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Unione Europea pronta a chiedere ad AstraZeneca un risarcimento danni

L'Unione Europea ha intenzione di chiedere alla società AstraZeneca un risarcimento danni pari a miliardi di euro nel caso non raggiungesse la soglia di consegne delle dosi richieste di vaccino COVID19.

Categorie Finanza
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L’ Unione Europa è pronta a chiedere un risarcimento dei danni ad AstraZeneca pari a miliardi di euro se la società non dovesse riuscire ad aumentare le consegne del suo vaccino entro mese prossimo.

Possibile richiesta di risarcimento danni da parte dell’UE nei confronti di AstraZeneca

La richiesta fa parte di una causa avviata dalla Commissione Europea. Si ritiene opportuno costringere AstraZeneca a fornire 90 milioni di dosi nel secondo trimestre dell’anno, invece dei 70 milioni attualmente programmati. L’azione legale perpetrata è solo uno degli ultimi step di questa battaglia tra l’UE e la società per la carenza di consegne nel lungo periodo rispetto al contratto concordato tra le parti in cui si prevedevano circa 300 milioni di dosi.

Infatti, Rafael Jafferali, avvocato dell’UE, ha dichiarato in nel tribunale della capitale belga che AstraZeneca «non ha neanche tentato di rispettare il contratto» con l’UE. AstraZeneca inizialmente avrebbe dovuto fornire, secondo quanto previsto dal contratto, fino a 300 milioni di dosi all’UE nei primi sei mesi di quest’anno. Purtroppo la previsione delle dosi consegnabili è diminuita fino a circa 100 milioni dopo i problemi di produzione di AstraZeneca. Ma la Commissione Europea chiede che il tribunale ordini alla società di aumentare tale cifra fino a 120 milioni.

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UE e AstraZenca, continua il testa a testa per risarcimento danni

«L’Unione europea non accetta la consegna tardiva dei vaccini da parte di AstraZeneca e ritiene che questa sia una violazione del contratto», ha detto la Commissione Europea al Financial Times. «AstraZeneca deve mettersi al passo con il calendario concordato il prima possibile.»

L’Unione Europea, che ricordiamo sarebbe pronta a chiedere un risarcimento dei danni, sostiene che AstraZeneca avrebbe dovuto compensare il deficit utilizzando 50 milioni di dosi provenienti da altri siti di produzione. Tuttavia, AstraZeneca insiste nel sostenere di di aver fatto tutto il possibile per affrontare l’enorme sfida per aumentare e soddisfare la produzione di vaccini Covid-19. L’azienda ha costantemente affermato di aver compiuto i «migliori sforzi» contrattualmente richiesti per rispettare il programma di consegna dell’UE.

In un’intervista con il Financial Times la scorsa settimana, Pascal Soriot ha detto che era stata «sfortuna» che i siti che rifornivano l’UE avessero avuto problemi di produzione. A differenza di altri siti di produzione come in Corea del Sud i quali non hanno avuto nessun tipo di problema.

AstraZeneca e i problemi di produzione

Ma l’UE è stata particolarmente irritata dal fatto che AstraZeneca abbia avuto più successo nell’adempimento con il contratto che la legava al Regno Unito. Soriot ha affermato che il contratto originale tra il governo del Regno Unito e l’università di Oxford, prima che AstraZeneca diventasse un partner, includeva l’accesso prioritario ai vaccini prodotti nei siti di produzione del Regno Unito. AstraZeneca sostiene di aver dichiarato all’UE nella sua offerta originale di contratto che gli impianti di produzione in UK avrebbero prodotto dosi per l’UE solo una volta che avessero evaso gli ordini del Regno Unito.

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AstraZeneca è ancora il secondo più grande fornitore dell’UE dopo BioNTech / Pfizer. Si ricorda che AstraZeneca, a differenza di molti dei suoi concorrenti, fornisce il vaccino senza scopo di lucro per tutta la durata della pandemia. I 20 milioni di dosi extra che la commissione sta chiedendo all’azienda farebbero poca differenza per l’accelerazione del lancio del vaccino da parte dell’UE. Nonostante questo, alcuni paesi hanno limitato l’uso delle dosi di AstraZeneca a causa di effetti collaterali rari ma potenzialmente fatali.

L’UE e l’obiettivo della vaccinazione del 70% della popolazione europea

Le dosi extra di AstraZeneca darebbero all’UE la possibilità di riuscire nel raggiungere l’obiettivo di vaccinare completamente il 70% della sua popolazione adulta entro luglio. Attualmente si stimano 519 milioni di dosi ricevute entro la fine di giugno, inclusi 55 milioni di dosi di Johnson & Johnson a dose singola.

I funzionari dell’UE hanno suggerito che varie dosi extra di AstraZeneca potrebbero provenire dagli Stati Uniti. Sappiamo che negli USA il vaccino non è ancora stato approvato per l’uso, o da un altro sito di produzione internazionale, come la Cina. Il mese prossimo è atteso quindi un verdetto per questo potenziale caso giudiziario. Oltre ciò, la Commissione ha anche avviato una richiesta legale separata per il risarcimento dei danni per la totale inadempienza di AstraZeneca del proprio contratto.

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