Sei appena stato/a proclamato/a dottore/ssa in Economia, finalmente sei un/una economista. E invece no, non è così facile. Altrimenti tutti quelli che giocano a calcetto con gli amici sarebbero dei bomber.

Economista, non commercialista

Prima di cercare di capire cosa sia e cosa faccia un economista (per praticità scriverò al maschile ma sia inteso come sesso generico, ndr), sfatiamo un falso mito. Chi studia Economia, non per forza diventa commercialista. E non stiamo parlando di ambizioni proprie ma letteralmente di titoli. Per essere commercialisti bisogna aver superato un esame di Stato esattamente come per diventare avvocato non basta la laurea in Giurisprudenza.

Non fare di tutta l’Economia un fascio

In genere i percorsi di studi più avanzati si dividono in due: uno volto a formare figure più manageriali e uno volto a formare “scienziati” dell’economia. Competenze diverse per carriere diverse. Ovviamente un commercialista può essere anche un economista e viceversa ma non è questo il punto.

Che cosa fa un economista?

Secondo la Treccani, la definizione è la seguente

economista s. m. e f. [dal fr. économiste (v. economia)] (pl. m. -i). – Chi si occupa di scienza economica: un illustre e.; i grandi e. del sec. 18°. Con sign. più recente, esperto di problemi economici alle dipendenze di un ente pubblico, di una società, ecc.

Dare una definizione sintetica non è facile ma in sostanza, gli economisti sono gli studiosi dell’Economia e hanno come scopo quello di analizzare il comportamento economico della società (cittadini, agenti economici e così via) attraverso modelli, teoria, metodi e ricerca scientifica.

Come diventare un economista?

La risposta che potrebbe venire in mente è “Studiando Economia” ma sarebbe come dire che per essere chirurghi basta studiare Medicina. Ovviamente la “corsia preferenziale” è quella di un percorso accademico in campo economico e che non si fermi solo alla laurea.

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Luigi Einaudi

Oltre al titolo, un economista deve fare attività di ricerca e pubblicare su riviste con una rilevanza che vada oltre i confini del suo Paese (nel caso migliore). Sintetizzando, se siete in possesso di una laurea magistrale in Economia, del dottorato e di un master ma poi vi dedicate esclusivamente alla coltivazione di rape, allora non siete economisti.

Solo laureati in Economia?

No, anche i laureati in altre Facoltà possono fregiarsi del titolo. In Italia gli esempi non mancano, da Einaudi (Giurisprudenza) a Ciampi (Lettere e Giurisprudenza), gli esempi di economisti non “economici” si sprecano.

Perché tanta confusione?

Se Mario Rossi con la licenza media si spaccia per avvocato, sta esercitando abusivamente una professione e probabilmente truffando qualcuno. Senza una laurea non siete dottori, senza gli esami di Stato non siete avvocati o commercialisti ma per gli economisti è diverso. Non essendoci parametri assoluti per definire i requisiti per diventare economisti, molti si appropriano del titolo senza averne merito.

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“Questo lo dice lei”

Basta guardare un qualunque talk show e con tutta probabilità vedrete qualche ospite che viene presentato come economista, senza motivo. Questa smania di dare più autorevolezza ai propri ospiti per elevare la propria trasmissione, è uno dei principali motivi per i quali oggi siamo circondati da economisti fai da te.