghettare un produttore di nicchia di auto elettriche alla competizione nel mercato di massa. Dall’inizio dell’anno, il titolo ha guadagnato quasi il 500%; dall’annuncio, l’11 agosto, dello split per il quale ogni titolo è stato diviso in cinque, diventato operativo ieri, il titolo ha guadagnato l’81,3%, compreso il +12,6% del primo settembre.Dopo aver vincolato i suoi guadagni ai successi dell’azienda, la corsa del titolo ha permesso a Musk di diventare la terza persona più ricca al mondo, secondo il Bloomberg billionaires index, con 115 miliardi di dollari di patrimonio. 

Come Tesla ha raggiunto il +12.226%

Il 29 giugno 2010 la prima azione di TSLA valeva circa 17 dollari. Il 21 agosto scorso avevano raggiunto un valore di 2.095,49$. Un rialzo del circa 12.226% secondo solo a Jeff Bezos con il suo +18.478%.

La capitalizzazione di Tesla ha raggiunto circa 382 miliardi di dollari, nettamente superiore alla storica casa automobilistica Toyota. Ma come ha fatto la Casa di Fremont ad avere così successo?

Semplice, le azioni di TSLA vengono considerate delle vere e proprie cult stock. Delle azioni che sono diventate un tutt’uno con la figura carismatica di Elon Musk. Quell’imprenditore che ha per anni indispettito i gruppi di analisti finanziari che lo hanno accusato di “cialtroneria”. Ma dopo anni di trimestrali in rosso le aspettative di ritorno dell’investimento sono state esaudite. Dopo il successo di SpaceX, l’imprenditore sudafricano ha iniziato a scalare la vetta grazie alla Model 3. La vendita di questa vettura non ha risentito della pandemia, confermandosi una delle auto elettriche più accessibili.

Come detto in precedenza, il 31 agosto Tesla ha dato vita al suo primo frazionamento. 

Pazzia o lungimiranza?
Presto per dirlo. Questa mossa, però, ha portato ad Apple ad aver superato i 2 trilioni di capitalizzazione: per la precisione 1.700 miliardi di dollari. Un pelino inferiore al PIL italiano del 2019.

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