Gli analisti di JPMorgan Chase hanno creato un indice che analizza l’impatto dei tweet del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sui mercati finanziari. Il nuovo “Volfefe index” misura la correlazione tra i tweet e la volatilità implicita dei bond a due e cinque anni. In altre parole, “Volfefe” dà come risultato gli effetti che le dichiarazioni social di mr. President producono sui rendimenti delle obbligazioni cinque minuti dopo essere state fatte.

L’origine del termine

Il tweet covfefe

Il nome “Volfefe” nasce dall’unione della parola “volatily” e “covfefe”. Quest’ultima si riferisce a un probabile errore di battitura di un tweet, ormai cancellato, di Trump del maggio 2017. Esso aveva suscitato molti dubbi, perplessità e reazioni ironiche, anche di personaggi famosi. Nessuna spiegazione è mai stata rilasciata, se non un commento ironico proprio dell’autore della disfatta.

Il commento auto-ironico di Trump

I numeri che smuovono i rendimenti

Trump, dalla sua inaugurazione nel 2017, ha scritto più di 10000 tweet, con una media di 10 al giorno. Il numero giornaliero di questi e l’utilizzo del social stesso sono cresciuti dallo scorso 2018, così come sono aumentati, nei mesi scorsi, i cinguettii contenenti parole come “China”, “billion”, “products”, “Democrats” and “great”. Secondo gli analisti, questi twitter inerenti alla guerra commerciale con i cinesi sono quelli che hanno avuto più impatto sui Treasury yields.

Possiamo aggiungere all’elenco anche gli ultimi e sempre più frequenti aggiornamenti online del signor Trump contro il suo secondo più grande nemico, vale a dire verso la Fed (e Jerome Powell), inimicizia nata dalle diverse divergenze sui tagli dei tassi d’interesse.

Fonte: Bloomberg

Dagli studi risulta che, di circa 4000 mila tweet effettivi (perciò senza contare i retweet), 146 hanno smosso effettivamente il mercato. Gli effetti maggiori si notano fra quelli scritti nella fascia oraria compresa tra mezzogiorno e le due di pomeriggio (orario della east coast). A quanto pare però il Presidente degli USA passa notti insonne: anche gli sfoghi delle tre del mattino producono reazioni.

Tweet e borsa

Le reazioni della borsa sono simili. Infatti, gli esperti di Bank of America Merrill Lynch hanno stimato che solitamente nei giorni in cui @realDonaldTrump è più attivo nel social, con circa 35 tweet, le borse calano maggiormente, di circa 9 punti base in media, specialmente quanto tocca argomenti delicati come quelli sopra. Al contrario, quando il miliardario è meno partecipe le borse hanno più probabilità di chiudere in positivo, di circa 5 punti.

Le reazioni del forex

Gli analisti del currency team di Citigroup, invece, stanno misurando gli effetti dei tweet del Presidente sul mercato valutario, oltre che sulla borsa in generale. Anche loro hanno riscontrato un aumento della volatilità nel forex, specialmente inerente al USD, ogni qual volta vengano trattati temi come trade war, valore del dollaro o tassi d’interesse.

La volatilità nei tassi di cambio Euro-Dollaro e Dollaro-Yen in corrispondenza di alcuni tweet per argomento, fonte: Bloomberg

Ricerche universitarie

Questi colossi finanziari non sono gli unici ad aver studiato l’impatto dell’utilizzo di Twitter del capo dello Stato americano sui mercati finanziari.

La Nottingham University ha pubblicato uno studio intitolato “The Impact of Donald Trump’s Tweets on Financial Markets”. Dalla ricerca emerge che esiste una stretta correlazione tra tweet e prezzi azionari. Infatti essi sono condizionati per i 2-3 giorni successivi. Ciò implica due cose: l’inefficienza del mercato borsistico e l’utilizzo del social network come strumento nelle mani di mr. Trump per influenzare a proprio piacimento gli stock prices.